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Psg-Bayern e le altre, le regole per scegliere la partita più bella della vita

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Sull’onda dello spettacolo offerto con il 5-4 di martedì scorso (mercoledì il ritorno in Baviera), ogni appassionato può stilare l’elenco del match migliore seguito da spettatore. Una piccola guida con alcuni principi da rispettare
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Quale è stata la più bella partita di calcio della vostra vita (da spettatore s’intende)? Sull’onda delle considerazioni seguite a Psg-Bayern The Athletic ha provato a stilare un elenco, invitando i lettori a scegliere oppure aggiungere la loro opinione. Questa è una piccola guida per selezionare la migliore, con un opinabile risultato finale.

Prima cosa: evitare il parere di parte, eleggendo un incontro storico della propria squadra. Un romanista non dovrebbe votare per la remuntada con il Barcellona o per il derby vinto con autogol in concorso di colpa siglato da Negro, e per converso uno del Bologna evitare il 4 a 3 all’Olimpico in Europa League. Secondo: non farsi confondere dal numero di gol soprattutto se segnati in extremis. Quindi, spiacente, niente Italia-Germania 4 a 3, nebbia prima dei supplementari, ma neppure il 2 a 1 del Manchester sul Bayern, uno spaccacuore maturato nel recupero. Terzo: escludere le goleade, i match a senso unico. Pertanto fuori il 7 a 1 della Germania…

Quale è stata la più bella partita di calcio della vostra vita (da spettatore s’intende)? Sull’onda delle considerazioni seguite a Psg-Bayern The Athletic ha provato a stilare un elenco, invitando i lettori a scegliere oppure aggiungere la loro opinione. Questa è una piccola guida per selezionare la migliore, con un opinabile risultato finale.

Prima cosa: evitare il parere di parte, eleggendo un incontro storico della propria squadra. Un romanista non dovrebbe votare per la remuntada con il Barcellona o per il derby vinto con autogol in concorso di colpa siglato da Negro, e per converso uno del Bologna evitare il 4 a 3 all’Olimpico in Europa League. Secondo: non farsi confondere dal numero di gol soprattutto se segnati in extremis. Quindi, spiacente, niente Italia-Germania 4 a 3, nebbia prima dei supplementari, ma neppure il 2 a 1 del Manchester sul Bayern, uno spaccacuore maturato nel recupero. Terzo: escludere le goleade, i match a senso unico. Pertanto fuori il 7 a 1 della Germania al Brasile nella semifinale mondiale del 2014 e la rivincita 6 a 1 di un Barcellona perfetto contro le imperfezioni eterne del Psg. Quarto: no agli incontri decisi dai calci di rigore, il che porta a escludere la più votata nella lista, la finale dei mondiali 2022 tra Argentina e Francia, dove i bleus entrarono in campo tardi. E neppure farsi impressionare dall’importanza della posta in palio. Quinto: niente partite fantasma, tipo un meraviglioso Lanerossi Vicenza-Catanzaro 3 a 2 (per dire) che abbia avuto ben pochi testimoni (come certe sfide inglesi che appaiono nell’elenco). Sesto: non farsi fregare dalla nostalgia, guardando sempre indietro, quando il calcio sembrava più bello perché eravamo più giovani, meno cinici, disponibili alle utopie e innamorati di quelli con i capelli lunghi che facevano i dribbling.

E allora, quale? Parere personale: Real Madrid-Barcellona 2 a 3, il clásico dell’aprile 2017, per il livello straordinario dei giocatori in campo da entrambe le parti, quasi tutti fuoriclasse quasi infiniti, per l’alternanza ritmata del punteggio che ha seguito la migliore sceneggiatura e perché la decise, alla fine, sull’ultimo sospiro, un gol meraviglioso del più grande del nostro tempo: Leo Messi. Poi qualcuno potrà dissentire, ma all’interno di questi confini. A molti d’altronde non è piaciuta neppure Psg-Bayern. Mercoledì prossimo danno il sequel Bayern-Psg 2, ma chi vuol farlo strano e farsi del male può scegliere Il diavolo veste Prada 2. E pensare che Olise non abbia la grazia nei movimenti che nessuna passerella ha mai esibito.

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