ROMA - Il drop di Duncan Weir a 15 secondi dal termine condanna un'Italrugby prima prudente, poi pasticciona ma con un cuore così grande che alla fine sembrava avercela fatta. Invece no. Perché l'apertura della Scozia indovina una traiettoria impossibile e bellissima, firma un giusto sorpasso (20 a 21). Complimenti a Massimo Cuttitta, l'ex pilone italiano che allena gli avanti britannici: la vittoria è soprattutto merito dalle sue scelte nella ripresa. La sconfitta della Banda Brunel suona come una definitiva condanna alle ambizioni ovale azzurre. A meno di miracoli, quest'anno non ci resta che il cucchiaio di legno.
Un inizio rognoso - Con una rimessa laterale disastrosa, ma una solida mischia ordinata, gli azzurri nei primi dieci minuti hanno lasciato il possesso dell'ovale agli scozzesi. Alla prima touche vinta (da Zanni) hanno scatenato una serie di impressionanti ripartenze intorno ai punti di incontro: Barbieri ha perso la palla in avanti a due metri dalla linea di meta, ma Walsh ha fischiato un precedente fuorigioco permettendo ad Allan di aprire le marcature. Laidlow ha risposto più tardi, sigillando un quarto di gara rognoso.
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Allan, il figliol prodigo - L'apertura azzurra falliva un calcio da 35 metri, aumentando il senso di incertezza, ma rimediava 4 minuti più tardi. Il colpo di scena arrivava al 39', su di una mischia ordinata nei 22 avversari guadagnata con coraggio e malizia da Castrogiovanni. La carica di Parisse, il passaggio di Furno e la meta di Tommaso Allan in mezzo ai pali. Il numero 10 trasformava, chiudendo un primo tempo forse troppo prudente e poco ambizioso ma che alla fine premiava la Banda Brunel.
Gori, che pasticcio - Nella ripresa la Scozia cambia il pilone destro e il tallonatore, così cambia l'ordine dei fattori: perché i nostri avanti cominciano a soffrire, Laidlow mette dentro una punizione poi ne spreca un'altra tentando un improbabile attacco. Gori perde un pallone in maniera imperdonabile, sul contrattacco Dunbar vola in meta. E gli azzurri riescono a resuscitare i loro avversari, quando non è ancora passata un'ora di gioco.
Il suicidio perfetto - Brunel prova a correre ai ripari sostituendo tutta la prima linea, ma l'Italia non c'è più con la testa e capitola in maniera esemplare: Cittadini fa un avanti all'altezza dei 22 avversari, Furno ne fa un altro a metà campo e sulla mischia conseguente Cusiter parte, Lamont rompe il placcaggio di Allan, Dunbar si tuffa in meta e Weir trasforma. Un suicidio perfetto.
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Furno e Orquera, non basta - Quando ormai tutto sembra perduto arriva una straordinaria risposta degli azzurri. Nasce da uno strepitoso break di Sarto, poi è Parisse che dà sostegno fino alla corsa finale di Furno, che segna e riacciuffa gli Highlanders. Il piccolo, impossibile Orquera va sulla piazzola e trasforma il calcio più difficile, più lungo e sbilenco. L'Italrugby incredibilmente torna davanti e prova a resistere. Ma a 15 secondi dal termine la mischia ordinata scozzese avanza, l'ovale arriva a Weir. Ed è davvero la fine.
Italia-Scozia 20-21 (13-3)
Marcatori: 13' e 31' pt cp Allan, 22' cp Laidlaw, 39' meta Allan tr. Allan; 6' st cp Laidlaw, 13' meta Dunbar, 27' meta Dunbar tr Weir, 30' st meta Furno tr Orquera, 40' drop Weir.
Italia: McLean - Esposito, Campagnaro, Garcia, Sarto - Allan (28' st Orquera), Gori (24' st Botes) - Parisse, Barbieri (24' st Derbyshire), Zanni (33' st Bortolami) - Furno, Geldenhuys - Castrogiovanni (18' st Cittadini), Ghiraldini (18' st Giazzon), De Marchi (18' st Aguero). A disposizione: Iannone.
Scozia: Hogg - Seymour (15' st Evans), Dunbar (33' st Taylor), Scott, Lamont - Weir, Laidlaw (24' st Cusiter) - Beattie, Fusaro (12' st Denton), Wilson - Hamilton, Gray - Low (1' st Cross), Lawson (1' st Ford), Grant (18' st Dickinson). A disposizione: Swinson.
Arbitro: Walsh (Australia)
Un inizio rognoso - Con una rimessa laterale disastrosa, ma una solida mischia ordinata, gli azzurri nei primi dieci minuti hanno lasciato il possesso dell'ovale agli scozzesi. Alla prima touche vinta (da Zanni) hanno scatenato una serie di impressionanti ripartenze intorno ai punti di incontro: Barbieri ha perso la palla in avanti a due metri dalla linea di meta, ma Walsh ha fischiato un precedente fuorigioco permettendo ad Allan di aprire le marcature. Laidlow ha risposto più tardi, sigillando un quarto di gara rognoso.
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Allan, il figliol prodigo - L'apertura azzurra falliva un calcio da 35 metri, aumentando il senso di incertezza, ma rimediava 4 minuti più tardi. Il colpo di scena arrivava al 39', su di una mischia ordinata nei 22 avversari guadagnata con coraggio e malizia da Castrogiovanni. La carica di Parisse, il passaggio di Furno e la meta di Tommaso Allan in mezzo ai pali. Il numero 10 trasformava, chiudendo un primo tempo forse troppo prudente e poco ambizioso ma che alla fine premiava la Banda Brunel.
Gori, che pasticcio - Nella ripresa la Scozia cambia il pilone destro e il tallonatore, così cambia l'ordine dei fattori: perché i nostri avanti cominciano a soffrire, Laidlow mette dentro una punizione poi ne spreca un'altra tentando un improbabile attacco. Gori perde un pallone in maniera imperdonabile, sul contrattacco Dunbar vola in meta. E gli azzurri riescono a resuscitare i loro avversari, quando non è ancora passata un'ora di gioco.
Il suicidio perfetto - Brunel prova a correre ai ripari sostituendo tutta la prima linea, ma l'Italia non c'è più con la testa e capitola in maniera esemplare: Cittadini fa un avanti all'altezza dei 22 avversari, Furno ne fa un altro a metà campo e sulla mischia conseguente Cusiter parte, Lamont rompe il placcaggio di Allan, Dunbar si tuffa in meta e Weir trasforma. Un suicidio perfetto.
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Furno e Orquera, non basta - Quando ormai tutto sembra perduto arriva una straordinaria risposta degli azzurri. Nasce da uno strepitoso break di Sarto, poi è Parisse che dà sostegno fino alla corsa finale di Furno, che segna e riacciuffa gli Highlanders. Il piccolo, impossibile Orquera va sulla piazzola e trasforma il calcio più difficile, più lungo e sbilenco. L'Italrugby incredibilmente torna davanti e prova a resistere. Ma a 15 secondi dal termine la mischia ordinata scozzese avanza, l'ovale arriva a Weir. Ed è davvero la fine.
Italia-Scozia 20-21 (13-3)
Marcatori: 13' e 31' pt cp Allan, 22' cp Laidlaw, 39' meta Allan tr. Allan; 6' st cp Laidlaw, 13' meta Dunbar, 27' meta Dunbar tr Weir, 30' st meta Furno tr Orquera, 40' drop Weir.
Italia: McLean - Esposito, Campagnaro, Garcia, Sarto - Allan (28' st Orquera), Gori (24' st Botes) - Parisse, Barbieri (24' st Derbyshire), Zanni (33' st Bortolami) - Furno, Geldenhuys - Castrogiovanni (18' st Cittadini), Ghiraldini (18' st Giazzon), De Marchi (18' st Aguero). A disposizione: Iannone.
Scozia: Hogg - Seymour (15' st Evans), Dunbar (33' st Taylor), Scott, Lamont - Weir, Laidlaw (24' st Cusiter) - Beattie, Fusaro (12' st Denton), Wilson - Hamilton, Gray - Low (1' st Cross), Lawson (1' st Ford), Grant (18' st Dickinson). A disposizione: Swinson.
Arbitro: Walsh (Australia)