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Dai rigori al bluff
Solinas, la dura

Carla, uno dei migliori giocatori italiani,  ha scelto per hobby e lavoro, due attività tradizionalmente maschilii: "Ma non mi spaventano, so come farmi rispettare: lo facevo in campo, lo faccio ora al tavolo verde" 

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ROMA - In un tavolo di poker in gioco c'è soprattutto la libertà. Quella di poter fare il lavoro che ami e di viaggiare nei posti più belli del mondo. Vita da avventuriero, da grinder, che i romanzi e il mondo del cinema rappresentato con volti maschili, spingendosi al massimo alla faccia angelica di Matt Damon. Ma nel team GDpoker si è ritagliata il proprio spazio anche la bella Carla Solinas.
 
Ma il poker non era un gioco per uomini?
"Lo è nei numeri visto che noi donne siamo ancora in netta minoranza, ma non per le caratteristiche di questo mestiere. Il poker mi dà la possibilità di vivere il mondo. Da buona ligure per me il torneo ideale è in un posto di mare. Il sole mi esalta, mi dà la carica per giocare la partita al massimo. Ho scelto questa vita, anche se un po' la pago. I legami sentimentali non sono sempre facili da mantenere. Per una mamma, ad esempio, sarebbe più difficile portare avanti la carriera. Molte donne preferiscono non giocare i tornei dal vivo e magari si limitano al gioco dal pc".
 
Non è stata una scelta di vita facile
"Per ora io ho accettato il patto col poker, che mi ha dato la libertà che cercavo. Gli affetti comunque non mancano. Il team GDpoker è molto unito. Si fa tutto insieme, e la vita durante le nostre trasferte è un ridere senza sosta. E poi sono una ragazza forte.
 
Riesci a farti rispettare?  
"Per me non è difficile. Ho la pelle dura e nella mia vita ho imparato a difendermi in qualsiasi contesto. Sono stata persino arbitro di calcio. Vi immaginate? Una donna a dare ordini in mezzo al campo. Certo preferisco il lavoro attuale, anche perché la domenica posso dormire. Per una come me la differenza è enorme".
 
C'è un'altra cosa che accomuna l'arbitro e il poker player: entrambi devono essere ottimi osservatori.
"Di un giocatore guardo soprattutto le mani e la bocca. Non mentono. Spesso si cerca in ogni modo di mascherare le proprie emozioni, ma non si può celare il movimento delle labbra e delle dita. Possono dire tanto. Cerco invece di difendermi parlando il meno possibile. Se qualcuno cerca di intuire le mie carte facendomi domande, alzo il volume dell'iPod. Mi rifugio tra le parole e la musica di De Andrè e Battiato".
 
Quindi porti un po' di poesia e anche eleganza al tavolo. Sembri una ragazza che cura molto il look.
"Ma non è solo una questione di tecnica. Almeno gli occhiali sono fondamentali. A volte bisogna anche coprire il volto stressato per la serata precedente. Purtroppo un giocatore di poker dovrebbe fare della disciplina una delle caratteristiche principali della sua vita, ma gli avversari diventano spesso amici, e con gli amici, dopo ore trascorse al tavolo, è bello passare un po' di tempo bevendo qualcosa, magari andando a ballare. A Saint Vincent c'è solo un locale dove passare le serate. Quando i titolari ci vedono sanno che per loro sarà una lunga notte di lavoro". 
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