PRETORIA - "Dobbiamo tornare l'Italrugby dell'ultimo Sei Nazioni. Ora". Il capitano Sergio Parisse lancia la carica degli azzurri, che domani pomeriggio affrontano la Scozia (ore 14.15, diretta Sky Sport 2 dalle 13.30) nella finale per il terzo posto delle Castle Lager Series, l'inedito quadrangolare di fine stagione che per ora ci ha visto protagonisti in negativo. Due pesanti lezioni: con gli Springboks padroni di casa (10-44) e con Samoa (10-39). E allora questa è una partita da vincere. Perché gli scozzesi si sono presentati con una formazione rimaneggiata e priva dei migliori, invitati con i British and Irish Lions, e poi hanno dovuto fare fronte a numerosi infortuni. I nostri avversari - che hanno perso a loro volta le due precedenti partite, ma non si sono fatti travolgere: anzi - giocheranno con una squadra inedita e con poca esperienza internazionale.
"DOBBIAMO CHIUDERE BENE" - "E' stato un tour in cui ci siamo espressi al di sotto delle aspettative, e non sarà l'esito della partita contro la Scozia a cambiarlo, nel bene o nel male", ha spiegato Parisse. "C'è la volontà di finire nel migliore dei modi, esprimendo ed imponendo il nostro rugby come abbiamo dimostrato di saper fare anche contro grandi squadre: a volte vincendo, a volte andando vicini al successo. Penso alla partita di Twickenham, alle vittorie su Francia ed Irlanda che hanno dato un segnale forte a due squadre che ritroveremo nel girone dei Mondiali. Indipendentemente dal risultato di domani, quello che ritengo più importante sarà come la squadra saprà esprimersi. Mi auguro di rivedere prestazioni simili a quelle degli ultimi mesi".
"CI ATTACCHERANNO" - "E' l'ultimo appuntamento di una stagione lunga, ma le motivazioni devono essere le stesse di sempre. Alla Coppa del mondo mancano due anni, ed ogni gara è un'opportunità per mettersi in mostra, per dimostrare di meritare di far parte del gruppo". "Questo tour, con due sconfitte pesanti, non è andato nel migliore dei modi. Ma i risultati sono giusti. La Scozia è un avversario che conosciamo bene, che cresce ogni anno e che nel Sei Nazioni non ha raccolto quanto avrebbe meritato, finendo comunque terza davanti a noi. Li conosciamo bene, giocano un buon rugby, amano avere il possesso, attaccare molto. Anche se hanno avuto qualche infortunio e schierano un gruppo giovane, hanno dimostrato - anche contro il Sudafrica - di poter mettere in difficoltà dei grandi avversari". Figuriamoci allora con l'Italia.
"SAREMO AGGRESSIVI" - "Non credo che la gara con Samoa sia andata così per mancanza di carattere. Questo è lo stesso gruppo che ha saputo cogliere risultati importanti al Sei Nazioni e, anche se non deve essere un alibi, credo che le ultime prestazioni possano anche avere a che fare con una certa stanchezza di fine stagione. Comune comunque anche alla Scozia. Con Samoa abbiamo avuto un buon possesso, non sfruttato come avremmo dovuto, mentre loro hanno capitalizzato molto più di noi e le loro mete, nel secondo tempo, hanno finito per tagliarci le gambe. Abbiamo mollato nel finale e questo non è quello che mi aspetto che accada domani. Contro la Scozia dovremo essere molto più efficaci sui punti d'incontro e su questo aspetto abbiamo lavorato molto in settimana".
"Quando questa squadra scende in campo determinata e convinta ha già dimostrato di poter raggiungere risultati importanti contro ogni avversario. Dobbiamo ancora trovare continuità, questo è sicuramente un nostro limite che è già emerso in passato: ma domani mi aspetto un'Italia che, al di là del risultato, saprà mostrare il proprio rugby fatto di voglia, aggressività e combattimento. Il risultato sarà una conseguenza di quello che metteremo sul campo".
"DOBBIAMO CHIUDERE BENE" - "E' stato un tour in cui ci siamo espressi al di sotto delle aspettative, e non sarà l'esito della partita contro la Scozia a cambiarlo, nel bene o nel male", ha spiegato Parisse. "C'è la volontà di finire nel migliore dei modi, esprimendo ed imponendo il nostro rugby come abbiamo dimostrato di saper fare anche contro grandi squadre: a volte vincendo, a volte andando vicini al successo. Penso alla partita di Twickenham, alle vittorie su Francia ed Irlanda che hanno dato un segnale forte a due squadre che ritroveremo nel girone dei Mondiali. Indipendentemente dal risultato di domani, quello che ritengo più importante sarà come la squadra saprà esprimersi. Mi auguro di rivedere prestazioni simili a quelle degli ultimi mesi".
"CI ATTACCHERANNO" - "E' l'ultimo appuntamento di una stagione lunga, ma le motivazioni devono essere le stesse di sempre. Alla Coppa del mondo mancano due anni, ed ogni gara è un'opportunità per mettersi in mostra, per dimostrare di meritare di far parte del gruppo". "Questo tour, con due sconfitte pesanti, non è andato nel migliore dei modi. Ma i risultati sono giusti. La Scozia è un avversario che conosciamo bene, che cresce ogni anno e che nel Sei Nazioni non ha raccolto quanto avrebbe meritato, finendo comunque terza davanti a noi. Li conosciamo bene, giocano un buon rugby, amano avere il possesso, attaccare molto. Anche se hanno avuto qualche infortunio e schierano un gruppo giovane, hanno dimostrato - anche contro il Sudafrica - di poter mettere in difficoltà dei grandi avversari". Figuriamoci allora con l'Italia.
"SAREMO AGGRESSIVI" - "Non credo che la gara con Samoa sia andata così per mancanza di carattere. Questo è lo stesso gruppo che ha saputo cogliere risultati importanti al Sei Nazioni e, anche se non deve essere un alibi, credo che le ultime prestazioni possano anche avere a che fare con una certa stanchezza di fine stagione. Comune comunque anche alla Scozia. Con Samoa abbiamo avuto un buon possesso, non sfruttato come avremmo dovuto, mentre loro hanno capitalizzato molto più di noi e le loro mete, nel secondo tempo, hanno finito per tagliarci le gambe. Abbiamo mollato nel finale e questo non è quello che mi aspetto che accada domani. Contro la Scozia dovremo essere molto più efficaci sui punti d'incontro e su questo aspetto abbiamo lavorato molto in settimana".
"Quando questa squadra scende in campo determinata e convinta ha già dimostrato di poter raggiungere risultati importanti contro ogni avversario. Dobbiamo ancora trovare continuità, questo è sicuramente un nostro limite che è già emerso in passato: ma domani mi aspetto un'Italia che, al di là del risultato, saprà mostrare il proprio rugby fatto di voglia, aggressività e combattimento. Il risultato sarà una conseguenza di quello che metteremo sul campo".