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Rugby, Four Nations: Nuova Zelanda e Sudafrica a valanga

Nella prima giornata del torneo gli All Blacks battono in trasferta l'Australia, gli Sprinhgboks umiliano 73-13 l'Argentina
di MASSIMO CALANDRI

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ROMA - Nuova Zelanda e Sudafrica hanno subito messo le cose in chiaro all'esordio del Four Nations: questo torneo è affar loro, e basta. Gli All Blacks hanno travolto in trasferta l'Australia (47-29), sei spettacolari mete a due, la sensazione di una squadra perfetta nei muscoli e nel cuore. Gli Springboks hanno umiliato i Pumas (73-13), nove mete a una, ricacciandoli indietro di anni. Agli argentini non è bastato un inizio intrepido, perché i sudafricani sono più grossi e spessi di tutti, è come provare a resistere ad uno sfratto spingendo puntando mani e piedi contro la porta: dall'altra parte c'è un bulldozer e prima o poi viene giù tutto.

La 'manina' di Guinazù - Per mezz'ora l'Argentina è rimasta aggrappata al punteggio coi calci di Contempomi. La svolta è arrivata con un "avanti" volontario di Guinazu su passaggio di Strauss a cinque metri dalla linea di meta latinoamericana. Meta tecnica e meritato cartellino giallo per il tallonatore. In dieci minuti gli Springbok hanno segnato un parziale di 17-0 (seconda meta di Engelbrecht, poi i calci di Morné Steyn), chiudendo il primo tempo sul 26 a 9.

I 'gialli' argentini -
La ripresa si è aperta con una meta di Strauss. Poi il cartellino giallo a Senatore per un placcaggio pericoloso su Engelbrecht ha in pratica chiuso i conti. I Pumas di nuovo con un uomo in meno hanno provato a difendere ma da un penaltouche con devastante rolling maul è arrivata la meta di Alberts, quella del punto di bonus. Poi intercetto di De Villers su Carizza, sesta marcatura, la settima di Fourie du Preez e finalmente Habana, otto. Vermeulen, Bismark du Plessis. Commovente la meta finale di Contepomi per i Pumas.

McCaw è tornato -
A Sidney gli All Blacks hanno gestito il match fin dal primo minuto, glorificando il ritorno dell'immortale Richie McCaw: la terza linea, chiusa la parentesi sabbatica di sei mesi, ha fatto il prepotente su tutti i punti di incontro e segnato pure una meta. Impressionante anche la tripletta firmata dall'ala destra Ben Smith, mentre altre marcature sono di un sempre più convincente Cruden e del solito martello, Conrad Smith. Sei mete neozelandesi (contro due: Genia e O'Connor per gli Wallabies) illuminano la notte ovale e scavano un impressionante solco tra le due formazioni in termini di organizzazione del gioco e qualità.

La marea nera - Il match ha preso una direzione precisa già dal terzo minuto, quando Cruden ha servito Ben Smith per la prima meta (trasformata dall'apertura nera). L'Australia si è rifatta sotto con i calci di Lealiifano, ma una marcatura di Cruden ha ristabilito le distanze e non è servita a molto la straordinaria corsa di Genia oltre l'ultima trincea Blacks. Chiuso in vantaggio il primo tempo (25-19), i neozelandesi hannno dilagato nella ripresa. Inutile l'ingresso di Quade Cooper nel finale, chiuso da una meta consolatoria  -  ma non troppo  -  di O'Connor.

Risultati: Australia-Nuova Zelanda 29-47, Sudafrica-Argentina 73-13. Classifica: Nuova Zelanda e Sudafrica 5, Argentina e Australia 0.
 
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