✕

Candidatura olimpica, derby Berlino-Monaco

Lo stadio Olimpico di Berlino 
1 minuti di lettura

C'è tanta voglia di Olimpiadi in Germania: Berlino, che ha già avuto i Giochi nel 1936 durante il regime nazista, ha iniziato un braccio di ferro con Monaco di Baviera. Ma Berlino procede lentamente con il suo progetto olimpico, mentre la pressione aumenta, soprattutto dopo che gli elettori di Monaco hanno espresso chiaramente in un referendum la loro volontà di ospitare (di nuovo) i Giochi. Sulla carta, i gruppi di lavoro del Senato dovrebbero coordinare la candidatura di Berlino in collaborazione con la Confederazione sportiva olimpica tedesca (Dosb) e il Cio, affrontando questioni quali la pianificazione infrastrutturale, la sostenibilità, la stesura del bilancio e la comunicazione pubblica. Ma si avanti con lentezza e il malcontento a Berlino è alimentato anche dal paragone con Monaco di Baviera, dove il 66,4% degli elettori ha sostenuto la proposta di candidatura per i Giochi del 2036, 2040 o 2044. Il referendum di Monaco, caratterizzato da una partecipazione attiva e da una narrazione positiva, ha rafforzato l'immagine della città bavarese e ha rappresentato un campanello d'allarme per Berlino dove sostengono, “abbiamo un buon progetto, siamo la metropoli internazionale". Ma non basta, la decisione sulla candidatura tedesca sarà presa solo il prossimo anno. A Berlino ci tengono in modo particolare perchè sarebbe l'Olimpiade del Centanario nel 2036.

La nuova presidente del Cio, l'ex campionessa di nuoto Kirsty Coventry, che si è insediata a giugno al posto di Thomas Bach, ha già detto che cambieranno i criteri per l'assegnazione dei Giochi estivi, senza spiegare ancora come. Nel 2028 ci saranno quelli di Los Angeles, nel 2032 ha vinto Brisbane, Australia, Gold Coast, poi il Cio nel 2029 dovrebbero assegnare le Olimpiadi 2036, dove potrebbe esserci tanti candidati, da tutto il mondo (Indonesia, Turchia, Qatar, India, Spagna, eccetera).

Tempo fa il ministro dello sport, Andrea Abodi, aveva accennato ad una ipotesi di candidatura olimpica di Roma poi la cosa non ha avuto più seguito. “Non se ne parla più- spiega Abodi- perché lanciata una suggestione per il prossimo decennio, prima si pensa a fare bene quello che è previsto per il 2026, e a misurare l'utilità di questi grandi avvenimenti, quando vengono gestiti bene. Poi, d'accordo con Coni e Cip, parleremo anche delle sfide future. Stiamo dimostrando di avere un modo nuovo di gestire le cose, a partire dallo sport sociale e dalle candidature dei grandi eventi, proseguendo con le opere non solo sportive che cambiano il volto delle città e dei territori”. Ma il sogno di Roma non è tramontato...

Leggi i commenti