Solo 3 settimane fa, Massimo Rivola godeva «come un riccio». E adesso? Molto meno. «Marc Marquez faceva paura quando non stava bene, figuriamoci ora», confessa l’ad di Aprilia Racing. Al Mugello aveva celebrato il sorpasso su Ducati, il suo Bezzecchi leader solitario della classifica con 102 punti di vantaggio sul pilota catalano. Che però ha vinto gli ultimi 2 gp in modalità Cannibale, col riminese — prima sfortunato, poi colpevole — clamorosamente all’asciutto. Ora il gap è solo di 40 punti, come la mettiamo? Il 9 volte campione del mondo guida da commodoro gli altri ducatisti (dal redivivo Bagnaia a Di Giannantonio, 3° nel ranking) e avverte: «Vince chi resiste, non chi è più veloce». Noale era un piccolo paradiso, prima che Martin — tra 5 mesi passerà alla Yamaha — facesse saltare gli equilibri: con la sciagurata partenza in Ungheria ha buttato giù Marco, compagno di squadra, spaccando lo spogliatoio. «Sarà importante comportarci da squadra unita», ammonisce Rivola. «Non eravamo d…
Solo 3 settimane fa, Massimo Rivola godeva «come un riccio». E adesso? Molto meno. «Marc Marquez faceva paura quando non stava bene, figuriamoci ora», confessa l’ad di Aprilia Racing. Al Mugello aveva celebrato il sorpasso su Ducati, il suo Bezzecchi leader solitario della classifica con 102 punti di vantaggio sul pilota catalano. Che però ha vinto gli ultimi 2 gp in modalità Cannibale, col riminese — prima sfortunato, poi colpevole — clamorosamente all’asciutto. Ora il gap è solo di 40 punti, come la mettiamo? Il 9 volte campione del mondo guida da commodoro gli altri ducatisti (dal redivivo Bagnaia a Di Giannantonio, 3° nel ranking) e avverte: «Vince chi resiste, non chi è più veloce». Noale era un piccolo paradiso, prima che Martin — tra 5 mesi passerà alla Yamaha — facesse saltare gli equilibri: con la sciagurata partenza in Ungheria ha buttato giù Marco, compagno di squadra, spaccando lo spogliatoio. «Sarà importante comportarci da squadra unita», ammonisce Rivola. «Non eravamo dei fenomeni prima, non siamo delle schiappe oggi: abbiamo buoni piloti, e buone moto. Ma dobbiamo lavorare duro, perché — a parte le nostre disgrazie — Ducati ha fatto un passo avanti».
Il primo test della prossima, rivoluzionaria stagione
Gigi Dall’Igna, che dirige l’orchestra Rossa, ha ritrovato il sorriso: «Questi risultati fanno bene al morale. Restiamo concentrati, una gara dopo l’altra. È ancora presto per pensare al campionato». Oggi, sempre sulla pista ceca di Brno, Bezzecchi torna in sella e Marquez farà altrettanto. È il primo, segretissimo test della prossima, rivoluzionaria stagione delle 850 cc: proveranno i nuovi prototipi e guai a spifferare qualcosa. Ma il pensiero va già ad Assen, la Cattedrale della Velocità: la MotoGp torna a correre venerdì in Olanda, non c’è tempo da perdere. Aprilia va forte, però si è complicata la vita da sola: ora ci sono 7 piloti in appena 53 punti, 3 guidano delle RS-GP26 (Bezzecchi, Martin con un gap di 8 punti appena, Ogura), e altri 3 delle Gp26 (Marquez e Bagnaia, della squadra ufficiale; “Diggia”, targato Vr46), Acosta che con la Ktm sembra l’ultimo dei mohicani.
Le frizioni in casa Aprilia
Marco contro Marc, e l’immarcabile Jorge a fare casino: sarà questo il canovaccio della stagione. Bezzecchi ha la qualità e il mezzo per reggere il confronto, a patto di ritrovare presto equilibrio e serenità. Ieri mattina è andato a trovare il marshall che aveva preso a sberle dopo la caduta della sprint race. Ha chiesto scusa a lui e al popolo dei motori, gli ha regalato un paio di guanti e lo ha abbracciato a lungo, per poi asciugarsi gli occhi con la maglietta. «Adoro i piloti forti col cuore, non solo con la testa. Sabato il suo comportamento è stato inaccettabile, ma non ci aspettavamo che lo sospendessero dalla corsa del giorno dopo», ha detto Rivola del Bez. «Siamo forti abbastanza per ripartire subito, sono sicuro reagirà bene». Il pilota abbozza. Tutti sanno che non ha per nulla gradito il comportamento spregiudicato di Martin, gli fanno ancora male le ossa per la caduta a Balaton: era nervoso, e quando l’addetto alla pista nel tirare su la sua moto ha inavvertitamente “sgasato”, ha perso le staffe. «Ho imparato la lezione», giura. «Voglio solo tornare in sella». Serve una risposta decisa: Assen è solo il decimo appuntamento di 22 in calendario, ma non sono più ammessi errori.