MISANO - Diceva: «La moto è bellissima, da toglierti il fiato. L’obiettivo per il 2025 è riportare indietro il numero uno sulla carena». E, ancora: «Dovremo aiutarci, e fidarci l’uno dell’altro per andare nella stessa direzione: Marc è molto furbo e intelligente, capirà alla perfezione come adattarsi al team». Alla vigilia della stagione, le parole di Pecco Bagnaia erano cariche di entusiasmo. Reduce da un campionato in cui aveva vinto 11 gp, ma si era visto soffiare sotto il naso il terzo mondiale da Jorge Martin, il piemontese aveva accettato suo malgrado l’avvicendamento di Bastianini con Marquez nel box rosso: «Ducati non mi ha consultato prima della decisione. Non volevo comunque essere coinvolto, perché devo pensare alle gare».
Bagnaia,…
MISANO - Diceva: «La moto è bellissima, da toglierti il fiato. L’obiettivo per il 2025 è riportare indietro il numero uno sulla carena». E, ancora: «Dovremo aiutarci, e fidarci l’uno dell’altro per andare nella stessa direzione: Marc è molto furbo e intelligente, capirà alla perfezione come adattarsi al team». Alla vigilia della stagione, le parole di Pecco Bagnaia erano cariche di entusiasmo. Reduce da un campionato in cui aveva vinto 11 gp, ma si era visto soffiare sotto il naso il terzo mondiale da Jorge Martin, il piemontese aveva accettato suo malgrado l’avvicendamento di Bastianini con Marquez nel box rosso: «Ducati non mi ha consultato prima della decisione. Non volevo comunque essere coinvolto, perché devo pensare alle gare».
Bagnaia, 145 punti in meno
Nel paddock tutti scommettevano che il catalano lo avrebbe divorato, lui rispondeva fiero: «Miglioreremo entrambi». Illuso. Da quando Marc è salito sulla Gp25, il povero Pecco è regolarmente rimasto indietro: ma se all’inizio gli riusciva almeno di salire sul podio – 3° posto nel gp di Buriram e nelle sprint di Thailandia e Argentina, la vittoria di Austin complice il capitombolo dell’altro -, da più di 2 mesi Bagnaia è entrato in una profonda crisi di risultati, tecnica e psicologica. Il peggiore dei ducatisti: solo Di Giannantonio ha fatto meno punti di lui in questo periodo (37 contro 40) però col doppio delle cadute. Il dato più significativo è il raffronto con i 16 appuntamenti della stagione 2024: rispetto a un anno fa, Pecco ha 145 punti in meno; Marquez, 201 in più. Cosa diceva, a gennaio? «Miglioreremo entrambi». Magari.
Evitato il confronto con la stampa
Nel corso della settimana romagnola, gp di casa, Bagnaia ha evitato il confronto coi giornalisti. No alle interviste («E’ un momento delicato», la sorprendente giustificazione dell’ufficio stampa), e, domenica sera, no a quell’incontro coi media che tutti i piloti - per contratto – devono avere al termine della gara. Si è limitato a mandare una registrazione in inglese in cui, ancora una volta, si è detto «dispiaciuto» dell’andamento della corsa: «Cercheremo di capire cosa è successo», il refrain. Perché la colpa è della moto, secondo Pecco.
Il contratto in scadenza
La Gp25 ha qualcosa che non va: lo ha ripetuto in tutte le salse ai tecnici Ducati, aggiungendo che la sua pazienza è al limite. «Lo è anche la nostra, e quella dei suoi tifosi», ha replicato, severo, l’ingegner Gigi Dall’Igna, ds del reparto Corse. La bella storia del piemontese con Borgo Panigale sembra arrivata al capolinea: il contratto scade alla fine del 2026, ma se le cose continuano così sarà difficilmente rinnovato. «Quando entri in una spirale negativa, le cose rischiano di andare sempre peggio», ha aggiunto dall’Igna. Il rapporto potrebbe addirittura chiudersi in anticipo, alla fine di questa stagione. Il numero uno sulla carena, sarà quello di Marquez.