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L'azzardo è on line
via a casinò e poker cash

Da oggi sarà possibile giocare sui siti autorizzati alla roulette, slot machine e chemin de fer. Cambia anche la modalità del poker: oltre ai tornei partono le partite con puntate in soldi. Puntata massima 1000 euro, ma sarà il singolo giocatore a decidere quanto può perdere

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ROMA - Roulette, black jack, slot machine, chemin, dadi e soprattutto poker in modalità cash game. Ora sono autorizzati, ci si potrà passare la notte con gli occhi incollati sulla pallina che gira tra rosso e nero, in cerca di buona sorte, convinti dalle statistiche, disposti anche solo a passare un po' di tempo. Ma da oggi, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei Decreti relativi ai "casino on line" e al "Poker in modalità cash game" il rapporto tra gli appassionati del gioco da casa con tanto di chat, cambia radicalmente.

Alla modalità da torneo sviluppata in un anno e mezzo (partite da un minimo di 50 centesimi oggi innalzate, sempre tramite decreto, a un tetto massimo di 250 euro) si passa ad una formula più rischiosa. I propri soldi contro il banco, o contro quelli di un avversario. E' stato fissato un limite di mille euro come puntata massima, ma è sul limite complessivo del portafoglio del singolo giocatore che l'Italia ha provato a mettere un argine.
Nelle cronache on line dei siti specializzati, si leggono infatti quotidianamente i racconti di epiche sfide per centinaia di migliaia di dollari sui tavoli virtuali di mezzo mondo. Negli Stati Uniti, nonostante una legge molto restrittiva (Uigea) sulle transazioni on line dedicate al gioco attraverso carte di credito, si assiste a partite dove in un anno giocatori professionisti mettono sul piatto milioni. In Italia tutto questo non sarà possibile, anche se molto dipenderà dal giocatore stesso.  

Il decreto sul poker cash e sui casinò games prevede infatti misure che l'Italia adotta prima di qualunque altro paese. "In particolare - spiega Fabio Felici direttore di Agicos, agenzia specializzata sui giochi - il decreto stabilisce che all'apertura del conto di gioco, l'utente debba obbligatoriamente indicare il limite di spesa massima settimanale o mensile. Si tratta di una forma di autoregolamentazione (il giocatore potrà indicare una cifra qualsiasi, anche molto alta n. d. r.) che però dovrebbe frenare i soggetti che si lasciano prendere eccessivamente dalla passione per il gioco. Se infatti sarà possibile in qualunque momento abbassare la spesa indicata, per aumentare il limite occorrerà un preavviso di una settimana, misura decisa per evitare che la perdita di alcune partite possa portare a scelte impulsive". L'altra misura adottata dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato riguarda la certificazione delle piattaforme di gioco. Anche in questo caso l'Italia si dimostra all'avanguardia e chiede che le circa 30 piattaforme di gioco vengano testate, esaminate nei minimi dettagli, e quindi "blindate" con una firma digitale da laboratori internazionali specializzati.

L'apertura ai giochi da casinò e alle partite di poker "libere" è solo l'ultima apertura dell'industria del gioco che lo scorso anno nel nostro paese ha raccolto 61,4 miliardi di euro (pari a quasi 4 punti del Pil), con un incremento a due cifre (+13%) rispetto al 2010. E il poker con l'apertura a questo nuovo tipo di partite, potrebbe arrivare a toccare anche i sei miliardi di fatturato. Le polemiche comunque, sono dietro l'angolo.
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