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MotoGp Catalogna, spaventose cadute di Alex Marquez e Zarco. Vince Di Giannantonio

La terribile carambola del Gp di Catalunya
La terribile carambola del Gp di Catalunya 

Il pilota di casa viene a contatto con la moto di Acosta, che si rompe in rettilineo. Nuova partenza e nuovo incidente, che coinvolge Bagnaia, Marini e il francese. Alla fine il secondo successo nella classe regina del pilota romano

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Tanta, troppa paura al Montmeló. La gara della MotoGp in Catalogna l’ha vinta Fabio Di Giannantonio, che bissa il successo del 2023 in Qatar. Ma negli occhi rimangono le spaventose immagini delle cadute di Alex Marquez e Johann Zarco, le ambulanze sul circuito, le moto esplose sull’asfalto, le clavicole e i femori fratturati. Poteva finire in tragedia, questa domenica di metà maggio.

Il primo incidente

A metà gara, il primo incidente: Acosta rompe il motore, la sua Ktm si spegne in rettilineo, lo spagnolo alza la mano per avvertire chi lo segue, ossia Alex Marquez, che prova a scartarlo ma lo tampona. La Ducati del team Gresini si imbizzarrisce su un dosso — ma perché un dosso proprio lì, nella via di fuga? — e disarciona il catalano, che impatta contro una barriera di protezione. Una ruota della sua moto, con la forcella attaccata, centra Di Giannantonio, che cade: «Ho chiuso gli occhi e sperato. Mi sono fatto male solo a un mignolo: anche fossi arrivato ultimo, sarebbe stata una domenica fortunata». Inevitabile la bandiera rossa: Marquez va in ospedale, per lui la frattura di una vertebra e della clavicola destra, che viene subito operata con l’inserimento di una piastra.

La carcassa della moto di Alex Marquez
La carcassa della moto di Alex Marquez (afp)

Nuova partenza e altro incidente

Un lungo stop, poi una nuova partenza e un altro shock: alla prima curva, dove si arriva a 300 km/h, Zarco perde il controllo della sua Honda e centra Marini e Bagnaia. Impigliata nella ruota della Ducati di Pecco rimane la gamba sinistra del francese, che si lacera i legamenti del ginocchio e si frattura il perone. Ancora una bandiera rossa, ancora un’ambulanza in pista.

Bagnaia sul podio

La terza volta è quella buona: Di Giannantonio vince, precedendo Aldeguer e Bagnaia, a podio per le penalizzazioni di Mir e di Ogura. Quarto Marco Bezzecchi, ora a +15 in classifica sull’altro pilota Aprilia, Jorge Martin, steso da Raul Fernandez del team satellite Trackhouse. Furibondo, Martin: entra nel box e spintona il Race Manager Paolo Bonora. Chiede scusa, sarà quasi certamente multato. Ma finisce tutto in secondo piano, perché — dice Di Giannantonio — «al Montmeló siamo stati molto fortunati: sapere che nessuno si è fatto troppo male rende questo un gran giorno per il motorsport. Molto più della mia vittoria».

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