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Le scelte di Malagò: in ballo anche Roma olimpica

Giovanni Malagò 

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L'ex presidente del Coni è l’uomo che i club di A vogliono alla guida della Federcalcio. Ma c’è anche la partita per candidare l’Italia a ospitare i Giochi del 2036 o 2040
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Non è rimasto disoccupato nemmeno un giorno da quando il 26 giugno dello scorso anno Luciano Buonfiglio, da lui sponsorizzato, si è insediato al suo posto, al primo piano del Coni. Intanto, Giovanni Malagò si è occupato di organizzare sino a pochi giorni fa le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina e lo ha fatto nel migliore dei modi, tanto che al Cio, e non era per niente scontato, sono rimasti (addirittura) entusiasti. Ma ora è il momento di decidere cosa fare da grande. Il suo nome ha girato anche, seppur per poco, come ministro del Turismo dopo le dimissioni di Daniela Santanchè. Sta girando, e da tempo, come possibile candidato del centrodestra come sindaco di Roma (si vota il prossimo anno). Niente, ha sempre detto di no, anche di recente. È un mestiere che non sente suo. Gli è stato offerto anche di diventare il presidente di una banca che ha oltre cent'anni di vita, e anche in questo occasione ha ringraziato, e rifiutato. Due strade gli si aprono davanti adesso, e per una …

Non è rimasto disoccupato nemmeno un giorno da quando il 26 giugno dello scorso anno Luciano Buonfiglio, da lui sponsorizzato, si è insediato al suo posto, al primo piano del Coni. Intanto, Giovanni Malagò si è occupato di organizzare sino a pochi giorni fa le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina e lo ha fatto nel migliore dei modi, tanto che al Cio, e non era per niente scontato, sono rimasti (addirittura) entusiasti. Ma ora è il momento di decidere cosa fare da grande. Il suo nome ha girato anche, seppur per poco, come ministro del Turismo dopo le dimissioni di Daniela Santanchè. Sta girando, e da tempo, come possibile candidato del centrodestra come sindaco di Roma (si vota il prossimo anno). Niente, ha sempre detto di no, anche di recente. È un mestiere che non sente suo. Gli è stato offerto anche di diventare il presidente di una banca che ha oltre cent'anni di vita, e anche in questo occasione ha ringraziato, e rifiutato. Due strade gli si aprono davanti adesso, e per una deve decidere in fretta. Il 22 giugno si vota per la Figc: si cerca l'erede di Gabriele Gravina. Malagò ama il mondo del calcio, così come i motori: è stato commissario della Lega di Serie A, mettendo Roberto Fabbricini come commissario Figc (un errore, avrebbe dovuto farlo lui come n.1 del Coni...). Ora la Lega di A, sotto la spinta di Aurelio De Laurentiis, lo vorrebbe in via Allegri.

Malagò aspetta, osserva e si muove sottotraccia: sa che in anche al governo ha nemici, sa anche nel mondo del calcio ci sono ex amici, sa che è complicato trovare i voti per fare il presidente del calcio. E ora Giancarlo Abete, leader della potente Lega Dilettanti, potrebbe averne più di lui. Bisogna decidere a breve, comunque. Mentre solo il prossimo anno, dopo le elezioni politiche e amministrative, si saprà se Roma si candida per le Olimpiadi estive del 2036 o del 2040. E se si candida ha buone possibilità di farcela. E se si candida solo una persona, Malagò, può portare i voti a Roma, perché Malagò è membro Cio almeno sino al 2029 e conosce i suoi colleghi come nessun altro. Lì, è più probabile che vada, come presidente del comitato promotore di Roma (36 o 40, si vedrà).

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