«Fai paura, fai paura! Mi fai gasare troppo!»: Kimi a Marco, nel parc fermé del Mugello. E che abbraccio. Antonelli e Bezzecchi, cronaca di una giornata perfetta. Due campioni, protagonisti dello sport mondiale. Due amici. Uno bolognese, l’altro di Rimini. «Ci siamo conosciuti diversi anni fa, prima che lui esordisse in F1», racconta il Bez. «E’ successo tutto tramite Valentino, che è un grande appassionato di motorsport. Un giorno, Kimi è venuto a vedere quando ci allenavamo coi kart. Mi è sembrato subito simpatico, semplice come me: ci siamo scambiati i numeri di telefono. Ed eccoci qui».
Kimi e la stretta di mano ai meccanici Aprilia
Ieri, nel box Aprilia, alla fine della gara Kimi ha voluto fermarsi per una foto di gruppo e poi ha chiesto espressamente di poter st…
«Fai paura, fai paura! Mi fai gasare troppo!»: Kimi a Marco, nel parc fermé del Mugello. E che abbraccio. Antonelli e Bezzecchi, cronaca di una giornata perfetta. Due campioni, protagonisti dello sport mondiale. Due amici. Uno bolognese, l’altro di Rimini. «Ci siamo conosciuti diversi anni fa, prima che lui esordisse in F1», racconta il Bez. «E’ successo tutto tramite Valentino, che è un grande appassionato di motorsport. Un giorno, Kimi è venuto a vedere quando ci allenavamo coi kart. Mi è sembrato subito simpatico, semplice come me: ci siamo scambiati i numeri di telefono. Ed eccoci qui».
Kimi e la stretta di mano ai meccanici Aprilia
Ieri, nel box Aprilia, alla fine della gara Kimi ha voluto fermarsi per una foto di gruppo e poi ha chiesto espressamente di poter stringere la mano a tutti i meccanici del team ufficiale, quelli di Bezzecchi e quelli di Martin. Uno per uno. Come fa al termine di una gara con i suoi, della Mercedes. Un gesto non scontato, molto apprezzato dai presenti. Era arrivato in circuito al mattino molto presto, poco dopo le 8, insieme ai genitori, Marco e Veronica. Che a loro volta hanno conosciuto il papà e la mamma dell’altro, Vito e Daniela.
La domenica di Antonelli al Mugello
Stesse gioie, speranze, batticuore. Kimi è rimasto con Marco, ad osservarne in silenzio il rituale della domenica di gara: il ‘Bez’ gli ha mostrato il casco dedicato ad Alex Zanardi, coi colori del 1996 di Laguna Seca e un ananas disegnato sopra («Perché Alex diceva di avere una testa dura come un ananas»). Ancora insieme, prima e dopo il warm up, poi in griglia. Il primo abbraccio, a pochi secondi dal via. Alla partenza è rimasto coi tecnici Aprilia dietro il muretto, e quando mancava poco all’arrivo è corso dagli organizzatori del circuito, a impugnare la bandiera a scacchi da sventolare sul traguardo. Quindi, di nuovo giù in pista per quell’abbraccio e i complimenti sinceri.
Antonelli, Bezzecchi e Sinner: presto insieme sui kart
Mancava solo Jannik. Che domenica pomeriggio gironzolava sulla sua Vespa rossa a Montecarlo, e in questi giorni ha altri pensieri. Si sono dati appuntamento per una giornata sui kart, prima o poi. Esattamente 2 mesi fa, distanti migliaia e migliaia di chilometri, avevano trionfato tutti e tre: Antonelli in Giappone, Bezzecchi in Texas, Sinner a Miami. «Italia», aveva celebrato il tennista, ricordando i successi degli amici.
Ieri Massimo Rivola, ceo Aprilia Racing, ha raccontato che Marco «ha una capacità straordinaria di restare lucido e concreto quando è più sotto pressione: è un italiano atipico, come Sinner». E come Antonelli, verrebbe da aggiungere. «Con Kimi adesso ci vediamo spesso, andiamo a pranzo insieme ad altri ragazzi. Con Jannik è diverso, mi ha fatto i complimenti e gli auguri al telefono: spero venga a trovare me nel box, così come ha fatto con Antonelli», dice il Bez. «Nel frattempo, mi piacerebbe portare Kimi su una MotoGP di quelle a due posti; e vorrei che lui mi portasse a fare un giro su di una F1». Ragazzi, campioni. Amici.