ROMA - Stanca e demotivata, l'Italia si liquefa al sole di un Olimpico in festa, nonostante tutto. Si arrende all'Inghilterra (11-52) e ad un rugby che non le appartiene più: il divario tra la squadra azzurra e le altre del Sei Nazioni - anche la Scozia sì, che il mese scorso ha rifilato una bella lezione alla Banda Brunel - non è mai stato così ampio, desolante. Cinque sconfitte, mai 'cucchiaio di legno' è stato più meritato. Sembra di essere tornati indietro di vent'anni. Del bel torneo della passata stagione non è rimasto più nulla. Gli azzurri sembrano giocare un altro sport: lento, confuso, triste. Vecchio. E' anche e soprattutto il fallimento della miope gestione del movimento italiano dal Duemila ad oggi, cui le alchimie di Jacques Brunel non possono sempre porre rimedio. Sette mete a una. C'è bisogno di aggiungere altro?
"Oj vita mia" - Gli azzurri sono rimasti in vantaggio per 4 minuti soli, grazie ad una punizione di Orquera annunciata dal pubblico, che intonava: 'Oj vita mia'. Poi la replica al piede di Farrell ma soprattutto una chirurgica meta di Brown, innescata da una percussione di Vunipola, sostenuta da Burrell che impegnava tre avversari e accompagnata da un mancato placcaggio di Campagnaro. Il secondo centro italiano ha provato a farsi perdonare qualche minuto dopo, recuperando un ovale ed offrendolo a Sarto per un contropiede che la giovane ala - egoista - ha mandato a ramengo.
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Le crepe azzurre - Solida in mischia ordinata, imprecisa però in rimessa laterale, l'Italia si aggrappava ad un altro calcio di Orquera e alla difesa di Esposito e Sarto ma poi cedeva ancora, inevitabilmente: Morgan e Vunipola aprivano crepe nel muro azzurro, poi Care con un guizzo lanciava Farrell oltre l'ultima trincea. Il divario s'allargava di brutto con la terza meta, la seconda personale di Brown, che - dopo l'ennesimo disastro azzurro in touche - tagliava in mezzo al campo chiudendo un primo tempo a senso unico (6-24).
Il calvario della ripresa - La ripresa è un calvario, reso ancora più duro dall'espulsione temporanea di Bortolami. Segna Nowell, raddoppia Vunipola: sarà che non c'è Castrogiovanni, fratello della sua fidanzata, ma il pilone maltratta impunemente gli italiani. Gli azzurri poi ci aggiungono del loro, disastrosi ogni volta che si ritrovano l'ovale in mano. Tuilagi travolge e calpesta prima Allan poi McLean, che umiliazione.
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Sarto, una meta casuale - L'Italia può segnare solo per caso, e infatti succede con Sarto che artiglia un passaggio e si tuffa in meta, mentre il pubblico - commovente per entusiasmo - intona Fratelli d'Italia. Naturalmente Allan non trasforma, coerente con l'imprecisione delle altre partite. La mischia ordinata azzurra viene sballottata di qua e di là: era il nostro totem, è finito pure quello. La meta allo scadere di Robshaw è la lapide sulla peggiore Italrugby di sempre.
Il torneo all'Irlanda - Alla fine è l'Irlanda a trionfare nel Sei Nazioni. I 'Verdi' si sono imposti a Parigi per 22-20 sulla Francia, rendendo così inutile il largo successo dell'Inghilterra. Gran finale di carriera, dunque, per Brian O'Driscoll, che guida la sua squadra ad un'impresa allo Stade de France che non riusciva da ben 14 anni.
Italia-Inghilterra 11-52 (6-24)
Marcatori: 6' e 22' pt cp Orquera, 10' cp Farrell, 12' meta Brown tr Farrell, 32' meta Farrell tr Farrell, 38' meta Brown tr Farrell; 12' st meta Nowell tr Farrell, 21' meta Vunipola tr Farrell, 27' meta Tuilagi tr Farrell, 28' meta Sarto, 40' st meta Robshaw tr Farrell
Italia: McLean - Esposito, Campagnaro, Garcia (32' st Masi), Sarto - Orquera (3' st Allan), Tebaldi (26' st Gori) - Parisse, Barbieri, Furno (15' st Derbyshire, 22' st Biagi) - Bortolami, Geldenhuys - Cittadini (6' st De Marchi), Ghiraldini, Aguero (6' st Rizzo). A disposizione: Giazzon.
Inghilterra: Brown - Nowell, Burrell (14' st Tuilagi), Twelvetrees, May - Farrell, Care - Morgan, Robshaw, Wood - Lawes, Launchbury - Wilson, Hartley, Vunipola. A disposizione: Youngs, Mullan, Thomas, Attwood, Johnson, Dickson, Ford.
Arbitro: Gauzere (Fra)
Note: 10' st cartellino giallo a Bortolami
"Oj vita mia" - Gli azzurri sono rimasti in vantaggio per 4 minuti soli, grazie ad una punizione di Orquera annunciata dal pubblico, che intonava: 'Oj vita mia'. Poi la replica al piede di Farrell ma soprattutto una chirurgica meta di Brown, innescata da una percussione di Vunipola, sostenuta da Burrell che impegnava tre avversari e accompagnata da un mancato placcaggio di Campagnaro. Il secondo centro italiano ha provato a farsi perdonare qualche minuto dopo, recuperando un ovale ed offrendolo a Sarto per un contropiede che la giovane ala - egoista - ha mandato a ramengo.
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Le crepe azzurre - Solida in mischia ordinata, imprecisa però in rimessa laterale, l'Italia si aggrappava ad un altro calcio di Orquera e alla difesa di Esposito e Sarto ma poi cedeva ancora, inevitabilmente: Morgan e Vunipola aprivano crepe nel muro azzurro, poi Care con un guizzo lanciava Farrell oltre l'ultima trincea. Il divario s'allargava di brutto con la terza meta, la seconda personale di Brown, che - dopo l'ennesimo disastro azzurro in touche - tagliava in mezzo al campo chiudendo un primo tempo a senso unico (6-24).
Il calvario della ripresa - La ripresa è un calvario, reso ancora più duro dall'espulsione temporanea di Bortolami. Segna Nowell, raddoppia Vunipola: sarà che non c'è Castrogiovanni, fratello della sua fidanzata, ma il pilone maltratta impunemente gli italiani. Gli azzurri poi ci aggiungono del loro, disastrosi ogni volta che si ritrovano l'ovale in mano. Tuilagi travolge e calpesta prima Allan poi McLean, che umiliazione.
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Sarto, una meta casuale - L'Italia può segnare solo per caso, e infatti succede con Sarto che artiglia un passaggio e si tuffa in meta, mentre il pubblico - commovente per entusiasmo - intona Fratelli d'Italia. Naturalmente Allan non trasforma, coerente con l'imprecisione delle altre partite. La mischia ordinata azzurra viene sballottata di qua e di là: era il nostro totem, è finito pure quello. La meta allo scadere di Robshaw è la lapide sulla peggiore Italrugby di sempre.
Il torneo all'Irlanda - Alla fine è l'Irlanda a trionfare nel Sei Nazioni. I 'Verdi' si sono imposti a Parigi per 22-20 sulla Francia, rendendo così inutile il largo successo dell'Inghilterra. Gran finale di carriera, dunque, per Brian O'Driscoll, che guida la sua squadra ad un'impresa allo Stade de France che non riusciva da ben 14 anni.
Italia-Inghilterra 11-52 (6-24)
Marcatori: 6' e 22' pt cp Orquera, 10' cp Farrell, 12' meta Brown tr Farrell, 32' meta Farrell tr Farrell, 38' meta Brown tr Farrell; 12' st meta Nowell tr Farrell, 21' meta Vunipola tr Farrell, 27' meta Tuilagi tr Farrell, 28' meta Sarto, 40' st meta Robshaw tr Farrell
Italia: McLean - Esposito, Campagnaro, Garcia (32' st Masi), Sarto - Orquera (3' st Allan), Tebaldi (26' st Gori) - Parisse, Barbieri, Furno (15' st Derbyshire, 22' st Biagi) - Bortolami, Geldenhuys - Cittadini (6' st De Marchi), Ghiraldini, Aguero (6' st Rizzo). A disposizione: Giazzon.
Inghilterra: Brown - Nowell, Burrell (14' st Tuilagi), Twelvetrees, May - Farrell, Care - Morgan, Robshaw, Wood - Lawes, Launchbury - Wilson, Hartley, Vunipola. A disposizione: Youngs, Mullan, Thomas, Attwood, Johnson, Dickson, Ford.
Arbitro: Gauzere (Fra)
Note: 10' st cartellino giallo a Bortolami