ROMA - Doppio stop gallese per le due franchigie italiane, impegnate nel terz'ultimo turno della lega celtica: all'Arms Park di Cardiff le Zebre si arrendono ai Blues (13-28) nell'ultima trasferta della stagione, il Benetton Treviso cede di schianto al Liberty Stadium di Swansea (3-28) davanti agli Ospreys.
Zebre in rimonta - La franchigia italiana resta sempre all'asciutto di vittoria, e adesso per rimediare non rimangono che due sole occasioni (a Reggio Emilia con il Leinster, 21 aprile; al XXV aprile di Parma con l'altra provincia irlandese del Munster, il 3 maggio). In Galles però si sono visti ancora quei piccoli, significativi progressi che hanno accompagnato l'ultima parte della stagione e fanno ben sperare per il prossimo torneo. In uno degli stadi più suggestivi del mondo, lungo il fiume, accanto al Millenium e davanti a diecimila spettatori, i bianconeri sono andati in vantaggio con una punizione di Halangahu ma presto si sono arresi alla forza degli avversari, a segno con le mete di Patchell ed Evans più i calci di Halfpenny; più equilibrata la ripresa, con i Blues che segnano una sola meta ancora e devono rimiunciare al punto di bobus offensivo mentre gli emiliani marcano nel finale con Cristiano e Chiesa trasforma. Molto gioco, poca concretezza. Venditti ha giocato secondo centro accanto a Garcia, ma non è andata benissimo. All'apertura c'era Halangahu, Chillon mediano ed estremo Trevisan.
Treviso, che lezione - Il Benetton mantiene la settima posizione in classifica (e deve recuperare l'incontro casalingo con il Connacht) ma a Swansea crolla forse per troppa usura: i gallesi non fanno meraviglie, però capitalizzano sotto la pioggia tutti gli errori dei trevigiani. Un tempo equilibrato, con tre calci di Biggar ed uno di Botes, poi nel finale una spregiudicata rimessa laterale giocata da esposito regala una meta a John. Nella ripresa ancora Biggar che si tuffa oltre l'ultima trincea biancoverde ed ingrassa il punteggio dalla piazzola, poi allo scadere è Webb a firmare la terza meta gallese approfittando di una dormita degli iraliani. Per tutto il match gran lavoro di Favaro e Derbyshire, James Ambrosini è un po' sfortunato: nelle rare occasioni in cui è partito dall'inizio all'apertura, la giovane speranza ha sempre trovato condizioni metereologiche difficili. C'è ancora tempo per rifarsi di questa delusione.
Zebre in rimonta - La franchigia italiana resta sempre all'asciutto di vittoria, e adesso per rimediare non rimangono che due sole occasioni (a Reggio Emilia con il Leinster, 21 aprile; al XXV aprile di Parma con l'altra provincia irlandese del Munster, il 3 maggio). In Galles però si sono visti ancora quei piccoli, significativi progressi che hanno accompagnato l'ultima parte della stagione e fanno ben sperare per il prossimo torneo. In uno degli stadi più suggestivi del mondo, lungo il fiume, accanto al Millenium e davanti a diecimila spettatori, i bianconeri sono andati in vantaggio con una punizione di Halangahu ma presto si sono arresi alla forza degli avversari, a segno con le mete di Patchell ed Evans più i calci di Halfpenny; più equilibrata la ripresa, con i Blues che segnano una sola meta ancora e devono rimiunciare al punto di bobus offensivo mentre gli emiliani marcano nel finale con Cristiano e Chiesa trasforma. Molto gioco, poca concretezza. Venditti ha giocato secondo centro accanto a Garcia, ma non è andata benissimo. All'apertura c'era Halangahu, Chillon mediano ed estremo Trevisan.
Treviso, che lezione - Il Benetton mantiene la settima posizione in classifica (e deve recuperare l'incontro casalingo con il Connacht) ma a Swansea crolla forse per troppa usura: i gallesi non fanno meraviglie, però capitalizzano sotto la pioggia tutti gli errori dei trevigiani. Un tempo equilibrato, con tre calci di Biggar ed uno di Botes, poi nel finale una spregiudicata rimessa laterale giocata da esposito regala una meta a John. Nella ripresa ancora Biggar che si tuffa oltre l'ultima trincea biancoverde ed ingrassa il punteggio dalla piazzola, poi allo scadere è Webb a firmare la terza meta gallese approfittando di una dormita degli iraliani. Per tutto il match gran lavoro di Favaro e Derbyshire, James Ambrosini è un po' sfortunato: nelle rare occasioni in cui è partito dall'inizio all'apertura, la giovane speranza ha sempre trovato condizioni metereologiche difficili. C'è ancora tempo per rifarsi di questa delusione.