ROMA - Il mondiale dell'Italrugby è cominciato lo scorso anno con l'arrivo di Jacques Brunel, ma da oggi il calendario ufficiale della rassegna iridata - Inghilterra 2015 - rende tutto più vicino, e già si contano i giorni: - 868. Gli azzurri, inseriti nella pool D, giocherano due partite in altrettanti stadi londinesi, tra i più suggestivi al mondo: il 'Tempio di Twickemham' ci aspetta sabato 19 settembre 2015 per l'esordio con la Francia, il giorno dopo la partita inaugurale - sempre nello stesso stadio - tra il XV della Rosa e la miglior squadra qualificata del girone Oceania 1. Una settimana più tardi, il 26 settembre, Sergio Parisse e compagni si trasferiscono in un'arena del calcio, l'Ellan Road di Leeds: l'avversario sarà il migliore del gruppo di qualificazione americano, presumibilmente il Canada o gli Stati Uniti. Otto giorni dopo, domenica, quella che con ogni probabilità sarà la partita decisiva, lo spareggio per accedere ai quarti di finale: Italia-Irlanda si gioca all'Olimpico di Londra. La domenica successiva il quarto - e speriamo non ultimo - incontro degli azzurri è in programma ad Exeter, nel Devon, Inghilterra sud-ovest, al Sandy Park, avversaria Europa 2 (Romania o Georgia).
Secondo Brunel, è "un ottimo calendario, con tempi di recupero che permetteranno a tutte le nazionali di esprimersi al meglio delle proprie possibilità". Per l'Omino coi Baffi, timoniere di una rivoluzione ovale che quest'anno ci ha regalato due successi nel Sei Nazioni, i ritmi non saranno molto diversi da quelli del torneo europeo. "Sette-otto giorni tra le varie partite: questo sarà sicuramente importante per preparare al meglio ogni singola gara. Francia ed Irlanda sono le avversarie più temibili del girone, ma al Mondiale, come del resto in ogni test-match internazionale, non potremo permetterci di sottovalutare nessun avversario: è probabile che troveremo Canada o Stati Uniti, che abbiamo affrontato la scorsa estate, ed una tra Georgia e Romania. Tutte squadre solide, fisiche, che se non punteranno alla qualificazione ai quarti saranno comunque decise a lottare per il terzo posto nel girone, che varrà l'automatico accesso ai Mondiali giapponesi del 2019. Mancano due anni e mezzo, ma dobbiamo sapere che ogni partita dovrà essere la nostra finale" ha spiegato il tecnico di Courrensan. "Giocheremo in due stadi unici al mondo, Twickenham e l'Olimpico, ma soprattutto stiamo parlando di un Mondiale che si giocherà nella patria del rugby, un paese che ha organizzato una Olimpiade indimenticabile meno di un anno fa e che sicuramente saprà regalare al nostro sport una memorabile edizione della Rugby World Cup".
Secondo Brunel, è "un ottimo calendario, con tempi di recupero che permetteranno a tutte le nazionali di esprimersi al meglio delle proprie possibilità". Per l'Omino coi Baffi, timoniere di una rivoluzione ovale che quest'anno ci ha regalato due successi nel Sei Nazioni, i ritmi non saranno molto diversi da quelli del torneo europeo. "Sette-otto giorni tra le varie partite: questo sarà sicuramente importante per preparare al meglio ogni singola gara. Francia ed Irlanda sono le avversarie più temibili del girone, ma al Mondiale, come del resto in ogni test-match internazionale, non potremo permetterci di sottovalutare nessun avversario: è probabile che troveremo Canada o Stati Uniti, che abbiamo affrontato la scorsa estate, ed una tra Georgia e Romania. Tutte squadre solide, fisiche, che se non punteranno alla qualificazione ai quarti saranno comunque decise a lottare per il terzo posto nel girone, che varrà l'automatico accesso ai Mondiali giapponesi del 2019. Mancano due anni e mezzo, ma dobbiamo sapere che ogni partita dovrà essere la nostra finale" ha spiegato il tecnico di Courrensan. "Giocheremo in due stadi unici al mondo, Twickenham e l'Olimpico, ma soprattutto stiamo parlando di un Mondiale che si giocherà nella patria del rugby, un paese che ha organizzato una Olimpiade indimenticabile meno di un anno fa e che sicuramente saprà regalare al nostro sport una memorabile edizione della Rugby World Cup".