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La Nazionale delle nostre speranze: “Chi ci farà andare ai Mondiali?”

Il ct della Nazionale, Rino Gattuso 

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La rubrica “È sempre domenica”
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Alla vigilia dei play-off per la nazionale di calcio c’è una frase che avete sicuramente sentito dire o forse addirittura pronunciato: “Ci faranno andare ai mondiali”. Stavolta sì, non se ne potrà fare a meno. Sì, ma chi? Chi è il soggetto, terza persona plurale che compirà questa azione? Esistono tre ipotesi.

Prima ipotesi: merito dei giocatori

La prima: i calciatori in maglia azzurra. Non tutti ne sono convinti. Il ct che li guida non ha esperienza o successi alle spalle: è più vicino a Ventura che a Mancini, lontanissimo da Sacchi o Lippi. Le sue scelte sono state in parte forzate (non abbiamo attaccanti migliori di Retegui né centrali superiori ai Buongiorno, Gatti) in parte scaramantiche (ma se si voleva evocare uno spirito del 2021 l’attuale Bernar…

Alla vigilia dei play-off per la nazionale di calcio c’è una frase che avete sicuramente sentito dire o forse addirittura pronunciato: “Ci faranno andare ai mondiali”. Stavolta sì, non se ne potrà fare a meno. Sì, ma chi? Chi è il soggetto, terza persona plurale che compirà questa azione? Esistono tre ipotesi.

Prima ipotesi: merito dei giocatori

La prima: i calciatori in maglia azzurra. Non tutti ne sono convinti. Il ct che li guida non ha esperienza o successi alle spalle: è più vicino a Ventura che a Mancini, lontanissimo da Sacchi o Lippi. Le sue scelte sono state in parte forzate (non abbiamo attaccanti migliori di Retegui né centrali superiori ai Buongiorno, Gatti) in parte scaramantiche (ma se si voleva evocare uno spirito del 2021 l’attuale Bernardeschi dribbla tre volte il Chiesa di oggi). Il centrocampo è tutto fuori condizione e il gran portiere ha fatto anche cose pessime. Resta l’idea che Irlanda del Nord, Bosnia o Galles non possano essere un problema, ma questo lo si è detto a sproposito anche della Macedonia, perfino della Norvegia e dopo una notte a Cardiff molti si sono svegliati senza terra sotto i piedi.

Seconda ipotesi: l’aiuto dei potenti del calcio

Quindi la seconda ipotesi: ci faranno andare i poteri forti del calcio. Come se avessero ancora bisogno dell’Italia per fare audience planetaria o del blasone per il pedigree della competizione. Come se qualcuno desse rilievo alla storia. Come se ci fosse ancora un Baggio che le ragazze oltreoceano stessero aspettando per scattarsi un selfie insieme. Arrivano i nostri, fatevi una foto con nessuno. Steve Bannon dice che non esiste più un ponte tra l’Italia e l’America. Infantrump ne prende nota. Come ci arriviamo, allora: chiediamo un progettino al ministro delle infrastrutture? Ci rivolgiamo alla manina? Contiamo sul Var? Perché dovrebbe rivolgere le sorti di “un volgo disperso”?

Terza ipotesi: l’intervento degli dei

Rimane allora la terza ipotesi, detta anche l’ultima speranza: ci faranno andare gli dei. Anche se lo stellone si è spento, anche se quell’attributo di molti allenatori, la fortuna, non ci prende più a benevoli calci. Non può piovere per sempre, non ci chiuderanno ancora fuori. Anche se, direbbe il proverbio: non c’è due senza tre. Tuttavia si vive in un tempo bendato, che allontana la minaccia non guardandola: non ci potrà essere la terza guerra mondiale, quelli che sentite sono soltanto rombi di tuono, a primavera succede, temporali che passano. È Pio che carica per venire a salvarci con la sua inarrestabile potenza, vedrai, non immalinconirti, non pensare a Gigi, alle figurine che mancano, guarda avanti e pensa indietro: ci faranno andare. Ma chi?

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