La prima vittoria della carriera al Mugello, la prima pole in Inghilterra, il primo podio a Le Mans. A diciassette anni. Tutto come il suo padrino. Ieri, sulla pista di Assen, ha chiuso 15° e un po’ deluso. Marc, alla stagione d’esordio, nella Cattedrale della Velocità si era ritirato. Quante coincidenze. Troppe. Màximo Quiles viene da Murcia, come un altro pilota del motomondiale (Pedro Acosta) e il tennista Carlos Alcaraz: «Siamo gente abituata a lottare, vogliamo mangiarci il mondo», dice il ragazzino. Che grinta. Così talentuoso, determinato.
Marquez lo sponsor
E con uno sponsor speciale: Marc Marquez, che insieme ad Alex ne gestisce la carriera attraverso Vertical Management, l’agenzia di famiglia. Màximo, il terzo dei fratelli Marquez. «In effetti le combinazioni sono tremende: Mugello, Silverstone, Le Mans: ma da lì a paragonarmi a Marc ce ne passa, per favore! Se guardo a tutto quello che lui ha fatto e vissuto, prima di arrivare a essere il più forte di sempre dovrò imparare …
La prima vittoria della carriera al Mugello, la prima pole in Inghilterra, il primo podio a Le Mans. A diciassette anni. Tutto come il suo padrino. Ieri, sulla pista di Assen, ha chiuso 15° e un po’ deluso. Marc, alla stagione d’esordio, nella Cattedrale della Velocità si era ritirato. Quante coincidenze. Troppe. Màximo Quiles viene da Murcia, come un altro pilota del motomondiale (Pedro Acosta) e il tennista Carlos Alcaraz: «Siamo gente abituata a lottare, vogliamo mangiarci il mondo», dice il ragazzino. Che grinta. Così talentuoso, determinato.
Marquez lo sponsor
E con uno sponsor speciale: Marc Marquez, che insieme ad Alex ne gestisce la carriera attraverso Vertical Management, l’agenzia di famiglia. Màximo, il terzo dei fratelli Marquez. «In effetti le combinazioni sono tremende: Mugello, Silverstone, Le Mans: ma da lì a paragonarmi a Marc ce ne passa, per favore! Se guardo a tutto quello che lui ha fatto e vissuto, prima di arrivare a essere il più forte di sempre dovrò imparare ancora per tante stagioni. Però è vero che averlo vicino, poter ascoltare ogni giorno i suoi consigli, è molto importante».
Ha cominciato a correre a 6 anni
Corre in Moto3 col team di Jorge Martinez ‘Aspar’, accanto a lui c’è Nico Terol. Da adolescente ha vinto per 2 volte l’European Talent Cup (2021, 2023), la prima che era solo tredicenne e rookie. Un successo e 3 podi nel mondial junior della Fim, lo scorso anno. Nella Red Bull Rookies Cup, sempre protagonista, ha ricevuto uno stop per un paio di gare a causa di un sorpasso un po’ troppo aggressivo. Ha cominciato a correre a 6 anni, ha scelto il numero 28. «Perché quello di mio padre era il 27. E se un giorno avrò un figlio pilota, correrà col 29». A proposito: papà di cognome fa Martinez. E Màximo nei primi anni da sportivo era Martinez, ma poi ha scelto di usare il cognome di mamma (Quiles), altrimenti la sigla sarebbe stata: M.Mar. con quella c’è già uno: il padrino, appunto. Che di lui, dice: «Ha tanta qualità, coraggio. Ma deve rimanere coi piedi per terra. La sua squadra e la famiglia, lo devono aiutare».
Il consiglio di Marc
Per Marc Marquez è importante che Màximo pensi solo a divertirsi in sella a una moto. Stando il più possibile lontano dai social. «Alla sua età, leggevo qualche giornale e non ci facevo neppur troppo caso. Adesso, i ragazzini stanno tutto il giorno sul telefonino a riflettere sui commenti (positivi, negativi) di persone che non conoscono neppure. Questo toglie loro tanta energia». Un successo, 3 podi e una pole nelle prime 6 gare della carriera in motomondiale: niente male. «Il futuro è lontanissimo, preferisco vivere il presente: magari, potessi realizzare i miei sogni che sono gli stessi del giovane Marc Marquez. Come lui, mi piace divertirmi e godere al massimo delle cose belle che faccio in pista». E mentre lo dice, sfoggia un sorriso che ricorda quello del Cannibale.