✕

La prof e il campione: “La vittoria è matematica. Volevo insegnare, faccio volare l’Aprilia”

Ascolta l'audio

Elena De Cia, 38 anni, analizza i dati e le strategie in pista per la casa di Noale. In Thailandia era sul podio a celebrare il successo di Bezzecchi nella prima prova della MotoGp
2 minuti di lettura

Voleva fare l’insegnante di matematica. Invece domenica è salita sul podio di Buriram nel primo gran premio della stagione del motomondiale. Ha sollevato il trofeo, abbracciata ai piloti, innaffiata di prosecco. Elena De Cia, 38 anni, di Belluno. Professione: stratega. Protagonista dello storico successo dell’Aprilia in Thailandia: la vittoria di Marco Bezzecchi, le quattro moto dell’azienda veneta nelle prime cinque classificate. Un trionfo italiano che è merito anche e soprattutto dei suoi calcoli, di notti intere passate a elaborare numeri e percentuali, in modo da fornire ai campioni le indicazioni giuste per risparmiare durante la corsa le gomme, la benzina. Genio. E che pazienza. «Siamo stati bravi». Usa il plurale. Al termine della gara non voleva mostrarsi in pubblico. Timida, discreta, ha provato gentilmente a dire di no. L’ingegner Fabiano Sterlacchini, direttore tecnico del Reparto Corse, l’ha portata quasi di peso sul palco. «Gioia pura!», confessa ora, mentre risponde al …

Voleva fare l’insegnante di matematica. Invece domenica è salita sul podio di Buriram nel primo gran premio della stagione del motomondiale. Ha sollevato il trofeo, abbracciata ai piloti, innaffiata di prosecco. Elena De Cia, 38 anni, di Belluno. Professione: stratega. Protagonista dello storico successo dell’Aprilia in Thailandia: la vittoria di Marco Bezzecchi, le quattro moto dell’azienda veneta nelle prime cinque classificate. Un trionfo italiano che è merito anche e soprattutto dei suoi calcoli, di notti intere passate a elaborare numeri e percentuali, in modo da fornire ai campioni le indicazioni giuste per risparmiare durante la corsa le gomme, la benzina. Genio. E che pazienza. «Siamo stati bravi». Usa il plurale. Al termine della gara non voleva mostrarsi in pubblico. Timida, discreta, ha provato gentilmente a dire di no. L’ingegner Fabiano Sterlacchini, direttore tecnico del Reparto Corse, l’ha portata quasi di peso sul palco. «Gioia pura!», confessa ora, mentre risponde al telefono dall’aeroporto di Bangkok un attimo prima di imbarcarsi sul volo per Milano. La squadra intorno a lei continua a festeggiarla, c’è un frastuono che quasi non riesce a parlare.

Una donna, “responsabile strategie e metodi di analisi dati” dell’Aprilia Racing Factory Team.

«Sono una matematica. Il mio sogno era insegnarla, poi all’Università di Padova ho scoperto la matematica applicata. In Aprilia offrivano la possibilità di fare la tesi: ci sono andata senza troppa convinzione, perché pensavo ancora alla didattica. Mi sono laureata (con lode, ndr), sono rimasta. E ho scoperto un mondo nuovo. Soprattutto maschile, è vero: ma mi ci trovo benissimo, e poi nel paddock noi donne siamo sempre di più».

MotoGp, Superbike, un’esperienza con Suzuki. Poi il ritorno nella sede di Noale, non troppo lontano da casa.

«Tanti ingegneri informatici, meccanici, elettronici: hanno conoscenze tecniche, mentre noi matematici e informatici siamo più astratti. Affrontiamo i problemi mettendo insieme le diverse visioni: funziona».

In Aprilia funziona eccome.

«La stagione è cominciata benissimo. Un risultato così ci ha riempito d’orgoglio, le condizioni non erano facili: una pista esigente, il problema dei consumi elevati. Siamo riusciti a essere efficaci, grazie anche alla collaborazione di tutti e quattro i piloti: il segreto è stato recuperare di più, spendendo di meno».

Cosa ha suggerito, nel fine settimana?

«Il circuito offriva molti spunti per prevedere diversi scenari: l’obiettivo era limare tanti piccoli dettagli, raggiungere un livello base che potesse permettere a ognuno di dare il massimo. Il mio lavoro è stato quello di sempre: prendere nota dei dati e in tutti i settori, confrontarli con quelli che avevo raccolto nella passata stagione, aggiungere i riscontri forniti da ciascun pilota valutando i diversi stili di guida. Teoria, pratica. Elaborare. E per ultimo, inviare le informazioni».

In Thailandia avete stravinto il derby con Ducati. “Siamo speciali”, dice il vostro amministratore delegato, Massimo Rivola.

«Siamo speciali, come strumenti e persone: sono d’accordo con lui. Bezzecchi e Martin, poi Fernandez e Ogura (che corrono col team satellite Trackhouse, ma le moto sono uguali per tutti) si applicano in maniera straordinaria. Tutti collaborano, l’ambiente è bellissimo. A Burinam direi che abbiamo toccato il 100% di rendimento, però sappiamo che si può ancora migliorare».

Aprilia ha vinto l’ultimo mondiale con Lorenzo nella 250 cc nel 2007. E nella classe “regina” è a quota zero.

«L’obiettivo è che sia la stagione più felice di sempre. Noi ce la mettiamo tutta. È anche per questo che al rientro in Italia ci metteremo subito a lavorare. Dobbiamo analizzare con attenzione tutti i dati di domenica, poi preparare la prossima corsa».

Il 20 marzo la MotoGp torna a correre a Goiania, in Brasile.

«Circuito nuovo, dovremo adattarci. Le prime sensazioni saranno cruciali. La base di partenza è già molto buona, ma le condizioni possono mutare: cercheremo di stressare i nostri punti forti, per vedere come ottenere il miglior risultato col minimo sforzo».

Da domani è di nuovo in azienda. Come ci arriva?

«Vediamo il meteo. Sono una motociclista, la passione me l’ha trasmessa uno zio. Ma dalle nostre parti adesso fa po’ troppo freddo, per i miei gusti. Di sicuro tornerò in sella in primavera».

In fondo, i piloti sono gli studenti che sognava di avere da insegnante.

«Chi l’avrebbe detto? Sono felice. Domenica sul podio è stato bellissimo. Come una foto di classe, però ora torno ai miei numeri. E ai ragazzi preparo un po’ di “compiti” da studiare per bene nei prossimi giorni mentre sono a casa».

Leggi i commenti