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Poker, World Series: comandano statunitensi e canadesi

Dopo 20 dei 62 eventi previsti a Las Vegas i nordamericani dominano. Benino gli italiani, che strappano tre tavoli finali
di CLAUDIO ZECCHIN

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ROMA - Nulla da fare, nel poker comandano sempre loro. I nordamericani stanno dominando le World Series of Poker di Las Vegas. Dopo 20 dei 62 eventi in palinsesto le bandierine piazzate al primo posto sono quasi tutte statunitensi e canadesi, con la sola eccezione del successo di Davidi Kitai nel 5mila dollari Pot Limit Hold'em. Non si può certo parlare di briciole considerando che il belga si è portato a casa un bottino di 224mila dollari, ma è chiaro che anche il fattore casalingo, oltre a quello tecnico, sono tutti a sfavore della scuola europea. Non si può lamentare comunque l'Italia, che il braccialetto lo ha sfiorato in tre occasioni.

Dario Alioto, Alessandro Longobardi e un ritrovato Dario Minieri sono riusciti a strappare 3 tavoli finali, ai quali si devono aggiungere una serie di piazzamenti a premio di ottimo livello dei soliti Lepore e Pescatori.
Spicca in particolare quell'ottavo posto conquistato dal già citato Minieri. Non tanto per il denaro guadagnato (per il romano del team PokerStars il bottino è di 26 mila dollari), ma piuttosto perché "Supernova" è emerso in un field difficilissimo (in finale anche Dimitar Danchev, Bertrand Grospellier e Eugene Katchalov) dominando la classifica generale per buona parte della partita.

C'è però ancora tanta strada per sperare nella colpo italiano, come avvenne l'anno scorso quando Rocco Palumbo riuscì a centrare l'obiettivo braccialetto dopo anni di astinenza azzurra. Per ora tutti si potranno godere un evento speciale dedicato a uno simboli delle World Series. Perché ci sono tanti modi di vivere una competizione del genere. C'è chi ambisce a restare nella storia facendo collezione di braccialetti (Hellmuth ne ha guadagnati ben 13), c'è chi può permettersi di sedersi senza pensare troppo alle classifiche o ai soldi spesi. Un esempio su tutti è il compianto Jerry Buss, proprietario dei Los Angeles Lakers e appassionato giocatore di poker scomparso nel febbraio scorso. L'event 23, un Seven Card Stud da 2.500 dollari, è dedicato a lui. In quel torneo Buss centrò nel 1991 un terzo posto che ha rappresentato il meglio di una carriera da grande perdente. Kobe Bryant, dopo la rottura completa del tendine d'Achille, non ha potuto essere a Las Vegas, ma con un video messaggio ha ricordato Dr Buss. Anche il poker ha i suoi simboli.
 
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