ROMA - Con la bandana, i capelli tinti di biondo o con il cappellino della poker room: passano gli anni, passano le mode, ma Max Pescatori lo trovi sempre accanto alle miss e con il trofeo di chi ha centrato ancora una volta il premio più importante. In un torneo di poker è il momento della foto finale e l'album di Max è spesso come uno di quei romanzi che non finiscono mai. L'ultimo assegno vale 84 mila euro e la terra conquistata dal Pirata è Nova Gorica. Pescatori ha vinto in Slovenia la Notte del Pokerclub, primo evento di grande importanza del 2011. L'anno che segnerà una nuova rivoluzione per il poker, con l'introduzione del cash game e l'arrivo di nuovo colossi del gioco, inizia quindi con un grande classico.
"Questo successo - ci racconta a freddo il capitano del team Gd Poker - vale tantissimo. Non tanto per i soldi vinti, ma per il trionfo ottenuto contro giocatori forti. Fino a pochi anni fa era diverso. Al tavolo non incontravo così tanti professionisti, mentre questa Notte del Poker è stata una lotta tra leoni. Solo al tavolo finale mi sono trovato Alessandro Speranza, Filippo Candio e tanti altri. Ero carico, ho preso di petto la situazione e li ho eliminati uno alla volta. Certo le carte mi hanno dato una mano". E il confronto con Candio sembra quasi scontato. Una battaglia generazionale: da una parte Pescatori, due braccialetti a Las Vegas, 2,3 milioni di euro vinti in carriera e una bacheca con pezzi pregiati che il Pirata ha conquistato in ogni parte del globo; dall'altra Candio, che grazie al quarto posto alle ultime Wsop di Las Vegas ha rubato proprio a Pescatori la leadership nella Italian Money List.
"L'ho eliminato - prosegue sorridendo Max - ma l'ho visto davvero carico. La differenza sta nei tre mesi estivi che ha passato a studiare il poker. Una preparazione che lo ha trasformato come giocatore. Ma adesso mi riprendo la vetta della classifica, la differenza tra noi due (circa 100mila euro, ndr) è minima e riavere l'onore del primato italiano è uno degli obiettivi di quest'anno". Nel mirino anche Bonavena, miglior giocatore del 2010 nella classifica a punti stilata dalla rivista Card Player. "E' il mio primo obiettivo - prosegue Pescatori, che quasi involontariamente continua mettersi a confronto con i migliori -. Il 2010 non è andato al meglio, non ho rispettato la mia media di vittorie, almeno due Main Event all'anno, ma nel 2011 mi riprendo tutto".
Intanto anche la pubblicazione del libro "A scuola di Poker", scritto insieme all'amico storico Dario De Toffoli. Nessuna paura di regalare perle di saggezza da tavolo alle nuove leve. Era il 2002 quando Pescatori mise una delle sue prime "bandierina" negli Stati Uniti, per un premio di 342 dollari. Il pirata, che ostentava con orgoglio la sua bandana tricolore, era appena scappato dall'Italia per cercare gloria e avversari degni del suo livello. Nel 2011 Pescatori si pettina il ciuffo biondo e ha la stessa fame.
"Questo successo - ci racconta a freddo il capitano del team Gd Poker - vale tantissimo. Non tanto per i soldi vinti, ma per il trionfo ottenuto contro giocatori forti. Fino a pochi anni fa era diverso. Al tavolo non incontravo così tanti professionisti, mentre questa Notte del Poker è stata una lotta tra leoni. Solo al tavolo finale mi sono trovato Alessandro Speranza, Filippo Candio e tanti altri. Ero carico, ho preso di petto la situazione e li ho eliminati uno alla volta. Certo le carte mi hanno dato una mano". E il confronto con Candio sembra quasi scontato. Una battaglia generazionale: da una parte Pescatori, due braccialetti a Las Vegas, 2,3 milioni di euro vinti in carriera e una bacheca con pezzi pregiati che il Pirata ha conquistato in ogni parte del globo; dall'altra Candio, che grazie al quarto posto alle ultime Wsop di Las Vegas ha rubato proprio a Pescatori la leadership nella Italian Money List.
"L'ho eliminato - prosegue sorridendo Max - ma l'ho visto davvero carico. La differenza sta nei tre mesi estivi che ha passato a studiare il poker. Una preparazione che lo ha trasformato come giocatore. Ma adesso mi riprendo la vetta della classifica, la differenza tra noi due (circa 100mila euro, ndr) è minima e riavere l'onore del primato italiano è uno degli obiettivi di quest'anno". Nel mirino anche Bonavena, miglior giocatore del 2010 nella classifica a punti stilata dalla rivista Card Player. "E' il mio primo obiettivo - prosegue Pescatori, che quasi involontariamente continua mettersi a confronto con i migliori -. Il 2010 non è andato al meglio, non ho rispettato la mia media di vittorie, almeno due Main Event all'anno, ma nel 2011 mi riprendo tutto".
Intanto anche la pubblicazione del libro "A scuola di Poker", scritto insieme all'amico storico Dario De Toffoli. Nessuna paura di regalare perle di saggezza da tavolo alle nuove leve. Era il 2002 quando Pescatori mise una delle sue prime "bandierina" negli Stati Uniti, per un premio di 342 dollari. Il pirata, che ostentava con orgoglio la sua bandana tricolore, era appena scappato dall'Italia per cercare gloria e avversari degni del suo livello. Nel 2011 Pescatori si pettina il ciuffo biondo e ha la stessa fame.