Paolo Simoncelli: “Con Martin ho rivisto l’incidente di Marco”
di Massimo Calandri“Basta odiare Marc Marquez. È il più forte, rassegnatevi". Con il successo nella sprint race di sabato a Jerez, il catalano ha già vinto 10 delle prime 11 gare della stagione. E in Texas, quando è caduto, era nettamente in testa. Un monologo. Guida una Ducati, sorride sempre. Ma non riesce a fare breccia nel cuori di tanti tifosi, soprattutto italiani, che non gli perdonano l’inimicizia con Valentino Rossi e lo sciagurato “contatto” di Sepang 2015. "Sono passati 10 anni". A Paolo Simoncelli invece, Marquez piace. Gli ricorda suo figlio Marco: il Sic. "Quei due avrebbero fatto delle belle battaglie, in pista".
Lo spagnolo non ha rivali.
"Gigi Dall’Igna aveva capito tutto con un anno di anticipo: confrontando i dati di Marc, che c…
“Basta odiare Marc Marquez. È il più forte, rassegnatevi". Con il successo nella sprint race di sabato a Jerez, il catalano ha già vinto 10 delle prime 11 gare della stagione. E in Texas, quando è caduto, era nettamente in testa. Un monologo. Guida una Ducati, sorride sempre. Ma non riesce a fare breccia nel cuori di tanti tifosi, soprattutto italiani, che non gli perdonano l’inimicizia con Valentino Rossi e lo sciagurato “contatto” di Sepang 2015. "Sono passati 10 anni". A Paolo Simoncelli invece, Marquez piace. Gli ricorda suo figlio Marco: il Sic. "Quei due avrebbero fatto delle belle battaglie, in pista".
Lo spagnolo non ha rivali.
"Gigi Dall’Igna aveva capito tutto con un anno di anticipo: confrontando i dati di Marc, che correva con la moto ‘vecchia’, si è reso conto che era di un altro pianeta".
Ma in Italia c’è chi proprio non riesce a tifare Marquez.
"Mi fa arrabbiare chi lo accusa di aver fatto perdere il 10° titolo a Valentino. Rossi aveva gettato un Mondiale anche con Hayden, e allora? Marc è semplicemente il più forte: credo nemmeno lui conosca il suo limite".
In Ducati comanda lui.
"A Borgo Panigale non potevano immaginare che razza di demonio si sarebbero messi in casa. Marc ha rinunciato a montagne di soldi che gli garantiva la Honda, per inseguire un sogno: vincere. E c’è un’altra cosa che gli ‘odiatori’ dovrebbero tener bene a mente".
Cosa?
"Un anno fa, quando Franco Morbidelli ha avuto quel bruttissimo incidente in Portogallo, il primo a fermarsi per aiutarlo – quello che gli ha tirato fuori la lingua, evitando che soffocasse – è stato proprio Marquez".
A proposito di incidenti: povero Jorge Martin.
"È stato molto sfortunato. Oddio, sfortuna…tutto è relativo. In Qatar gli è successo qualcosa di molto simile a quello che accadde nel 2011 al mio Marco, solo che Di Giannantonio gli è passato con la ruota sopra la gobba della tuta. Qualche centimetro più in là, e sarebbe stato colpito anche lui sul collo. La vita è una questione di centimetri. E quando accadono certe cose, non puoi farci nulla".
Nella Sic58, la sua squadra di Moto3, con il numero di Marco corre Luca Lunetta, 19 anni.
"È bravo, vale la prima fila. Ma deve liberarsi dai troppi pensieri, ritrovare un po’ di serenità. Il mio Marco aveva bisogno di sapere che tutte le persone intorno a lui stavano bene: solo così vinceva. Perché le moto sono come la vita: devi sorridere, divertirti. Non lasciate mai spazio all’odio".