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Un due tre Aprilia: festa a Le Mans. Martin è a un punto da Bezzecchi

Jorge Martin festeggia la vittoria (afp)

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Dopo la Sprint, lo spagnolo vince anche la gara lunga in Francia, precedendo il riminese e Ogura, che completano il monopolio della casa di Noale sul podio. Week end da dimenticare per la Ducati
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Il Mondiale 2026 della MotoGp lo vincerà un pilota dell’Aprilia. Le Mans ha emesso il suo verdetto. Scaramanzie a parte, la prima tripletta della casa di Noale nella classe regina – Martin con lo champagne in mano, Bezzecchi e Ogura nella foto del podio insieme a lui – certifica un dominio prepotente e inaspettato, soprattutto pensando ai quattro anni di tirannia Ducati che l’avevano preceduto.

La sincerità di Bezzecchi

Sulla pista francese il campione del mondo del 2024 ha vinto con una rimonta da applausi, dal settimo al primo posto, a cui non è riuscito a resistere nemmeno Bezzecchi, messo dietro a tre giri dalla fine e ora nel mirino dello spagnolo, staccato di un solo punto in classifica dall’italiano. Che sportivamente ha ammesso: «Con un giro in più mi avrebbe sorpassato anche Ogura», il primo giapponese sul podio della MotoGp dopo 14 anni d’attesa.

Il Mondiale 2026 della MotoGp lo vincerà un pilota dell’Aprilia. Le Mans ha emesso il suo verdetto. Scaramanzie a parte, la prima tripletta della casa di Noale nella classe regina – Martin con lo champagne in mano, Bezzecchi e Ogura nella foto del podio insieme a lui – certifica un dominio prepotente e inaspettato, soprattutto pensando ai quattro anni di tirannia Ducati che l’avevano preceduto.

La sincerità di Bezzecchi

Sulla pista francese il campione del mondo del 2024 ha vinto con una rimonta da applausi, dal settimo al primo posto, a cui non è riuscito a resistere nemmeno Bezzecchi, messo dietro a tre giri dalla fine e ora nel mirino dello spagnolo, staccato di un solo punto in classifica dall’italiano. Che sportivamente ha ammesso: «Con un giro in più mi avrebbe sorpassato anche Ogura», il primo giapponese sul podio della MotoGp dopo 14 anni d’attesa.

Tardozzi: “Per la Ducati è un incubo”

Oggi Noale dista da Borgo Panigale, casa Ducati, molto più dei 150 km indicati dalle mappe. Il team ufficiale della scuderia emiliana non piazza un suo pilota tra i primi tre da dieci gran premi di fila: «Stiamo vivendo un incubo», ammette il numero uno della scuderia, Davide Tardozzi. L’uomo del risveglio poteva essere Pecco Bagnaia, che però è caduto al 16° giro, quando era in seconda posizione, per lo stesso problema ai freni riscontrato a Jerez, nella gara precedente. Non sarà sicuramente Marc Marquez, che si è operato a Madrid per la frattura al piede causata dal terribile volo nella Sprint di sabato. In sala operatoria i medici ne hanno approfittato per rimuovere le viti che aveva nella spalla e che andavano a toccare il nervo radiale. La Ducati spera di riaverlo per la gara del Mugello, a fine mese. Ma Marquez ha già 71 punti di distacco in classifica da Bezzecchi. Troppi, anche per un fenomeno come il catalano.

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