La grande giornata dei motori italiani si conclude con un bacio sulla telecamera di Marco Bezzecchi, vincitore, o meglio dominatore della MotoGP 2026 con la sua Aprilia che per non accontentarsi di un solo leader, piazza anche Jorge Martin al secondo posto a due secondi. Con una doppietta al Gp degli Stati Uniti in Texas che dopo l’uno due in Brasile allunga le ombre sul Mondiale che sta scivolando sempre più lontano dalla Ducati.
La giornata memorabile dei motori
Una giornata memorabile, cominciata con Kimi Antonelli a Suzuka, continuata con la vittoria di Nicolò Bulega in Superbike, e conclusa con questa gara prepotente di Bezzecchi che ad Austin riprende il comando del Mondiale dopo la caduta nella sprint di sabato, un momento di gen…
La grande giornata dei motori italiani si conclude con un bacio sulla telecamera di Marco Bezzecchi, vincitore, o meglio dominatore della MotoGP 2026 con la sua Aprilia che per non accontentarsi di un solo leader, piazza anche Jorge Martin al secondo posto a due secondi. Con una doppietta al Gp degli Stati Uniti in Texas che dopo l’uno due in Brasile allunga le ombre sul Mondiale che sta scivolando sempre più lontano dalla Ducati.
Martin vince la Sprint e scivola festeggiando. Marquez penalizzato per aver centrato Di Giannantonio
La giornata memorabile dei motori
Una giornata memorabile, cominciata con Kimi Antonelli a Suzuka, continuata con la vittoria di Nicolò Bulega in Superbike, e conclusa con questa gara prepotente di Bezzecchi che ad Austin riprende il comando del Mondiale dopo la caduta nella sprint di sabato, un momento di generosità sconsiderata a poche ore dalla manifestazione di forza della gara di domenica. Il bilancio è ora di tre vittorie consecutive, che saldandosi alle due dello scorso anno fanno una striscia di cinque sempre al comando. «Sono contento» spiega “Bez” col cappello da cow boy, «perché ieri ho fatto un errore che non ci stava... La squadra mi è stata vicina perché ero piuttosto abbattuto dopo la sprint, ero partito bene ma poi ho fatto un errore del cavolo. Sono emozionato, sognavo da tanto tempo di fare una bella gara su questa pista, dove non ho mai concluso come avrei voluto anche se mi piace tanto».
Dominio Aprilia, Marc Marquez sconta la penalità
L’illusione di Acosta, scattato in testa, è stata breve, l’italiano con un contatto con la KTM ha dato una spallata nel vero senso della parola al GP. Come una Ducati spenta si è avviata faticosamente con Di Giannantonio e Bagnaia, per poi concedere il long lap penalty che Marquez ha dovuto scontare, retrocedendo all’11º posto. Martin ci ha messo un po’ per prendersi il secondo posto, ma era solo questione di tempo. Al quinto giro ha infilato Acosta all’interno finendo lungo, ma al 14º la doppietta si è naturalmente composta, con due Aprilia davanti e Acosta sempre più lontano perdendo anche mezzo secondo a giro per arrivare al gap finale di quattro secondi e mezzo che è valso comunque un podio dal quale la Ducati è ancora lontana.
Bagnaia solo decimo
Appassionante è stato il duello interno che alla fine ha premiato Di Giannantonio davanti a Marc Marquez, quinto in risalita, con Bagnaia solo decimo, ma se c’è stata una moto che ha dato un’impressione di una marcia in più oltre ai due leader, è stata proprio un’altra Aprilia: quella del giapponese Ai Ogura. Dopo Bagnaia ha in filato Di Giannantonio, è salito a un quinto posto con ampie prospettive visto il ritmo esibito, ma un’improvvisa rottura l’ha privato di qualcosa di importante. L’ennesima conferma che la Aprilia quest’anno è un mostro a più teste.