MotoGp, arriva il casco del futuro: in caso di incidente si rischia sei volte di meno
dal nostro inviato Massimo CalandriMisano – I primi a provarlo, 2 anni fa, erano stati tre campioni italiani: Bezzecchi, Morbidelli, Marini erano rimasti a bocca aperta per lo stupore. Dopo una lunga serie di test, da stamani sul circuito di Misano i piloti del motomondiale delle diverse categorie indossano un casco rivoluzionario - Pista GP R3 Cube, l’ultima evoluzione dell’icona racing Agv che ha segnato la strada dell’innovazione dei caschi da pista dalla sua introduzione nel 2011 -, in grado ufficialmente di ridurre di 6 volte il rischio di commozione cerebrale in caso di caduta.
Il segreto delle centinaia di microsfere
Il segreto sono centinaia di microsfere inserite nel casco, completato da un guscio esterno applicato sulla calotta. In caso di impatto obliquo col suolo o con un ostacolo, il sistema AGV Sphera è progettato per distaccarsi in modo controllato, dissipando parte dell'energia e contribuendo a li…
Misano – I primi a provarlo, 2 anni fa, erano stati tre campioni italiani: Bezzecchi, Morbidelli, Marini erano rimasti a bocca aperta per lo stupore. Dopo una lunga serie di test, da stamani sul circuito di Misano i piloti del motomondiale delle diverse categorie indossano un casco rivoluzionario - Pista GP R3 Cube, l’ultima evoluzione dell’icona racing Agv che ha segnato la strada dell’innovazione dei caschi da pista dalla sua introduzione nel 2011 -, in grado ufficialmente di ridurre di 6 volte il rischio di commozione cerebrale in caso di caduta.
Il segreto delle centinaia di microsfere
Il segreto sono centinaia di microsfere inserite nel casco, completato da un guscio esterno applicato sulla calotta. In caso di impatto obliquo col suolo o con un ostacolo, il sistema AGV Sphera è progettato per distaccarsi in modo controllato, dissipando parte dell'energia e contribuendo a limitare la rotazione trasmessa alla testa. Grazie alla tecnologia RLS (Release Layer System) riduce le conseguenze degli impatti obliqui, responsabili delle accelerazioni rotazionali del cervello, tra le principali cause di lesioni cerebrali gravi. In caso di urti di questo tipo, il casco e il cranio vengono messi in rotazione, mentre il cervello, sospeso nel liquido cerebrospinale, tende a seguire quel movimento con un leggero ritardo. È questa rotazione relativa tra cranio e cervello a generare le sollecitazioni responsabili del danno. Il nuovo casco – che non sarà disponibile sul mercato prima dell’anno prossimo - è progettato per limitare la rotazione impressa alla testa sin dalle prime fasi dell'impatto, contribuendo così a ridurne gli effetti di 6 volte.
Bezzecchi: “E’ speciale e ha stile”
«Per me è ancora più bello e speciale», spiega Bezzecchi, «perché è il primo su cui ho lavorato dall’inizio nello sviluppo, lo sento ancora più mio. E a livello di stile “spacca”». Secondo Morbidelli, «tra le innovazioni che abbiamo su questo casco l’aspetto della sicurezza è il più importante: con questa nuova tecnologia raggiungiamo livelli mai visti prima, per noi è importantissimo». E Marini: «Il casco è la parte più importante del nostro equipaggiamento. Continuare ad innovarlo è una grande sfida: qui il balzo è enorme, sotto tutti gli aspetti». «Siamo orgogliosi di portare ancora una volta una rivoluzione nel mondo della moto, aumentando radicalmente la sicurezza dei nostri piloti che è la nostra missione e la nostra priorità in ogni prodotto», dice Angel Sanchez, ceo Dainese. «Siamo sicuri che questa innovazione porterà a spostare il riferimento per tutti ancora più in alto, come successo con tutte le precedenti evoluzioni del Pista».