Bisogna essere cauti e non sbagliare una mossa. La situazione per coltivare il sogno olimpico potrebbe essere propizia: il Cio, che pure aveva forti perplessità, è rimasto infatti piacevolmente sorpreso di come l'Italia ha organizzato le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. E' il momento giusto quindi per pensare ad una candidatura estiva. Il Cio terrà una seduta straordinaria a giugno a Losanna e allora si capirà qualcosa di più: in passato l'allora presidente Thomas Bach - quando Roma si era ritirata dalla corsa del 2024 - decise per un accordo. Parigi 2024 e Los Angeles 2028, e tutti contenti. Che farà adesso Kirsty Coventry per le edizioni del 2036 e 2040? Alternanza dei Continenti? Con la guerra, le guerre..., in corso il quadro geopolitico ed economico è molto confuso.
Qatar e India avevano già espresso una manifestazione di interesse per il 2036 facendo scendere in campo addirittura i rispettivi governi: ma adesso? La Germania è più avanti di tutti nei programmi e potrebbe essere una rivale pericolosa per chiunque voglia provarci. Ad Amburgo si stanno già muovendo (pronto un budget di 4,8 miliardi) e il Comitato olimpico tedesco, Dosb, il 26 settembre a Baden Baden deciderà chi candidare (ci sono in corsa anche Berlino, Monaco di Baviera e la Regione Reno-Ruhr) e per quale edizione (2036, 2040 e 2044?). Ma è quasi certo ormai che la Germania ci sarà.
Cosa faranno invece Madrid, Istanbul e Santiago del Cile? Quadro molto incerto. Il Coni vuole coltivare il sogno, partendo ovviamente da Roma. Ma adesso non è il momento giusto per fare passi ufficiali: bisognerà aspettare prima il 2027 per muoversi ufficialmente, con la manifestazione di interesse che va presensata al Cio e che precede il vero bid, la candidatufa ufficiale. Nel 2027 si vota, elezioni politiche e amministrative a Roma. Sarebbe imprudente muoversi prima: solo nell'estate '27 quindi l'Italia scenderà in campo. Questo è il piano.
Il dossier per l'edizione 2036 va chiuso entro il 2028, perché subito dopo il Cio decide. Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, è in ottimi rapporti con Abodi e con Mezzaroma, presidente di Sport e Salute. E questo è importante e aiuta. Perché si parte dal Coni e si parte da Roma: poi si vedrà davvero se sarà possibile una Olimpiade diffusa come quella invernale. Roma ha già molti impianti, altri sono in arrivo, ma si potrebbe pensare ad estendere alcune gare magari a Venezia (nuoto di fondo in Laguna), la vela a Napoli, surf e windsurf in Sardegna. Senza allargarsi troppo però. Sei-sette Regioni, come ha detto Abodi, si sono già fatte sotto. Troppe, il Cio non gradirebbe e sarebbe complesso mettere tutti d'accordo.
Da Roma si parte senza allargarsi troppo. C'è tempo per lavorare sotto traccia al progetto, tenendo conto del dossier 2024 che era più che pronto. La candidatura italiana dovrebbe contare sul pieno appoggio di Giovanni Malagò: l'ex numero 1 del Coni sarà membro Cio individuale, non legato cioè alla sua carica, almeno sino al 2029 ma potrebbe restare anche più a lungo visto che il Cio ha intenzione di allungare il limite di età dei suoi membri di altri 5 anni. E Malagò conosce bene quel mondo complicato dove per vincere non basta avere un bel dossier (ce l'hanno in tanti) ma bisogna essere capaci di conquistare i voti. Milano-Cortina insegna...