ROMA - Con la sconfitta di Calvisano, battuto a Newcastle dai Falcons per 37 a 15, si chiude un disastroso fine-settimana per il rugby italiano: 5 imbarazzanti rovesci ed una sola vittoria con una squadra di dilettanti portoghesi rappresentano un deludente bilancio su cui la Federazione e il presidente Alfredo Gavazzi – prima ancora che l’Irb, a livello internazionale – farebbero bene a riflettere.
Treviso, che crisi. In Heineken Cup, la Champions ovale, le due franchigie italiane sono state strapazzate da avversari largamente superiori: i Saracens si sono allenati a Parma, superando con facilità le Zebre. Gli inglesi hanno fatto quello che hanno voluto nel primo tempo, e controllato la ripresa dopo aver conquistato anche il punto di bonus: per i tifosi italiani, uno spettacolo avvilente. A Belfast la provincia irlandese di Munster ha travolto una Benetton Treviso allo sbando: 48-0 è un punteggio umiliante per una squadra ambiziosa come quella trevigiana, che ha pagato carissimo tanti errori difensivi ed una disorganizzazione che è inevitabile conseguenza dei pasticci gestionali (con l’allenatore Franco Smith che ha lasciato in anticipo le redini al connazionale Marius Goosen).
Prato non basta. Le quattro semi-professioniste italiane di Amlin Challange Cup avevano esordito con la debàcle francese di Viadana, seppellita di mete dal Bayonne (7-63). Si è andati avanti con il Bath che in Veneto ha fatto a fette il Mogliano (8-55), chiudendo con la sconfitta di Calvisano in Inghilterra. In mezzo il successo di Prato sui Lusitanos XV (40-22), ma che fatica per i toscani. In totale sono 38 mete subìte contro 11 segnate, per una media di 6-7 mete a 2 per ogni partita: forse sarebbe ora di smetterla, con tutte queste umiliazioni.
Treviso, che crisi. In Heineken Cup, la Champions ovale, le due franchigie italiane sono state strapazzate da avversari largamente superiori: i Saracens si sono allenati a Parma, superando con facilità le Zebre. Gli inglesi hanno fatto quello che hanno voluto nel primo tempo, e controllato la ripresa dopo aver conquistato anche il punto di bonus: per i tifosi italiani, uno spettacolo avvilente. A Belfast la provincia irlandese di Munster ha travolto una Benetton Treviso allo sbando: 48-0 è un punteggio umiliante per una squadra ambiziosa come quella trevigiana, che ha pagato carissimo tanti errori difensivi ed una disorganizzazione che è inevitabile conseguenza dei pasticci gestionali (con l’allenatore Franco Smith che ha lasciato in anticipo le redini al connazionale Marius Goosen).
Prato non basta. Le quattro semi-professioniste italiane di Amlin Challange Cup avevano esordito con la debàcle francese di Viadana, seppellita di mete dal Bayonne (7-63). Si è andati avanti con il Bath che in Veneto ha fatto a fette il Mogliano (8-55), chiudendo con la sconfitta di Calvisano in Inghilterra. In mezzo il successo di Prato sui Lusitanos XV (40-22), ma che fatica per i toscani. In totale sono 38 mete subìte contro 11 segnate, per una media di 6-7 mete a 2 per ogni partita: forse sarebbe ora di smetterla, con tutte queste umiliazioni.