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World Series, vince Bord
Baldassari è secondo

Grande finale a Londra, vince l'inglese ma il nostro Superbaldas si consola con mezzo milione di sterline. Ultimo tavolo bellissimo. "Ho peccato di presunzione" dice l'italiano

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ROMA - Vince Bord, James Bord, ma alle World Series di Londra l’Italia si consola con uno storico secondo posto di Fabrizio Baldassari. Se si pensa che quel gradino del podio l’anno scorso lo occupò un certo Daniel Negreanu e che il nostro “Superbaldas” è tornato a casa con un assegno da mezzo milione di sterline, si ha un’idea migliore dell’impresa centrata dal player sponsorizzato da Italypoker. Baldassari arriva quindi a un passo dalla grande impresa, dal braccialetto sognato da una vita e, nonostante la nottata magica, resta il rimpianto per l’occasione mancata. Perché, dati alla mano, Baldassari aveva la qualità e l’esperienza per mangiarsi sul tavolo James Bord, che a guardarlo sembra solo la caricatura del quasi omonimo James Bond. Un po’ grassottello e mal vestito, l’inglese non ha certo la classe del mito eterno del cinema, ma ha una freddezza geniale quando legge il bluff di Baldassari nella mano più importante della sfida dell’Empire. Q-8 nelle mani dell’italiano, che spinge in modo spericolato contro l’A-K di Bord: il tavolo non consegna ai giocatori punti eccezionali, e l’inglese fiuta il bluff portandosi a casa una montagna di fiches. Il resto sembra ordinaria amministrazione per Bord, che in un colpo solo, quello della svolta per la sua carriera, ottiene il braccialetto e 800 mila sterline di premio. Tornando a Baldassari, ecco cosa pensa un giocatore di poker dopo aver vinto mezzo milione di sterline.

“Alzarsi secondi – ha dichiarato il campione al sito specializzato PokerItaliaweb -  non è una bella sensazione, visto innanzitutto il mio avversario dell'heads-up. Credo che avessi un grande vantaggio su di lui, ma purtroppo ho peccato un po' di presunzione. Mi sono sentito molto bravo durante il torneo, ho sbagliato pochissimo. Sono arrivato senza guardare carte al tavolo finale dove, inizialmente, ho visto qualcosa, poi il nulla. Ho tribettato e quadribettato i miei avversari avendo colto dei tells su alcuni di loro.
Nel Final Table c'erano almeno tre giocatori molto forti: Roland De Wolfe, Roland Lee ed un terzo, alla sinistra di Lee, di cui non ricordo il nome. Gli altri erano players abbordabili, tight e facili da interpretare”.

E se Londra ha acceso la stella di Baldassari, nella capitale del poker l’intero movimento ha ritrovato un grande campione. Gus Hansen si è infatti aggiudicato il primo premio nell’High Roller, vincendo 277 mila sterline. La classica boccata d’ossigeno per un fenomeno caduto in disgrazia dopo una serie di giocate spericolate con il poker on line. Il suo passivo di 10 milioni di dollari in carriera nel cash game on line, dovuto a giocate spericolate ben lontane da quelle consentite in Italia dai Monopoli di Stato, ha fatto crollare la stima del danese, che, guarda caso, nella stessa notte londinese ha festeggiato davanti al proprio pc vincendo un altro mezzo milione di dollari on line.

Intanto i grandi campioni di poker restano tutti a Londra, per l’Ept di PokerStars. Si gioca fino al 4 ottobre, per l’evento che l’anno scorso permise all’americano Aaron Gustavson di vincere 850 mila sterline.
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