Il sogno dello Slam (si parte dal Centrale...)
di Fulvio BianchiUn traguardo. Un sogno. Il quinto Slam di tennis. Come spiega Angelo Binaghi, presidente della Fitp (Federazione italiana tennis e padel), sempre assai pungente: “Ritengo ci debbano essere tre requisiti per arrivare ad avere il quinto Slam e tenercelo per sempre: il tennis italiano al top e ci siamo, la credibilità a livello internazionale e abbiamo un italiano come presidente della Atp (Andrea Gaudenzi, ndr) e poi un investimento statale che sarebbe sempre notevolmente inferiore a quello per Milano-Cortina 2026”.
Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute, in una intervista a Repubblica era stato molto chiaro: “Ci sentiamo uno Slam, siamo uno Slam per visione, volontà di crescere nei servizi, bellezza dello scenario che ospita il Masters 1000 . Non lo siamo per le infrastrutture. Roma ha un’ambizione da Slam. Quest'ambizione ci permette di aumentare costantemente gli standard qualitativi e quantitativi. Noi non siamo per gli impianti museo: gli stadi vanno vissuti, devono essere dinamici. È la forza del Foro, lo dice la storia, è la sua polivalenza”.
Il primo passo di un lungo percorso intanto è stato fatto. Il Centrale del Foro Italico, che ospita appunto gli Internazionali, si prepara a cambiare volto: i lavori inizieranno dopo il torneo maschile del 2026, il nuovo impianto (progetto firmato da Sport e Salute) sarà pronto nel 2028: una struttura rinnovata, coperta, riscaldata e capace di accogliere 12.700 spettatori. Costo dell'investimento, circa 60 milioni. Il nuovo Centrale potrà ospitare non solo il tennis, ma anche concerti e molti eventi sportivi, la squadra romana della Nba Europe di basket, i match della Nfl (football americano), eccetera… Ricavi annui intorno ai 20 milioni. Usufrutto dell'impianto a Sport e Salute sino al 2100. “Tutta l'area del Foro Italico si sta riqualificando, siamo in una fase di ristrutturazione che porterà alla copertura del Centrale” ha spiegato ancora Nepi”.