ROMA - L'anno scorso si era presentato al main event delle World Series of Poker, il mondiale di poker che in questi giorni sta vivendo le fasi conclusive a Las Vegas, vestito da Giulio Cesare e accompagnato da un gruppo di ragazze abbigliate da schiave, l'anno prima aveva sfoggiato un costume da generale e poi uno da pilota della Nascar, una delle formula automobilistiche che si corrono negli Stati Uniti.
Quest'anno per il suo atteso ingresso al Rio Hotel, dove si giocano i mondiali, Phil Hellmuth, undici volte vincitore del titolo mondiale di poker e vera leggenda dei professionisti, è arrivato vestito da lottatore di arti marziali: accappatoio in seta nero con bordi dorati e guantoni, a scortarlo stavolta c'erano undici ragazze, tante quante il numero di titoli vinti.
Hellmuth ha legato da sempre il suo nome a un atteggiamento eccentrico lanciando la moda, oramai diffusissima tra i giocatori di poker, del travestimento durante i tornei. Un po' per catturare l'attenzione delle telecamere che seguono gli eventi, un po' per cucirsi addosso un personaggio, sono sempre più numerosi i poker pro che ricorrono all'utilizzo di costumi.
Oltre alla conferma Hellmuth quest'anno le WSOP di Las Vegas si sono arricchite di un nuovo personaggio: si tratta di Phil Dwek, uno studente canadese di 25 anni che ha partecipato al torneo vestito da Batman. Maschera in testa, mantello nero e finti muscoli, il futuro medico di Toronto ha ricevuto tutta l'attenzione di reporter e fotografi e ha motivato così la scelta dell'abito: "Il mio tavolo aveva un'atmosfera così seria, ho pensato che con il costume sarebbe stato tutto più divertente". "Avrei voluto comprare la maschera da Captain Americana - ha aggiunto - ma era finita e così ho scelto Batman". Ma l'effetto Batman è durato poco, almeno al tavolo da gioco dove Dwek è stato prontamente eliminato.
Ma il torneo delle meraviglie ha riservato altre sorprese e tra spettatrici scollatissime e giocatrici in bikini è spuntato anche un gorilla. E si è portato dietro pure un casco un banane. Si tratta dell'olandese Otto Fabius: anche per lui flash puntati ma pochi dollari da portare a casa. Di genere diverso, ma sempre di travestimento di tratta, è la performance di Shaun Deeb. Nel suo caso forse sarebbe più giusto parlare di cambio di genere dato che il giocatore americano si è presentato al Ladies Event delle WSOP 2010 vestito da donna. Insieme alle stelle del poker femminile - da Vanessa Rousso a Liv Boeree, da Shannon Elizabeth all'apprezzata playmate Sara Underwood, per un totale di 1054 giocatrici - si sono iscritti anche sei uomini tra i quali anche un italiano, oltre a Shaunn Deeb "en travesti". "L'ho fatto per portare l'attenzione sul problema della discriminazione sessuale e sull'esigenza di uguaglianza di genere nel poker", ha spiegato Deeb.
Ma quella dei travestimenti è una vecchia tradizione alle WSOP. Per una scommessa persa contro Joe Sebok, il giocatore Jeff Madsen si presentò all'edizione del 2007 vestito da Jolly. L'anno precedente per la stessa ragione lo stesso Joe Sebok era stato costretto a presentarsi al Rio Hotel vestito prima da Uomo Ragno e poi da Robin, l'assistente di Batman. Su tutti però trionfa l'imperatore Phil Hellmuth: oltre l'abito, nel suo caso, vince il giocatore.
Quest'anno per il suo atteso ingresso al Rio Hotel, dove si giocano i mondiali, Phil Hellmuth, undici volte vincitore del titolo mondiale di poker e vera leggenda dei professionisti, è arrivato vestito da lottatore di arti marziali: accappatoio in seta nero con bordi dorati e guantoni, a scortarlo stavolta c'erano undici ragazze, tante quante il numero di titoli vinti.
Hellmuth ha legato da sempre il suo nome a un atteggiamento eccentrico lanciando la moda, oramai diffusissima tra i giocatori di poker, del travestimento durante i tornei. Un po' per catturare l'attenzione delle telecamere che seguono gli eventi, un po' per cucirsi addosso un personaggio, sono sempre più numerosi i poker pro che ricorrono all'utilizzo di costumi.
Oltre alla conferma Hellmuth quest'anno le WSOP di Las Vegas si sono arricchite di un nuovo personaggio: si tratta di Phil Dwek, uno studente canadese di 25 anni che ha partecipato al torneo vestito da Batman. Maschera in testa, mantello nero e finti muscoli, il futuro medico di Toronto ha ricevuto tutta l'attenzione di reporter e fotografi e ha motivato così la scelta dell'abito: "Il mio tavolo aveva un'atmosfera così seria, ho pensato che con il costume sarebbe stato tutto più divertente". "Avrei voluto comprare la maschera da Captain Americana - ha aggiunto - ma era finita e così ho scelto Batman". Ma l'effetto Batman è durato poco, almeno al tavolo da gioco dove Dwek è stato prontamente eliminato.
Ma il torneo delle meraviglie ha riservato altre sorprese e tra spettatrici scollatissime e giocatrici in bikini è spuntato anche un gorilla. E si è portato dietro pure un casco un banane. Si tratta dell'olandese Otto Fabius: anche per lui flash puntati ma pochi dollari da portare a casa. Di genere diverso, ma sempre di travestimento di tratta, è la performance di Shaun Deeb. Nel suo caso forse sarebbe più giusto parlare di cambio di genere dato che il giocatore americano si è presentato al Ladies Event delle WSOP 2010 vestito da donna. Insieme alle stelle del poker femminile - da Vanessa Rousso a Liv Boeree, da Shannon Elizabeth all'apprezzata playmate Sara Underwood, per un totale di 1054 giocatrici - si sono iscritti anche sei uomini tra i quali anche un italiano, oltre a Shaunn Deeb "en travesti". "L'ho fatto per portare l'attenzione sul problema della discriminazione sessuale e sull'esigenza di uguaglianza di genere nel poker", ha spiegato Deeb.
Ma quella dei travestimenti è una vecchia tradizione alle WSOP. Per una scommessa persa contro Joe Sebok, il giocatore Jeff Madsen si presentò all'edizione del 2007 vestito da Jolly. L'anno precedente per la stessa ragione lo stesso Joe Sebok era stato costretto a presentarsi al Rio Hotel vestito prima da Uomo Ragno e poi da Robin, l'assistente di Batman. Su tutti però trionfa l'imperatore Phil Hellmuth: oltre l'abito, nel suo caso, vince il giocatore.