Nonno Doyle
non s'arrende
di EMANUELE MUSCIANESI
Doyle Brunson, 78 anni ad agosto, è una leggenda mondiale del poker Texas hod'em: trentacinquesimo nella money list vuole continuare a giocare e vincere sino a 80 anni
ROMA - Nella maggior parte degli sport c'è un'età. Ad un certo punto della propria carriera ogni sportivo capisce che è giunto il tempo di ritirarsi, di farsi da parte perché ormai il fisico non è più adatto a determinati sforzi. Nel poker sportivo la storia è diversa. A partire dai tornei con piccoli buy-in fino ai più grandi tornei del circuito europeo e mondiale troviamo giocatori di tutte le età; è proprio questa una delle caratteristiche affascinanti di questo gioco, che non nega a nessuno la possibilità di misurarsi con gli altri e di dimostrare che si è ancora capaci di essere i migliori. Se volessimo paragonare ogni sport ad un'immagine leggendaria, pensando al basket il primo nome a venirci in mente sarebbe sicuramente quello di Michael Jordan, per il calcio senza dubbio ci sarebbe Pelè; se entriamo nel mondo del poker, l'unica grande leggenda vivente è Doyle Brunson.
Brunson, che…
Brunson, che…
ROMA - Nella maggior parte degli sport c'è un'età. Ad un certo punto della propria carriera ogni sportivo capisce che è giunto il tempo di ritirarsi, di farsi da parte perché ormai il fisico non è più adatto a determinati sforzi. Nel poker sportivo la storia è diversa. A partire dai tornei con piccoli buy-in fino ai più grandi tornei del circuito europeo e mondiale troviamo giocatori di tutte le età; è proprio questa una delle caratteristiche affascinanti di questo gioco, che non nega a nessuno la possibilità di misurarsi con gli altri e di dimostrare che si è ancora capaci di essere i migliori. Se volessimo paragonare ogni sport ad un'immagine leggendaria, pensando al basket il primo nome a venirci in mente sarebbe sicuramente quello di Michael Jordan, per il calcio senza dubbio ci sarebbe Pelè; se entriamo nel mondo del poker, l'unica grande leggenda vivente è Doyle Brunson.
Brunson, che il prossimo 10 agosto compirà 78 anni, ha praticamente inventato il fenomeno del texas hold'em aprendo la strada ad uno sport che avrebbe raggiunto nel tempo fama mondiale . E pensare che fu a un passo dal diventare un giocatore professionista di basket nell'NBA, se un brutto infortunio sul lavoro non gli avesse stroncato la carriera. Occupa la trentacinquesima posizione nella All Time Money List con 5,870,784 dollari vinti nella sua strepitosa carriera. A metà degli anni settanta, nel '76 e nel '77, diventa una legenda del poker mondiale vincendo per due volte consecutive il main event delle World Series of Poker, impresa riuscita solamente ad altri tre players nella storia. Leggendaria divenne anche la mano con cui vinse le due finali mondiali: un 10 ed un 2 ed in entrambi le edizioni chiuse un full di 10 e 2.
"Texas Dolly", soprannominato così a causa dell'errore del commentatore delle WSOP Jimmy Snyder che confuse il suo nome, è accompagnato ancora da altre grandi leggende del texas hold'em: tra questi Dan Harrington, campione alle wsop del 1995 e autore di vabri libri, e Johnny "Orient Express" Chan che come Doyle vinse il mondiale per due anni consecutivi nel 1987 e nel 1988.
Doyle fù anche autore di un famoso libro sul poker, "SuperSystem", pubblicato nel 1978, che divenne la bibbia dei giocatori di poker di tutto il mondo; aggiornandolo nel 2005 nell'edizione "SuperSystem2" raccolse i suoi cinquant'anni di esperienza portando il texas hold'em a tutti coloro che l'avessero voluto.
Brunson in carriera vanta dieci braccialetti alle World Series of Poker e il suo ultimo importante risultato risale al 2004 ed è rappresentato da un primo posto nel World Poker Tour, che portò nelle tasche del già settantenne Doyle ben 1,198,260 dollari. Protagonista delle grosse partite cash nella serie High Stake Poker, dove continua a misurarsi con giocatori del calibro di Phil Ivey, Daniel Negreanu e Gus Hansen, l'obiettivo di Texas Dolly è quello di rimanere competitivo fino agli ottant'anni, obiettivo che sicuramente riuscirà a raggiungere senza problemi.
Brunson, che il prossimo 10 agosto compirà 78 anni, ha praticamente inventato il fenomeno del texas hold'em aprendo la strada ad uno sport che avrebbe raggiunto nel tempo fama mondiale . E pensare che fu a un passo dal diventare un giocatore professionista di basket nell'NBA, se un brutto infortunio sul lavoro non gli avesse stroncato la carriera. Occupa la trentacinquesima posizione nella All Time Money List con 5,870,784 dollari vinti nella sua strepitosa carriera. A metà degli anni settanta, nel '76 e nel '77, diventa una legenda del poker mondiale vincendo per due volte consecutive il main event delle World Series of Poker, impresa riuscita solamente ad altri tre players nella storia. Leggendaria divenne anche la mano con cui vinse le due finali mondiali: un 10 ed un 2 ed in entrambi le edizioni chiuse un full di 10 e 2.
"Texas Dolly", soprannominato così a causa dell'errore del commentatore delle WSOP Jimmy Snyder che confuse il suo nome, è accompagnato ancora da altre grandi leggende del texas hold'em: tra questi Dan Harrington, campione alle wsop del 1995 e autore di vabri libri, e Johnny "Orient Express" Chan che come Doyle vinse il mondiale per due anni consecutivi nel 1987 e nel 1988.
Doyle fù anche autore di un famoso libro sul poker, "SuperSystem", pubblicato nel 1978, che divenne la bibbia dei giocatori di poker di tutto il mondo; aggiornandolo nel 2005 nell'edizione "SuperSystem2" raccolse i suoi cinquant'anni di esperienza portando il texas hold'em a tutti coloro che l'avessero voluto.
Brunson in carriera vanta dieci braccialetti alle World Series of Poker e il suo ultimo importante risultato risale al 2004 ed è rappresentato da un primo posto nel World Poker Tour, che portò nelle tasche del già settantenne Doyle ben 1,198,260 dollari. Protagonista delle grosse partite cash nella serie High Stake Poker, dove continua a misurarsi con giocatori del calibro di Phil Ivey, Daniel Negreanu e Gus Hansen, l'obiettivo di Texas Dolly è quello di rimanere competitivo fino agli ottant'anni, obiettivo che sicuramente riuscirà a raggiungere senza problemi.