ROMA - Bruciati in volata. Gli italiani non riescono a vincere la Picca di PokerStars all'European Poker Tour di Sanremo. Il prestigioso premio e l'assegno da oltre 900 mila euro finiscono nelle tasche di Rupert Elder. Notte di gloria per l'inglese, anche se ha attirato molte meno simpatie rispetto alla connazionale Liv Boeree, vincitrice nella passata edizione. Un po' perché i sorrisi ammiccanti della modella-giocatrice erano tutta un'altra cosa, un po' perché le carte e la dea bendata sono state molto amiche di Elder e infine perché questa volta c'era la concreta speranza di vedere un "azzurro" sul trono del torneo più importante d'Italia.
Quattro azzurri si erano infatti presentati al tavolo finale, fiduciosi di poter rimontare nel chipcount rispetto a quanto avevano messo da parte Elder (al comando con una montagna da otto milioni di chips) e il tedesco Max Henzelmann.
Tra questi, Francesco De Vivo, che la Picca l'aveva già sfiorata un anno fa a Copenaghen, e che ha giocato tutta la partita con una grinta pazzesca, tanto da resistere per giorni sempre con uno stack di fiches minimo rispetto ai suoi avversari. Roba da duri e infatti è stato lui il migliore degli italiani, grazie al quinto posto che a livello personale vale 220 mila euro. Per le statistiche, il player piemontese entra nella top ten degli italiani più vincente di sempre, nell'Olimpo dei grandi insieme a Candio, Pescatori, Minieri e Pagano.
Poco prima del piemontese si erano arresi Massimiliano Manigrasso (sesto per un premio di 170 mila euro), Costantino Russo (settimo e 125 mila euro) e Roberto Spada, per un premio di 81 mila euro. Particolare la storia di questo ragazzo della periferia romana. L'iscrizione se l'è pagata vincendo on line e il bottino non servirà a soddisfare qualche vizio di troppo, ma a pagare gli studi dei quattro figli e ad aiutare le famiglie più bisognose del suo quartiere.
Belle storie, protagoniste di questo Ept, anche se quelle raccontate in italiano finiscono a qualche passo dal podio. Il poker di finalisti è infatti composto dai già citati Elder e Henzelmann, dalla sorprendente canadese Xuan Liu e dal Russo Maxim Likov. E' il primo a spiccare, per il numero di fiches e per qualche mano fortunata e ad uno ad uno gli avversari sono messi fuori gioco.
Si chiude quindi con un altro successo inglese e con un bilancio positivo per PokerStars. Quasi mille giocatori da tutto il mondo (per capire, solo il 44% erano italiani) si sono iscritti al main event e anche i tornei minori hanno riscosso hanno riempito i tavoli del casinò. Rispetto all'anno scorso, quando gli iscritti furono più di 1.200, si registra un leggero calo, ma questo è dovuto principalmente al fatto che il Grand Final è stato spostato da Monte Carlo a Madrid. Al tavolo tutti i big, quelli italiani, come Candio, Isaia, Pescatori e Minieri e quelli internazionali, tra i quali il campione del mondo Jonathan Duhamel, eliminato dal nostro Jackson Genovesi. Allettante anche il montepremi, che è stato di circa 5 milioni di euro e se lo sono spartito i primi 160 classificati, tra i quali 70 "azzurri".
Una precisazione, dovuta viste le ultime indiscrezioni sulla futura tassazione dei guadagni dei poker players, una figura fiscale che attualmente non esiste. Prezioso il parere dell'avvocato Massimiliano Rosa, esperto del settore. "Per quanto riguarda le vincite ottenute in Italia - spiega ad Agicos - gli obblighi di tassazione spettano alla casa da gioco che eroga il premio e la ritenuta corrisposta sulle vincite è compresa nell'imposta sugli spettacoli. Il giocatore è quindi esente e riceve complessivamente l'importo vinto". I quattro italiani che hanno sognato la "Picca" possono consolarsi con i 596 mila euro vinti e un final table che segna la loro carriera.
Quattro azzurri si erano infatti presentati al tavolo finale, fiduciosi di poter rimontare nel chipcount rispetto a quanto avevano messo da parte Elder (al comando con una montagna da otto milioni di chips) e il tedesco Max Henzelmann.
Tra questi, Francesco De Vivo, che la Picca l'aveva già sfiorata un anno fa a Copenaghen, e che ha giocato tutta la partita con una grinta pazzesca, tanto da resistere per giorni sempre con uno stack di fiches minimo rispetto ai suoi avversari. Roba da duri e infatti è stato lui il migliore degli italiani, grazie al quinto posto che a livello personale vale 220 mila euro. Per le statistiche, il player piemontese entra nella top ten degli italiani più vincente di sempre, nell'Olimpo dei grandi insieme a Candio, Pescatori, Minieri e Pagano.
Poco prima del piemontese si erano arresi Massimiliano Manigrasso (sesto per un premio di 170 mila euro), Costantino Russo (settimo e 125 mila euro) e Roberto Spada, per un premio di 81 mila euro. Particolare la storia di questo ragazzo della periferia romana. L'iscrizione se l'è pagata vincendo on line e il bottino non servirà a soddisfare qualche vizio di troppo, ma a pagare gli studi dei quattro figli e ad aiutare le famiglie più bisognose del suo quartiere.
Belle storie, protagoniste di questo Ept, anche se quelle raccontate in italiano finiscono a qualche passo dal podio. Il poker di finalisti è infatti composto dai già citati Elder e Henzelmann, dalla sorprendente canadese Xuan Liu e dal Russo Maxim Likov. E' il primo a spiccare, per il numero di fiches e per qualche mano fortunata e ad uno ad uno gli avversari sono messi fuori gioco.
Si chiude quindi con un altro successo inglese e con un bilancio positivo per PokerStars. Quasi mille giocatori da tutto il mondo (per capire, solo il 44% erano italiani) si sono iscritti al main event e anche i tornei minori hanno riscosso hanno riempito i tavoli del casinò. Rispetto all'anno scorso, quando gli iscritti furono più di 1.200, si registra un leggero calo, ma questo è dovuto principalmente al fatto che il Grand Final è stato spostato da Monte Carlo a Madrid. Al tavolo tutti i big, quelli italiani, come Candio, Isaia, Pescatori e Minieri e quelli internazionali, tra i quali il campione del mondo Jonathan Duhamel, eliminato dal nostro Jackson Genovesi. Allettante anche il montepremi, che è stato di circa 5 milioni di euro e se lo sono spartito i primi 160 classificati, tra i quali 70 "azzurri".
Una precisazione, dovuta viste le ultime indiscrezioni sulla futura tassazione dei guadagni dei poker players, una figura fiscale che attualmente non esiste. Prezioso il parere dell'avvocato Massimiliano Rosa, esperto del settore. "Per quanto riguarda le vincite ottenute in Italia - spiega ad Agicos - gli obblighi di tassazione spettano alla casa da gioco che eroga il premio e la ritenuta corrisposta sulle vincite è compresa nell'imposta sugli spettacoli. Il giocatore è quindi esente e riceve complessivamente l'importo vinto". I quattro italiani che hanno sognato la "Picca" possono consolarsi con i 596 mila euro vinti e un final table che segna la loro carriera.