ROMA - Uno straordinario mosaico di storie, di voci, di colori del rugby. Una lunga corsa con un pallone (ovale) pieno di vento, attraverso due secoli e due mondi. E' la mostra "I fratelli Vinci, nel nome l'onore", che sarà presentata venerdì alle ore 18 presso il Circolo del Tennis al Foro Italico di viale dei Gladiatori 31. La mostra, a cura della Fondazione Il Museo del Rugby, Fango e Sudore, è un omaggio alla famiglia Vinci, che contribuì a far conoscere il rugby a Roma dal 1927: è l'anno della fondazione, da una costola della Polisportiva Lazio, della Rugby Lazio. Dalla cui esperienza, qualche anno dopo, nel 1930, sarebbe nata la Rugby Roma. La squadra romana vinse quattro campionati di eccellenza (dal 1930 al 1949) e diede tanti giocatori alla nostra Nazionale. Tra questi i quattro fratelli Vinci: Eugenio (Vinci I), Paolo (Vinci II), Francesco (Vinci III), Piero (Vinci IV), che parteciparono alla prima sfida della nazionale italiana di rugby nel 1929. La Rugby Roma fu fondata nella casa, in via di Villa Torlonia 10, dell'ambasciatore Adolfo Vinci, padre dei quattro ragazzi, insieme a un gruppo di amici appassionati, legati all'ambiente internazionale: Tullio e Giuseppe Bigi, argentini alla cui squadra, la San Isidro di Buenos Aires, si ispira la maglia della nuova formazione a strisce bianco e nere orizzontali; Ernesto Nathan, di origine anglosassone (sindaco di Roma dal 1907 al 1913) e suo nipote Goffredo, che ha giocato a Oxford, e partecipato all'avventura dei Vinci con la Rugby Lazio del 1927. Goffredo è il primo allenatore della rugby Roma, a cui seguirà Eugenio Vinci.
I quattro fratelli, nati il primo a Santo Domingo, gli altri due a New York e l'ultimo a Briey in Francia, avevano seguito il padre nell'America del Nord, del Centro e del Sud (Messico e Argentina) e avevano assimilato la passione dello sport, soprattutto del rugby. Paolo e Francesco fondarono nel 1951 una nuova squadra: la Lazio Rugby che nei colori della maglia bianca e azzurra, si differenziava dalla squadra del 1927, bianca e celeste.
La mostra è nata dall'impegno della Fondazione "Il Museo del Rugby, Fango e Sudore" e di Anna Vinci, figlia di Francesco e Mariella, che sui campi dell'Acqua Acetosa è cresciuta, insieme ad altri bambini e bambine che seguivano i loro padri.
"Intorno ad Anna Vinci e a Corrado Mattoccia, presidente della fondazione", spiegano gli organizzatori, "un gruppo di appassionati generosi ha permesso la realizzazione di questo progetto, completamente autofinanziato, omaggio a una storia del rugby romano. Le fotografie originali, donate al Museo del Rugby che ha già raccolto oltre 1500 maglie e numerosi reperti, attualmente conservati a Colleferro, vogliono dare voce alla volontà di trovare nella Capitale dei locali adeguati alla memoria a alla realtà in sviluppo di questo sport. La mostra prodotta dalla Ila Palma, in collaborazione con la Galleria d'Arte Le Muse, ha ricevuto il patrocino della Federazione Italiana Rugby e dell'Assessorato Qualità della Vita, Sport e Benessere di Roma Capitale".
I quattro fratelli, nati il primo a Santo Domingo, gli altri due a New York e l'ultimo a Briey in Francia, avevano seguito il padre nell'America del Nord, del Centro e del Sud (Messico e Argentina) e avevano assimilato la passione dello sport, soprattutto del rugby. Paolo e Francesco fondarono nel 1951 una nuova squadra: la Lazio Rugby che nei colori della maglia bianca e azzurra, si differenziava dalla squadra del 1927, bianca e celeste.
La mostra è nata dall'impegno della Fondazione "Il Museo del Rugby, Fango e Sudore" e di Anna Vinci, figlia di Francesco e Mariella, che sui campi dell'Acqua Acetosa è cresciuta, insieme ad altri bambini e bambine che seguivano i loro padri.
"Intorno ad Anna Vinci e a Corrado Mattoccia, presidente della fondazione", spiegano gli organizzatori, "un gruppo di appassionati generosi ha permesso la realizzazione di questo progetto, completamente autofinanziato, omaggio a una storia del rugby romano. Le fotografie originali, donate al Museo del Rugby che ha già raccolto oltre 1500 maglie e numerosi reperti, attualmente conservati a Colleferro, vogliono dare voce alla volontà di trovare nella Capitale dei locali adeguati alla memoria a alla realtà in sviluppo di questo sport. La mostra prodotta dalla Ila Palma, in collaborazione con la Galleria d'Arte Le Muse, ha ricevuto il patrocino della Federazione Italiana Rugby e dell'Assessorato Qualità della Vita, Sport e Benessere di Roma Capitale".