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Le sofferenze di Musetti, il flop di Joao Fonseca

Lorenzo Musetti
Lorenzo Musetti 

All’esordio negli Australian Open Lorenzo vince un match complicatissimo con Collignon. Ora lo attende la sfida con Sonego. Subito fuori il brasiliano, il predestinato del tennis mondiale

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Non si vive di solo Sinner

C’è un effetto-Sinner che coinvolge i principali media italiani e funziona come l’effetto-Trump per quelli globali: quando gioca il ragazzo rosso, i riflettori sono tutti puntati su di lui, si crea un cono d’ombra informativo, i co-protagonisti diventano comparse. L’esordio di Jannik nel centrale del Melbourne Park è l’apertura di tutti i siti nazionali e la principale breaking news anche dei telegiornali. Di fatto, c’è poco da raccontare, tanto è il divario in efficacia tra il tennis potente del numero 2 del mondo e quello di tocchi di Hugo Gaston, classe 2000. Il francese, per di più, oggi non sta affatto bene, come è capitato a Flavio Cobolli e a parecchi altri: colpa del caldo e di qualche forma virale, si dice. Ha anche la sfortuna di inciampare in corsa e ruzzolare per terra nel tentativo, riuscito, di recuperare inutilmente una palla corta. Sinner si precipita a sincerarsi di come sta, riprendono gli scambi ma è evidente che non potrà durare. Poco dopo, sotto 6-2 6-1, il numero 93 ATP decide che per lui è abbastanza così.

Le difficoltà di Musetti contro Collignon

Si soffre parecchio durante l’esordio mattutino di Lorenzo Musetti, al quale il sorteggio ha assegnato un avversario temibilissimo. Preoccupato, poco prima del match d’apertura nella Margaret Court Arena chiedo a un’applicazione di intelligenza artificiale specializzata nel tennis di delineare le strategie consigliate a Lollo e a Raphael Collignon, ATP 72, per passare il turno. Ecco la risposta: “Musetti deve: mantenere alta la percentuale di prime di servizio; non calare la pressione sulla seconda di servizio di Collignon; prolungare gli scambi per mettere a nudo il divario di costanza del belga; evitare i tie break spingendo nei game di risposta. Collignon ha bisogno di: privilegiare il servizio; accorciare la durata degli scambi; proteggere il servizio per raggiungere il tie break (dove le statistiche lo favoriscono); approfittare di eventuali momenti di debolezza di Musetti per rubare un set all’inizio”. Succede poi che il nativo di Rochester s’intaschi i punti importanti proprio al termine degli scambi più lunghi e il carrarino fatichi spesso con il primo servizio. Soprattutto, che in occasione del tie break del secondo set l’italiano domini (7-3). Insomma, alla prova dei fatti l’oracolo digitale non azzecca i suggerimenti né le previsioni.

Partita durissima. Perso il primo set per colpa del break subito nel settimo game, Lorenzo s’incarta anche nel secondo parziale, segnato dai ripetuti break, ma alla fine riesce a pareggiare i conti grazie alla maggiore freddezza nel tie break. Il match diventa la più massacrante prova di resistenza dei primi tre giorni dello slam australiano, soprattutto perché sotto il sole a picco del dopopranzo persino il fisico di due ventitreenni viene messo sotto stress. Nel corso del terzo set l’ottimo Collignon – finora veloce e preciso – evidenzia problemi di mobilità, pur mantenendosi pericoloso. Cede il servizio nell’undicesimo gioco e non ha più modo di recuperare. La frazione finale dura poco perché il belga non ce la fa più a sostenere il ritmo e si ritira. Il punteggio che vale il secondo turno per Musetti è 4-6 7-6 7-5 4-3.

E ora il derby italiano Musetti-Sonego

Con la vittoria di oggi Musetti è di nuovo il virtuale numero 3 del live ranking, che lo vede impegnato in un testa-a-testa con Novak Djokovic. Per mantenere la posizione dovrà necessariamente eliminare l’altro Lorenzo, Sonego, che oggi ha avuto ragione di Carlos Taberner (6-4 6-0 6-3), che pure, quando trova ritmo, di solito da fondo campo sa fare male. Lo spagnolo rimane invece imprigionato nella rete costruita da Sonny, con le prime che aprono il campo e gli scambi governati con pazienza. Il primo set è l’unico in equilibrio, poi Sonego accelera, alza la percentuale e toglie ossigeno all’avversario (6-4 6-0 6-3 in un’ora e tre quarti). È presto per dirlo, ma credo che la presenza di Vincenzo Santopadre nell’angolo faccia bene al torinese.

Joao Fonseca
Joao Fonseca 

Il flop di Joao Fonseca

Non ho seguito le altre quattro partite di oggi con italiani in campo, due vittoriose (Darderi ed Errani-Paolini), due finite malamente (Nardi e Cocciaretto). Ho visto soltanto l’ultimo quarto d’ora della marchigiana, reduce dal titolo nel WTA 250 di Hobart. Elisabetta m’è sembrata scarica, incapace di gestire lucidamente l’occasione ottenuta recuperando in extremis, nel terzo set, un break. L’esperta austriaca Julia Grabher ne ha approfittato ed è andata a chiudere sul punteggio di 7-5 2-6 6-4. Ultima nota: la principale sorpresa della giornata è l’eliminazione di Joao Fonseca, dato alla vigilia del torneo come probabile, almeno, quartofinalista. Invece “un ordinato ma tenace Eliot Spizzirri spegne una torcida spuntata (ma Joao è infortunato?)”, come immaginificamente mi scrive Giovanni. La prova del brasiliano conferma le impressioni che i giovani potenziali competitor di Sinner e Alcaraz trasmettono: difettano di continuità di risultati. L’americano classe 2001, da poco Top 100, ripete invece l’exploit di settembre a Flushing Meadows, dove per la prima volta in carriera raggiunse il secondo turno.

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