Allegri e Gasperini sono stati sicuramente felici, sia pure nella distanza del risultato, di Milan-Roma. Nella prima mezz’ora se Dybala (a proposito, sul riugore mi sarei aspettato una conclusione meno banale, non ha guardato il portiere) e Soulé fossero stati in una giornata normale avrebbero segnato, e anche il colpo di testa di Ndicka è stata una grande occasione. Insomma, una Roma di grande personalità che ha però commesso quello che solo apparentemente è un peccato grave. Se infatti giochi una gara proiettata all’attacco e hai Leao contro, pronto a scatenare il contropiede, devi avere qualcuno a controllare il portoghese passo dopo passo. Non a caso al primo contropiede la Roma ha beccato gol.
Gasperini e il rischio calcolato
Dicevo che il peccato della Roma è so…
Allegri e Gasperini sono stati sicuramente felici, sia pure nella distanza del risultato, di Milan-Roma. Nella prima mezz’ora se Dybala (a proposito, sul riugore mi sarei aspettato una conclusione meno banale, non ha guardato il portiere) e Soulé fossero stati in una giornata normale avrebbero segnato, e anche il colpo di testa di Ndicka è stata una grande occasione. Insomma, una Roma di grande personalità che ha però commesso quello che solo apparentemente è un peccato grave. Se infatti giochi una gara proiettata all’attacco e hai Leao contro, pronto a scatenare il contropiede, devi avere qualcuno a controllare il portoghese passo dopo passo. Non a caso al primo contropiede la Roma ha beccato gol.
Gasperini e il rischio calcolato
Dicevo che il peccato della Roma è solo apparente. Perché Gasperini non è stato integralista, in cima agli obiettivi c’era quello di far gol e ha semplicemente messo in conto una situazione del genere. La Roma non ci è riuscita, amen. C’è comunque da essere soddisfatti. Il fatto è un altro. Dybala è troppo fragile e non può caricarsi sulle spalle una squadra da primi posti. Un problema assai grande per Gasperini, perché nelle ultime gare tutto il gioco è girato intorno all’argentino.
Le parole decisive di Allegri
Anche quella del Milan è stata una prestazione di spessore. Non va dimenticato che ad Allegri mancavano tre giocatori fondamentali: Pulisic, Tomori e Rabiot. Nella prima parte della partita sinceramente sembrava di vedere 11 uomini che non avevano mai giocato insieme. Poi un contropiede di Leao, il gol di Pavlovic che in attacco ha più convinzione di un centravanti, e tutto è cambiato. Penso che l’uomo determinante sia stato Allegri con le sue parole nell’intervallo. Basta vedere come i suoi giocatori si sono ripresentati in campo. Dico sempre che un tecnico incide al massimo al 30%, ma stavolta siamo andati oltre.
Il mio ricordo di Galeone
E un applauso ad Allegri lo faccio anche per le parole su Galeone. Ha detto di aver appreso da lui soprattutto la fase difensiva, e questo chiarisce le cose visto che Galeone passava sempre per un tecnico che pensava solo al gioco d’attacco. Vorrei anche aggiungere un mio ricordo personale. Giovanni fu infatti decisivo per il mio passaggio dal Catanzaro all’Udinese. In Friuli lui allenava la Primavera e fu una sua relazione a convincere l’allora direttore generale Franco Dal Cin a ingaggiarmi.
Con Spalletti Vlahovic può rinascere
Se invece fossi un tifoso della Juve sarei molto arrabbiato. Perché non c’erano dubbi che se Vlahovic gioca al 100% è da top ten mondiale degli attaccanti. Il problema è che lui partite con l’intensità esibita a Cremona le fa una volta sì e 5 no. Comunque la storia dei centravanti avuti da Spalletti parla chiaro: il serbo ha buone possibilità di fare una grande stagione, ma deve alzare il livello di continuità. Se invece sarà la Juve a fare una grande stagione è tutto da verificare. Bisognerà vedere se i vari Bremer, Locatelli, lo stesso Vlahovic, riusciranno a dare l’esempio per trascinare tutti gli altri.
Inter in stile Mourinho. Bisseck mai da rosso
È stato un fine settimana con tante belle partite. Mi è piaciuta molto quella tra Verona e Inter, soprattutto per merito della squadra di Zanetti che ha giocato meravigliosamente. L’Inter invece ha saputo calarsi nel ruolo della provinciale: soffrire, picchiare, avere anche fortuna, anche se poi la buona sorte è sempre conseguenza dell’atteggiamento. Mi è sembrato di vedere una squadra di Mourinho. Troppe polemiche, invece, sul fallo di Bisseck: era chiaramente da giallo, punto. Poi se rivedi l’azione alla moviola sembra chissà cosa, ma conta il campo: e in campo c’è stato un contatto a velocità massima con tutti e due i giocatori che comunque cercavano la palla, quella non può essere mai espulsione.
Napoli, il carattere è una garanzia
Bella è stata anche Napoli-Como. La squadra di Fabregas gioca bene ma verticalizza poco. Il possesso palla costante però ha reso la vita complicata al Napoli. A Conte comunque mancano giocatori fondamentali: Lukaku, Lobotka (che comunque uno spezzone lo ha fatto), soprattutto De Bruyne. Assenze che non sono un alibi, ma una constatazione. Detto ciò, il Napoli è squadra con gli attributi, che in mezzo a parecchie difficoltà sa soffrire e, cosa decisamente da non sottovalutare, è primo da solo.