ROMA - Notte magica a Las Vegas. Antonio Esfandiari, mago professionista di origini iraniane che ha trovato molto più remunerativo intraprendere la carriera del giocatore di poker, ha vinto ieri notte il torneo Big One for One Drop. E' solo uno delle decine di eventi presenti nel palinsesto dei campionati del mondo attualmente in corso nella "Sin City", ma la particolarità è che al vincitore sono andati ben 18 milioni di dollari. E' record: mai è stata vinta una somma così alta in un torneo di Texas Hold'em e il bottino così generoso è dovuto al fatto che l'iscrizione alla partita costava un milione di dollari, dei quali l'11% è andato in beneficenza all'associazione "One Drop".
Secondo posto da oltre dieci milioni per Sam Trickett, altro player molto rispettato a livello internazionale, mentre l'ultimo gradino del podio se l'è conquistato il businessman neworkese David Einhorn, che donerà tutti e quattro i milioni. E' questo il verdetto dell'evento dell'anno, il torneo che negli ultimi mesi ha fatto discutere tutti. Perché appare antistorico spendere un milione per una partita e perché il manuale del perfetto giocatore prevede che nessuno possa davvero permettersi un buy in così alto. C'è da aggiungere, però, che in molti non hanno messo l'intera somma, preferendo farsi "sponsorizzare". E' una strategia diffusa: in pratica, più persone pagano l'iscrizione di un campione, che poi divide l'eventuale vincita. Così avrà fatto probabilmente anche Esfandiari, che comunque è per le statistiche il giocatore più vincente nella storia del poker.
Straordinaria la sua carriera. Tutto partì l'11 febbraio del 2002. Quel giorno il promettente Antonio Esfandiari mise a segno a Los Angeles il primo piazzamento a premi della sua carriera di giocatore di poker. Bottino da 1.750 dollari, non male per un ragazzo iraniano che a 24 anni si divideva tra il lavoro di cameriere e la passione per la magia. L'american dream per uno che a nove anni lasciò insieme alla famiglia una Teheran colpita dalla guerra doveva però ancora realizzarsi. La vera svolta arrivò nel 2004, con il successo in una tappa del World Poker Tour per un premio da 1,3 milioni di dollari, prima di una lunga serie di vittorie che piazza Esfandiari nel gotha del poker mondiale. Ma è nell'ultimo mese che Esfandiari si è preso il trono del poker mondiale e il vertice della All Time Money List, la classifica internazinale che tiene conto di tutti i maggiori tornei ufficiali giocati sinora. All'alba dell'estate cominciano le World Series of Poker e il 16 giugno arriva il primo segnale, con un sedicesimo posto da 20mila dollari.
Le carte girano, le partite in questo periodo a Las Vegas non mancano e il player iraniano è pronto a dare il meglio. L'8 giugno arriva un dodicesimo posto da 34 mila dollari, mentre il 19 Esfandiari centra un podio da 150 mila dollari. Ma non finisce qui. La 43esima edizione dei campionati del mondo di poker ha un evento speciale: il "Big One". Il torneo, nato con l'idea di donare buona parte del montepremi all'associazione "One Drop" (Una goccia d'acqua, per tutti), ha un costo di un milioni di dollari.
Al tavolo si presentano in 55 tra milionari in cerca di divertimento off-limit e, come detto, giocatori di poker, spesso "sponsorizzati" da più colleghi. A vincere è proprio Esfandiari, che grazie ai 18 milioni del primo premio diventa il player più ricco nella storia del poker. Ora con 23 milioni di dollari l'iraniano (con passaporto statunitense) è al comando della classifica generale. Erik Seidel e Phil Ivey tengono alto l'orgoglio della scuola statunitense con un bottino di oltre sedici milioni a testa. Seguono l'inglese Sam Trickett (secondo al One Drop per un bottino di 10 milioni) e Daniel Negreanu, anche loro con una carriera da 16 milioni. Per l'Italia il migliore è Filippo Candio, con un bottino di oltre tre milioni e la posizione numero 141 al mondo.
Secondo posto da oltre dieci milioni per Sam Trickett, altro player molto rispettato a livello internazionale, mentre l'ultimo gradino del podio se l'è conquistato il businessman neworkese David Einhorn, che donerà tutti e quattro i milioni. E' questo il verdetto dell'evento dell'anno, il torneo che negli ultimi mesi ha fatto discutere tutti. Perché appare antistorico spendere un milione per una partita e perché il manuale del perfetto giocatore prevede che nessuno possa davvero permettersi un buy in così alto. C'è da aggiungere, però, che in molti non hanno messo l'intera somma, preferendo farsi "sponsorizzare". E' una strategia diffusa: in pratica, più persone pagano l'iscrizione di un campione, che poi divide l'eventuale vincita. Così avrà fatto probabilmente anche Esfandiari, che comunque è per le statistiche il giocatore più vincente nella storia del poker.
Straordinaria la sua carriera. Tutto partì l'11 febbraio del 2002. Quel giorno il promettente Antonio Esfandiari mise a segno a Los Angeles il primo piazzamento a premi della sua carriera di giocatore di poker. Bottino da 1.750 dollari, non male per un ragazzo iraniano che a 24 anni si divideva tra il lavoro di cameriere e la passione per la magia. L'american dream per uno che a nove anni lasciò insieme alla famiglia una Teheran colpita dalla guerra doveva però ancora realizzarsi. La vera svolta arrivò nel 2004, con il successo in una tappa del World Poker Tour per un premio da 1,3 milioni di dollari, prima di una lunga serie di vittorie che piazza Esfandiari nel gotha del poker mondiale. Ma è nell'ultimo mese che Esfandiari si è preso il trono del poker mondiale e il vertice della All Time Money List, la classifica internazinale che tiene conto di tutti i maggiori tornei ufficiali giocati sinora. All'alba dell'estate cominciano le World Series of Poker e il 16 giugno arriva il primo segnale, con un sedicesimo posto da 20mila dollari.
Le carte girano, le partite in questo periodo a Las Vegas non mancano e il player iraniano è pronto a dare il meglio. L'8 giugno arriva un dodicesimo posto da 34 mila dollari, mentre il 19 Esfandiari centra un podio da 150 mila dollari. Ma non finisce qui. La 43esima edizione dei campionati del mondo di poker ha un evento speciale: il "Big One". Il torneo, nato con l'idea di donare buona parte del montepremi all'associazione "One Drop" (Una goccia d'acqua, per tutti), ha un costo di un milioni di dollari.
Al tavolo si presentano in 55 tra milionari in cerca di divertimento off-limit e, come detto, giocatori di poker, spesso "sponsorizzati" da più colleghi. A vincere è proprio Esfandiari, che grazie ai 18 milioni del primo premio diventa il player più ricco nella storia del poker. Ora con 23 milioni di dollari l'iraniano (con passaporto statunitense) è al comando della classifica generale. Erik Seidel e Phil Ivey tengono alto l'orgoglio della scuola statunitense con un bottino di oltre sedici milioni a testa. Seguono l'inglese Sam Trickett (secondo al One Drop per un bottino di 10 milioni) e Daniel Negreanu, anche loro con una carriera da 16 milioni. Per l'Italia il migliore è Filippo Candio, con un bottino di oltre tre milioni e la posizione numero 141 al mondo.
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