ROMA - Sottovoce e tra mille incertezze, l'Italrugby affronta sabato a Suva le Isole Fiji nel primo di tre sgraditi ma inevitabili test-match. Dal punto di vista tecnico ed etico è il momento più basso nella storia del movimento ovale, c'è il rischio concreto che le tre partite nel Pacifico - le Samoa ad Apia una settimana più tardi, si chiude il 21 a Tokio con il Giappone - possano ulteriormente aggravare la crisi azzurra.
Sull'orlo di una crisi di nervi - La Nazionale reduce da un disastroso Sei Nazioni, le due franchigie umiliate in Heineken Cup e in fondo alla classifica della lega celtica, le altre squadre sconfitte in Europa con 50 punti di scarto e passa, un campionato di Eccellenza chiuso tra polemiche arbitrali che neanche il calcio. Il presidente della Fir, Alfredo Gavazzi, in questi giorni è contestato perché guarderebbe con troppa indulgenza al suo club, Calvisano. A lasciare perplessi è soprattutto la megalomane gestione dell'attività giovanile, con un numero di Accademie superiore a quello della Nuova Zelanda ma risultati da terzo mondo (qualche giorno fa gli azzurrini dell'U20 sono stati sconfitti 63-3 dall'Inghilterra). Dicono che il ct Jacques Brunel non abbia apprezzato le chiacchiere che riecheggiano dalla Francia, dove qualche collega già giura che ne prenderà il posto al termine dei Mondiali del prossimo anno. La rassegna iridata rischia di essere un punto di non ritorno per questo sport, che chissà per quanto tempo - in assenza di risultati - continuerà ad essere così amato dagli italiani.
Una squadra troppo 'matura' - Nel pieno della crisi ecco tre appuntamenti difficili, che l'Italrugby avrebbe dovuto affrontare con talenti giovani e freschi ma in magazzino non c'è nulla. E allora sabato Brunel si affida alla vecchia guardia - Bortolami e Mauro Bergamasco tra gli altri - inserendo l'esordiente Guglielmo Palazzani, che ha 23 anni e alle Zebre gioca estremo. "La squadra che abbiamo scelto ha un'ottima base di esperienza, specialmente nel pacchetto di mischia", spiega il ct. "Ma come sempre puntiamo anche sull'entusiasmo e sulla voglia di mettersi in mostra di alcuni giovani". Assente Sergio Parisse, la maglia numero 8 sarà di Manoa Vosawai, figiano d'Italia, dal 2007 nel giro azzurro dopo aver guidato come capitano le Fiji U21: "Quella di sabato è sicuramente un'ottima chance per mettersi in mostra. Sarà un momento emozionante".
Geldenhuys capitano - La partita si gioca alle 5 di mattina italiane. I figiani ci sono davanti nel ranking mondiale e schierano una squadra di internazionali capitanata da Akapusi Qera. Il suo omologo azzurro sarà Quentin Geldenhuys, di origini sudafricane. "Sicuramente il pacchetto di mischia è un nostro punto di forza, c'è molta esperienza tra i primi otto uomini e la battaglia inizierà lì - dice - ma noi siamo qui per giocare un bel rugby, muovere il pallone, non solo per sfidare i figiani con la mischia". Questa la formazione azzurra: McLean - Sarto, Campagnaro, Sgarbi, Venditti - Orquera, Palazzani - Vosawai, Bergamasco, Furno - Bortolami, Geldenhuys - Cittadini, Ghiraldini, Aguero. A disposizione: Giazzon, Andrea e Alberto De Marchi, Biagi, Derbyshire, Tebaldi, Allan.
Sull'orlo di una crisi di nervi - La Nazionale reduce da un disastroso Sei Nazioni, le due franchigie umiliate in Heineken Cup e in fondo alla classifica della lega celtica, le altre squadre sconfitte in Europa con 50 punti di scarto e passa, un campionato di Eccellenza chiuso tra polemiche arbitrali che neanche il calcio. Il presidente della Fir, Alfredo Gavazzi, in questi giorni è contestato perché guarderebbe con troppa indulgenza al suo club, Calvisano. A lasciare perplessi è soprattutto la megalomane gestione dell'attività giovanile, con un numero di Accademie superiore a quello della Nuova Zelanda ma risultati da terzo mondo (qualche giorno fa gli azzurrini dell'U20 sono stati sconfitti 63-3 dall'Inghilterra). Dicono che il ct Jacques Brunel non abbia apprezzato le chiacchiere che riecheggiano dalla Francia, dove qualche collega già giura che ne prenderà il posto al termine dei Mondiali del prossimo anno. La rassegna iridata rischia di essere un punto di non ritorno per questo sport, che chissà per quanto tempo - in assenza di risultati - continuerà ad essere così amato dagli italiani.
Una squadra troppo 'matura' - Nel pieno della crisi ecco tre appuntamenti difficili, che l'Italrugby avrebbe dovuto affrontare con talenti giovani e freschi ma in magazzino non c'è nulla. E allora sabato Brunel si affida alla vecchia guardia - Bortolami e Mauro Bergamasco tra gli altri - inserendo l'esordiente Guglielmo Palazzani, che ha 23 anni e alle Zebre gioca estremo. "La squadra che abbiamo scelto ha un'ottima base di esperienza, specialmente nel pacchetto di mischia", spiega il ct. "Ma come sempre puntiamo anche sull'entusiasmo e sulla voglia di mettersi in mostra di alcuni giovani". Assente Sergio Parisse, la maglia numero 8 sarà di Manoa Vosawai, figiano d'Italia, dal 2007 nel giro azzurro dopo aver guidato come capitano le Fiji U21: "Quella di sabato è sicuramente un'ottima chance per mettersi in mostra. Sarà un momento emozionante".
Geldenhuys capitano - La partita si gioca alle 5 di mattina italiane. I figiani ci sono davanti nel ranking mondiale e schierano una squadra di internazionali capitanata da Akapusi Qera. Il suo omologo azzurro sarà Quentin Geldenhuys, di origini sudafricane. "Sicuramente il pacchetto di mischia è un nostro punto di forza, c'è molta esperienza tra i primi otto uomini e la battaglia inizierà lì - dice - ma noi siamo qui per giocare un bel rugby, muovere il pallone, non solo per sfidare i figiani con la mischia". Questa la formazione azzurra: McLean - Sarto, Campagnaro, Sgarbi, Venditti - Orquera, Palazzani - Vosawai, Bergamasco, Furno - Bortolami, Geldenhuys - Cittadini, Ghiraldini, Aguero. A disposizione: Giazzon, Andrea e Alberto De Marchi, Biagi, Derbyshire, Tebaldi, Allan.