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Riconoscimento facciale nel decreto sicurezza, è la volta buona?

La rubrica Spy Calcio
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Chissà se stavolta è davvero la volta buona visto che se ne parla da (molti) anni senza fare mai grossi passi avanti. Per l'ad della Lega di serie A, Luigi De Siervo, ci sono due punti irrinunciabili: sulla lotta alla pirateria, che crea danni economici enormi al mondo del calcio, ora si sono più severe anche se non ancora risolutive. Sul riconoscimento facciale invece siamo molto indietro: ma adesso questo sistema di identificazione dei tifosi è stato inserito nel controverso pacchetto sicurezza appena varato dal governo, anche se poi metterlo in pratica non è per niente semplice.

In cosa consiste il riconoscimento facciale?

Ecco in cosa consiste: il volto di chi andrà allo stadio verrà rilevato da sistemi di identificazione facciale e finirà in un database, al quale si potrà accedere nel caso in cui vengano commessi dei reati. Non si potrà entrare insomma “travisati”, con cappucci o sciarpe o passamontagna che nascondano il volto. La tecnologia prevista non sarebbe un controllo di massa in tempo reale, ma un sistema di "identificazione biometrica remota a posteriori" integrati con componenti di intelligenza artificiale, che collega appunto i volti ripresi a quelli dei biglietti nominativi in caso di reati. Tutti gli stadi di serie A dovrebbero quindi essere dotati di telecamere sui tornelli: per i grossi impianti, tipo San Siro e Olimpico, pare non sia un grosso problema, ma gli altri stadi dovrebbero essere adeguati. Con costi consistenti per i presidenti. Inoltre c'è da sciogliere il nodo del Garante della Privacy, assai scettico su questa materia: le immagini comunque dovrebbero essere utilizzate solo dalle forze di polizia e non dai club.

Il nodo degli incidenti fuori dagli stadi

Qualche problema c'è insomma e per passare dalle norma alla pratica ci vorrà del tempo. Il riconoscimento facciale potrebbe aiutare in alcuni casi, per chi commette disordini negli stadi e per chi porta negli impianti petardi, bombe carta, eccetera (vedi quello che è successo a Cremona) e rischia magari di restare impunito. Resterebbe il problema chiaramente degli incidenti, non pochi, fuori dagli stadi (autostrade, stazioni). Problema di non facile soluzione: a meno che si coinvolga nell'organizzazione i club (vedi Spy Calcio del 3 febbraio) o si vietino le trasferte, come è stato fatto negli ultimi tempi.

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