Bezzecchi: “Il mio amico Kimi è un ragazzo d’oro e un pilota fenomenale”
di Massimo CalandriMarco Bezzecchi in Australia aveva messo la sveglia all’alba, per vedere in tv il suo amico Kimi vincere a Austin. Oggi il Bez e l’Aprilia ripartono per Sepang, dove nel fine settimana corre anche la MotoGp.
Quando in Messico partirà la F1, in Malesia saranno le 2 di domenica notte: resterà alzato?
«Vediamo prima come andrà la mia, di gara».
Antonelli il Mondiale ormai ce l’ha in tasca.
«Un’impresa unica, storica. Finalmente, ci voleva: un italiano che vince in Formula 1. Un ragazzo giovane, un talento incredibile, una sorta di fenomeno. Cioè, senza “sorta”: un fenomeno e basta, perché vincere al secondo anno in Formula 1 è una cosa da grandi. E sono veramente felice, per lui: è genuino, simpatico, attaccato alla famiglia, legato ai suoi ami…
Marco Bezzecchi in Australia aveva messo la sveglia all’alba, per vedere in tv il suo amico Kimi vincere a Austin. Oggi il Bez e l’Aprilia ripartono per Sepang, dove nel fine settimana corre anche la MotoGp.
Quando in Messico partirà la F1, in Malesia saranno le 2 di domenica notte: resterà alzato?
«Vediamo prima come andrà la mia, di gara».
Antonelli il Mondiale ormai ce l’ha in tasca.
«Un’impresa unica, storica. Finalmente, ci voleva: un italiano che vince in Formula 1. Un ragazzo giovane, un talento incredibile, una sorta di fenomeno. Cioè, senza “sorta”: un fenomeno e basta, perché vincere al secondo anno in Formula 1 è una cosa da grandi. E sono veramente felice, per lui: è genuino, simpatico, attaccato alla famiglia, legato ai suoi amici, un ragazzo delle nostre parti. Un grande in tutto, ecco».
L’altro ieri sulla pista di Austin ha dato spettacolo.
«Proprio dove sono arrivato primo anche io, in MotoGP, alla fine di marzo. Un segno del destino. Si vede che il Texas ci porta bene».
Siete molto legati, voi due.
«Ci siamo conosciuti qualche anno fa grazie a Valentino, avevamo organizzato una giornata sui kart, e alla fine siamo rimasti in contatto. Ci portiamo fortuna a vicenda: è venuto a vedermi al Mugello, e sono arrivato primo. Gli avevo restituito la visita a Monza, e ha vinto lui. Figo. Ma la cosa più bella è che prima di una gara così importante abbiamo fatto lo stesso delle cose normali, da ragazzi normali: tipo, giocare a briscola. E mangiare insieme il sabato prima della gara».
Che pilota, vero?
«Straordinario: freddo, lucido, velocissimo. Ma a me piace soprattutto come persona: è un ragazzo di cuore, molto semplice e buono. L’ho capito da come si è comportato con i miei amici, per esempio, una volta che glieli ho fatti conoscere: loro giustamente erano suoi stratifosi, ma lui non se l’è mai tirata. Adesso li chiama, si vede con loro senza di me».
Quel giorno che lei vinse a Austin, Kimi fece lo stesso a Suzuka, e così Sinner, a Miami. Jannik scrisse: “Io, Antonelli e Bezzecchi: quanta Italia!”.
«A Monza ho conosciuto finalmente di persona anche Jannik. Sarebbe bellissimo un giorno fare qualcosa insieme, magari provare a fare tutti e tre lo stesso sport. Mi piacerebbe fosse la moto: ma la vedo un po’ difficile, così come la F1. Magari giocare a tennis, fare due scambi: non sono tanto forte, ma un maestro come Jannik me lo invidierebbero tutti».