Spettacolo poker. Da decenni questo gioco ispira storie e leggende dei primi campioni che cercavano partite in giro per Stati Uniti, così come si è sempre ritagliato spazio nelle sceneggiature di tanti film. Mancava però all'Italia una pellicola dedicata al poker texano importato da Las Vegas, quello che negli ultimi anni è diventato fenomeno di massa. Mancherà solo fino al 13 aprile, giorno dell'uscita nelle sale italiane di "Poker Generation". Questo il titolo scelto dagli autori del film che per un anno hanno lavorando su una storia che presenta il poker in una versione del tutto nuova.
Diversa almeno da quella proposta ne "Il regalo di Natale" di Pupi Avati, dove carte e fiches sono coprotagoniste dell'azzardo, attore principale. Poker Generation invece vuole essere "Il modo migliore - come detto da Fabrizio Crimi, presidente della Gaming VC, che ha finanziato il progetto - per far vedere la parte più bella di questa disciplina. Volevamo raccontare quello che accade in tornei come il Malta Poker Dream, ovvero la parte sana del gioco. E' la nostra risposta ad una campagna mediatica che negli ultimi anni ha provato a descrivere una realtà molto diversa".
E in effetti non si può accusare Betpro, room legata alla Gaming VC, di aver fatto semplice pubblicità al proprio marchio. Non si spiegherebbe altrimenti la presenza nella pellicola di Luca Pagano, Dario Minieri e Filippo Candio, testimonial di card room concorrenti. E a proposito di Candio, la storia sembra essere ispirata proprio dalla vita del campione sardo. Una parte della pellicola di Poker Generation, infatti, si avvicina molto (se non del tutto) all'inizio della carriera del player, originario non della Sicilia ma della Sardegna.
Piero Cardano ed Andrea Montovoli, infatti, interpretano la storia di due fratelli, uno dei quali si chiama Filo (diminutivo di Filippo, il nome di Candio) e decide di trasferirsi a Milano per inseguire la passione del poker. L'evento è accaduto realmente nella vita di Candio. Da qui in poi, la storia di Poker Generation diventa molto differente da quella reale del campione sardo. Nella pellicola i genitori del player (che nella storia del film va alla ricerca di soldi per curare una sorella) non approvano il poker come scelta di vita, mentre Candio ha sempre avuto dalla sua i genitori. Protagonisti quindi i giocatori, ma anche nomi già affermati del cinema. Tra questi meritano una citazione particolare Francesco Pannofino, Lina Sastri e Francesca Fioretti, che per entrare bene nel ruolo di ballerina di lap dance ha passato settimane durissime tra crampi e lividi.
Un sacrificio che sarà ripagato. La neo attrice peraltro è un "ibrido", considerando che un po' di esperienza al tavolo ce l'ha già. Un ibrido come Claudio Castrogiovanni, altro punto di riferimento nella pellicola. Nella storia che vedremo in sala nelle prossime settimane Claudio è un giocatore dotato di grandi skills, che in qualche modo guida gli altri protagonisti nel mondo del Texas Hold'em. Una parte che non deve esser stata troppo difficile da interpretare, considerando che Castrogiovanni ha mostrato sul campo di non avere nulla da invidiare rispetto ai giocatori citati precedentemente. Il siciliano si è conquistato il tavolo finale del Malta Poker Dream, appena giocato. Anche lui fa parte della Poker Generation.
Diversa almeno da quella proposta ne "Il regalo di Natale" di Pupi Avati, dove carte e fiches sono coprotagoniste dell'azzardo, attore principale. Poker Generation invece vuole essere "Il modo migliore - come detto da Fabrizio Crimi, presidente della Gaming VC, che ha finanziato il progetto - per far vedere la parte più bella di questa disciplina. Volevamo raccontare quello che accade in tornei come il Malta Poker Dream, ovvero la parte sana del gioco. E' la nostra risposta ad una campagna mediatica che negli ultimi anni ha provato a descrivere una realtà molto diversa".
E in effetti non si può accusare Betpro, room legata alla Gaming VC, di aver fatto semplice pubblicità al proprio marchio. Non si spiegherebbe altrimenti la presenza nella pellicola di Luca Pagano, Dario Minieri e Filippo Candio, testimonial di card room concorrenti. E a proposito di Candio, la storia sembra essere ispirata proprio dalla vita del campione sardo. Una parte della pellicola di Poker Generation, infatti, si avvicina molto (se non del tutto) all'inizio della carriera del player, originario non della Sicilia ma della Sardegna.
Piero Cardano ed Andrea Montovoli, infatti, interpretano la storia di due fratelli, uno dei quali si chiama Filo (diminutivo di Filippo, il nome di Candio) e decide di trasferirsi a Milano per inseguire la passione del poker. L'evento è accaduto realmente nella vita di Candio. Da qui in poi, la storia di Poker Generation diventa molto differente da quella reale del campione sardo. Nella pellicola i genitori del player (che nella storia del film va alla ricerca di soldi per curare una sorella) non approvano il poker come scelta di vita, mentre Candio ha sempre avuto dalla sua i genitori. Protagonisti quindi i giocatori, ma anche nomi già affermati del cinema. Tra questi meritano una citazione particolare Francesco Pannofino, Lina Sastri e Francesca Fioretti, che per entrare bene nel ruolo di ballerina di lap dance ha passato settimane durissime tra crampi e lividi.
Un sacrificio che sarà ripagato. La neo attrice peraltro è un "ibrido", considerando che un po' di esperienza al tavolo ce l'ha già. Un ibrido come Claudio Castrogiovanni, altro punto di riferimento nella pellicola. Nella storia che vedremo in sala nelle prossime settimane Claudio è un giocatore dotato di grandi skills, che in qualche modo guida gli altri protagonisti nel mondo del Texas Hold'em. Una parte che non deve esser stata troppo difficile da interpretare, considerando che Castrogiovanni ha mostrato sul campo di non avere nulla da invidiare rispetto ai giocatori citati precedentemente. Il siciliano si è conquistato il tavolo finale del Malta Poker Dream, appena giocato. Anche lui fa parte della Poker Generation.