Sento molti trattare la Roma capolista come qualcosa di episodico.‘’È presto, alla lunga non ce la faranno”, è una sorta di mantra collettivo. Una situazione che mi ricorda parecchio gli anni degli scudetti del Verona (soprattutto) e in parte anche della Sampdoria. Secondo me la Roma ha parecchi giocatori che stanno andando oltre lo standard. Prendo ad esempio Soulé: è cresciuto fisicamente e si sta rivelando concreto. Tocca la palla due volte e conclude, non è più dribblomane. Le stesse cose che dovrebbe imparare Yildiz, visto che tutti e due erano alla Juve…
Difesa paradossalmente da registrare, che bravo Cristante
Nonostante i pochi gol subiti la difesa deve essere un po’ registrata: i centrali sono bloccati ma sulle fasce spingendo in quel modo, q…
Sento molti trattare la Roma capolista come qualcosa di episodico.‘’È presto, alla lunga non ce la faranno”, è una sorta di mantra collettivo. Una situazione che mi ricorda parecchio gli anni degli scudetti del Verona (soprattutto) e in parte anche della Sampdoria. Secondo me la Roma ha parecchi giocatori che stanno andando oltre lo standard. Prendo ad esempio Soulé: è cresciuto fisicamente e si sta rivelando concreto. Tocca la palla due volte e conclude, non è più dribblomane. Le stesse cose che dovrebbe imparare Yildiz, visto che tutti e due erano alla Juve…
Difesa paradossalmente da registrare, che bravo Cristante
Nonostante i pochi gol subiti la difesa deve essere un po’ registrata: i centrali sono bloccati ma sulle fasce spingendo in quel modo, qualcosa si rischia a livello di copertura. Un paio di giocatori mi hanno impressionato. El Aynaoui, perfetto sul secondo gol alla Cremonese: il 90% dei calciatori avrebbero tirato in porta, lui ha dimostrato una visione del gioco perfetta nell’assist a Ferguson. E poi Cristante: magari non da 9, ma gioca tutte gare da 7.5, ha una capacità straordinaria di stare sempre a livelli medio alti. Insomma, viste le difficoltà di fare filotti, la squadra di Gasperini ha tutte le carte in regola per sperare di arrivare fino in fondo a lottare per lo scudetto.
Leao e Saelemaekers, deficit di personalità
Il derby di Milano è stato bello, mi sono divertito e questo per il nostro calcio è già un grande risultato. Tatticamente tutto prevedibile: il gioco d’attacco dell’Inter, quello di rimessa del Milan. Il pari sarebbe stato forse più giusto, ma a conti fatti la squadra di Allegri non ha rubato nulla. Ora viene da interrogarsi sul perché dei punti persi dal Milan, inesorabile negli scontri diretti, contro le piccole: penso che il problema sia nel deficit di personalità e di consistenza di Leao e Saelemaekers, che tendono a sottovalutare impegni sulla carta più abbordabili. Il Milan sarà una squadra completa quando i due avranno raggiunto la mentalità di Rabiot (eccezionale il derby del francese), Modric, del portiere Maignan.
Chivu, c’è qualcosa che non va
L’Inter invece deve interrogarsi sui suoi uomini più importanti: in particolare Lautaro si è reso pericoloso solo una volta, decisamente poco. Inoltre 4 sconfitte sono troppe, di solito chi vince lo scudetto le perde in un campionato. Chivu è stato elogiato per le capacità comunicative, ma se sotto nel punteggio togli Lautaro e metti Bonny, allora c’è qualcosa che non va. I giocatori più importanti non vanno mai tolti dal campo, anche se capisco la voglia del tecnico di ringiovanire una squadra che ha tanti senatori. Intravede che i giocatori importanti al quarto, quinto anno, rischiano di non avere più quel sacro fuoco della vittoria. Può venire la tentazione di cambiare e potrebbe anche essere una cosa giusta, anche se capisco che è difficilissimo prendere certe decisioni.
Conte senza problemi, Atalanta in confusione esistenziale
Il sacro fuoco ce l’ha sicuramente Conte, bravissimo nel tirare fuori il massimo dal Napoli dopo una settimana complessa. Non avevo dubbi sul fatto che ci sarebbe riuscito contro l’Atalanta, una squadra in una confusione che definirei esistenziale. De Roon non sembra più quello di prima, e in attacco Lookman andava lasciato andare via.
La Juve di Spalletti identica a quella di Tudor
Sulla Juventus l’analisi è semplice. La squadra è tale e quale a quella di inizio campionato. Spalletti è convinto di poter far meglio, per ora però le prestazioni ricalcano quelle viste con Tudor. La squadra fa il compitino, ha qualche sussulto buono, ma dietro rischia sempre tanto. Senza Bremer è dura, ma il rientro del brasiliano in difesa potrebbe non bastare.