BRISBANE - Il Sudafrica vince la superstizione di Brisbane e l'Australia (38-12), guadagnandosi la vetta solitaria del Rugby Championship. Al Waikato Stadium gli All Blacks vincono e basta (28-13), soffrendo anche un poco con i Pumas argentini e rinunciando al punto di bonus offensivo. L'incontro di sabato prossimo - con la Nuova Zelanda che all'Eden Park di Auckland ospita gli scatenati Springboks - profuma già di storia, perché il XV arcobaleno pare una inarrestabile macchina da guerra, forse più forte anche dei maestri di Aotearoa. Che dovranno fare a meno del loro totem, Richie McCaw: distorsione ai legamenti del ginocchio destro, niente rugby per il prossimo mese.
All Blacks sbiaditi - Una partita in qualche modo segnata dall'errore iniziale del secondo centro Saili: l'esordiente perde palla innescando un sereno, determinato contrattacco argentino (speriamo che Parisse abbia preso nota) che porta in meta Leguizamon e Sanchez alla conversione: 0-7 dopo cinque minuti, niente male. Però i Pumas sono sempre gli stessi - irascibili, carissimi, furbissimi - e Guinazù viene sorpreso due volte di fila in quelle piccole ostruzioni che hanno contribuito al mito dei guerrieri latinoamericani: il cartellino giallo al tallonatore costa parecchio, due mete di un elettrico Aaron Smith e un primo tempo comunque chiuso senza strappi né umiliazioni, ma sul 15 a 10 per i padroni di casa. Nella ripresa terza meta dei Neri con Savea ma anche una strana confusione, un'inattesa acquazza lorda in cui i Pumas navigano a piacere chiudendo con uno scarto più che onorevole. Brutte notizie per la terza linea neozelandese, che aveva guidato la haka: l'infortunio di Hamilton lo terrà lontano dal resto del torneo, i gradi di capitano passano a Kieran Read.
Quade, che disastro - Dopo un'attesa di 42 anni, il Sudafrica finalmente vince a Brisbane e lo fa umiliando la giovane, talentuosa, sciagurata Australia. I canguri avevano chiuso sotto (6-16) il primo tempo ma tutto sommato erano rimasti in partita - tra improvvise accelerazioni ed errori imperdonabili - fino al disastroso quarto d'ora finale: quattro mete a zero per gli ospiti che salgono solitari in testa alla classifica (14 punti), mentre i ragazzi di Ewan McKenzie sembrano sempre più dei pulcini bagnati. Su tutti Quade Cooper, incapace di tradurre sul campo quella classe straordinaria che gli scorre nelle vene. Prima meta del pilone Oosthuizen dopo una manciata di minuti, poi i calci di Steyn e Lealifano. Nella ripresa il cartellino giallo a Hooper (placcaggio ribaltato su Habana) spalanca le porte agli ospiti, impeccabili in difesa e cinici in attacco. Diabolico nei raggruppamenti Bismarck du Plessis, efficace Mtawarira nelle fase ordinate, poi la meta decisiva del solito Jean de Villiers, e ancora Kirchner, Le Roux. Poveri canguri, tutti soli in fondo alla classifica.
Risultati: Nuova Zelanda-Argentina 28-13, Australia-Sudafrica 12-38.
Classifica: Sudafrica 14, Nuova Zelanda 13, Argentina 1, Australia 0.
All Blacks sbiaditi - Una partita in qualche modo segnata dall'errore iniziale del secondo centro Saili: l'esordiente perde palla innescando un sereno, determinato contrattacco argentino (speriamo che Parisse abbia preso nota) che porta in meta Leguizamon e Sanchez alla conversione: 0-7 dopo cinque minuti, niente male. Però i Pumas sono sempre gli stessi - irascibili, carissimi, furbissimi - e Guinazù viene sorpreso due volte di fila in quelle piccole ostruzioni che hanno contribuito al mito dei guerrieri latinoamericani: il cartellino giallo al tallonatore costa parecchio, due mete di un elettrico Aaron Smith e un primo tempo comunque chiuso senza strappi né umiliazioni, ma sul 15 a 10 per i padroni di casa. Nella ripresa terza meta dei Neri con Savea ma anche una strana confusione, un'inattesa acquazza lorda in cui i Pumas navigano a piacere chiudendo con uno scarto più che onorevole. Brutte notizie per la terza linea neozelandese, che aveva guidato la haka: l'infortunio di Hamilton lo terrà lontano dal resto del torneo, i gradi di capitano passano a Kieran Read.
Quade, che disastro - Dopo un'attesa di 42 anni, il Sudafrica finalmente vince a Brisbane e lo fa umiliando la giovane, talentuosa, sciagurata Australia. I canguri avevano chiuso sotto (6-16) il primo tempo ma tutto sommato erano rimasti in partita - tra improvvise accelerazioni ed errori imperdonabili - fino al disastroso quarto d'ora finale: quattro mete a zero per gli ospiti che salgono solitari in testa alla classifica (14 punti), mentre i ragazzi di Ewan McKenzie sembrano sempre più dei pulcini bagnati. Su tutti Quade Cooper, incapace di tradurre sul campo quella classe straordinaria che gli scorre nelle vene. Prima meta del pilone Oosthuizen dopo una manciata di minuti, poi i calci di Steyn e Lealifano. Nella ripresa il cartellino giallo a Hooper (placcaggio ribaltato su Habana) spalanca le porte agli ospiti, impeccabili in difesa e cinici in attacco. Diabolico nei raggruppamenti Bismarck du Plessis, efficace Mtawarira nelle fase ordinate, poi la meta decisiva del solito Jean de Villiers, e ancora Kirchner, Le Roux. Poveri canguri, tutti soli in fondo alla classifica.
Risultati: Nuova Zelanda-Argentina 28-13, Australia-Sudafrica 12-38.
Classifica: Sudafrica 14, Nuova Zelanda 13, Argentina 1, Australia 0.