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La "meglio gioventù"
al Diamond Party

Sulle colline della Toscana i migliori grinder di PokerStrategy.com hanno staccato la spina dei propri computer per un'occasione di confronto dal vivo. Affrontate varie tematiche, sia tecniche che psicologiche

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ROMA - Lontani dai campionati del mondo di Las Vegas, dalle vicende meno esaltanti del poker online statunitense e persino dai pc. I migliori grinder di PokerStrategy.com, accademia di poker online che rappresenta un passo fondamentale per ogni grinder che si rispetti, hanno scelto le tranquille colline toscane per il primo Diamond Party. "La meglio gioventù" del poker italiano per un weekend ha staccato la spina dei propri computer per un'occasione di confronto dal vivo. Il Diamond è infatti uno status che si conquista con l'esperienza, maturata a metà tra la consapevolezza dei propri mezzi e l'umiltà di chi comunque deve sempre mettersi in discussione. Una doppia qualità che deve per forza avere chi vuole seguire le orme di Sergio Castelluccio e Simone Ruggeri, grinder cresciuti su PokerStrategy. com e che sono già professionisti affermati. Sono stati loro gli ospiti più attesi nella festa svolta all'agriturismo La Pieve di Pelago, che di fatto riuniva gli studenti modello del poker italiano. Temi principali delle accese discussioni non sono stati solo la tecnica o la psicologia più adatte al tavolo, ma soprattutto i sogni e i dubbi comuni.

"Stracco", "Elfigus", "Nosse" e altri ancora... Certo, i nomi di battaglia che scelgono per giocare e il loro di modo parlare - slang degno di uno studio di linguistica che mischia traduzioni un po' bizarre dei termini inglesi, il linguaggio delle chat e quello dei manuali - potrebbe tradire. In realtà si tratta di ragazzi con la testa sulle spalle. C' è tanta maturità, ad esempio, nello stile di vita di "gnappo22", studente di scienze dell'investigazione, che immagina una carriera da player, mettendoci cuore e cervello, passando buona parte della giornata giocando online alternando al lavoro dei sogni molte ore dedicate alla studio. Ma c'è anche chi si trova davanti al bivio. Come "shujee" a un passo dalla Laurea in ingegneria: deve decidere, o meglio capire, se il poker fa davvero parte proprio destino. "Sarà una scelta ponderata - ci spiega - ogni opportunità di lavoro deve essere valutata".

La conferma che non si tratta solo di un gioco arriva da "flushslush", che ha tre obiettivi per il 2011: "Pagarmi le lezioni per migliorare il mio stile, mettere da parte qualcosa per il prossimo anno e, se ci scappa, una macchina". In fondo non si tratta di un capriccio, anzi. Se la disoccupazione giovanile sfiora il 30% è il poker può dare la possibilità di guadagnare costantemente e anche sul lungo periodo, allora è il caso di insistere. Insomma, chi parla non è il giocatore che spera nella vincita che possa svoltare la vita, ma cerca una vita basata sulle piccole vincite quotidiane al tavolo. Questa almeno è la mission di PokerStrategy. com, come ci spiega il country manager Marco Brambilla. "Il poker deve essere una pratica popolare e responsabile. Da sempre facciamo della formazione ed informazione la nostra forza. Il ruolo di questa scuola è di essere al servizio degli operatori di settore e dell'utente finale. Giocare in maniera responsabile sulla base di un percorso che permette una sana crescita del player è la chiave per una futura longevità di questo settore. Due i fattori chiave: saper gestire il proprio bankroll e frequentare una community solida e sana".
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