TOKYO - I giapponesi che chiedono di rigiocare la mischia ordinata, di confrontarsi di nuovo sul piano fisico con gli avanti azzurri. E che dopo l'introduzione dell'ovale trascinano per metri - fino all'inferno - il fantasma dell'Italrugby. Ecco, questa è la fotografia di una crisi inarrestabile, di un disastro annunciato, di un fallimento che ha responsabili precisi: i vertici del movimento, incapaci di gestire sul piano culturale - prima ancora che tecnico - la svolta epocale arrivata nel Duemila con l'ingresso nel Sei Nazioni. Impegnati a gestire il cosiddetto marketing e l'innocente entusiasmo di vedeva nella Nazionale di rugby un riscatto sportivo e morale alle miserie del calcio, abili nel garantirsi il consenso politico sul territorio - distribuendo aiuti economici a pioggia - ma assenti nel vero compito loro assegnato: fare crescere questo sport sul campo, costruire giocatori ed appassionati, dare sostanza ad un sogno.
UMILIATI DAI GIAPPONESI - Così la mischia dell'Italrugby, un tempo nostro fiore all'occhiello, viene umiliata dai piccoli ma caparbi, orgogliosi, sportivi giapponesi. Gli azzurri si arrendono a Tokio (23-26), chiudendo un tour per niente 'pacifico': 3 sconfitte su 3, 8 consecutive, 12 negli ultimi 13 incontri. La squadra protagonista di un effervescente Sei Nazioni nel 2013 non c'è più, sparpagliata tra beghe da cortile e interessi bottegai. Tra un anno si va al mondiale d'Inghilterra, ma con che coraggio? Dicono che il ct Jacques Brunel potrebbe essere silurato da un momento all'altro: oggi è sicuramente sul banco dei colpevoli, ma cacciarlo sarebbe l'ennesimo errore di una gestione sciagurata.
[[ge:rep-locali:repubblica:89636008]]
AZZURRI VECCHI E STANCHI - Vecchia, stanca e sfiduciata, la squadra azzurra è stata dominata per tutto l'incontro dai padroni di casa, passati in vantaggio dopo soli 4' grazie ad un'incertezza difensiva. Chiuso in parità il primo tempo, complice una meta tecnica in favore degli azzurri mentre Tebaldi stava lanciando Venditti oltre l'ultima linea, l'Italrugby ha continuato tra errori e indecisioni, subendo una nuova marcatura e cercando di recuperare solo nel finale con Barbieri. Troppo tardi. E' il momento peggiore nella storia ovale italiana, c'è il rischio concreto di essere superati anche dalla Georgia nel ranking mondiale (siamo al quattordicesimo posto).
LE AMNESIE DI BRUNEL - Sarebbe troppo facile denunciare l'approssimazione tecnica e fisica di almeno metà degli atleti scesi in campo. Le amnesie di Brunel e del suo staff, nelle scelte di gioco e giocatori. Gli azzurri più solidi in campo sono parsi un australiano, McLean, ed un sudafricano, Geldenhuys. E questa è un'altra fotografia.
Giappone-Italia 26-23 (13-13)
Marcatori: p. t. 5' m. Yamada tr. Goromaru, 8' cp. Orquera, 13' cp. Goromaru, 18' m. tecnica Italia tr. Orquera, 23' cp. Goromaru, 36' cp. Orquera; s. t. 3' cp. Goromaru, 7' cp. Goromaru, 12' cp. Orquera, 19' m. Sa'u tr. Goromaru , 34' m. Barbieri tr. Allan (26-23)
Giappone: Goromaru; Yamada, Sa'u, Tamura, Fukuoka; Tatekawa, Tanaka; Holani (20' st. Tui), Leitch, Ives; Thompson, Ito (25' st. Makabe); Hatakeyama (34' st. Yamashita), Horie (23' st. Hirashima), Mikami. All. Jones
Italia: McLean; Sarto (34' st. Iannone), Campagnaro, Garcia, Venditti; Orquera (34' st. Allan), Tebaldi (25' st. Palazzani); Barbieri, Bergamasco Ma. (20' st. Vosawai), Furno; Bortolami (29' st. Fuser), Geldenhuys (cap); Cittadini (20' st. Chistolini), Ghiraldini (27' st. Manici), De Marchi Al. (20' st. De Marchi An.). All. Brunel
UMILIATI DAI GIAPPONESI - Così la mischia dell'Italrugby, un tempo nostro fiore all'occhiello, viene umiliata dai piccoli ma caparbi, orgogliosi, sportivi giapponesi. Gli azzurri si arrendono a Tokio (23-26), chiudendo un tour per niente 'pacifico': 3 sconfitte su 3, 8 consecutive, 12 negli ultimi 13 incontri. La squadra protagonista di un effervescente Sei Nazioni nel 2013 non c'è più, sparpagliata tra beghe da cortile e interessi bottegai. Tra un anno si va al mondiale d'Inghilterra, ma con che coraggio? Dicono che il ct Jacques Brunel potrebbe essere silurato da un momento all'altro: oggi è sicuramente sul banco dei colpevoli, ma cacciarlo sarebbe l'ennesimo errore di una gestione sciagurata.
[[ge:rep-locali:repubblica:89636008]]
AZZURRI VECCHI E STANCHI - Vecchia, stanca e sfiduciata, la squadra azzurra è stata dominata per tutto l'incontro dai padroni di casa, passati in vantaggio dopo soli 4' grazie ad un'incertezza difensiva. Chiuso in parità il primo tempo, complice una meta tecnica in favore degli azzurri mentre Tebaldi stava lanciando Venditti oltre l'ultima linea, l'Italrugby ha continuato tra errori e indecisioni, subendo una nuova marcatura e cercando di recuperare solo nel finale con Barbieri. Troppo tardi. E' il momento peggiore nella storia ovale italiana, c'è il rischio concreto di essere superati anche dalla Georgia nel ranking mondiale (siamo al quattordicesimo posto).
LE AMNESIE DI BRUNEL - Sarebbe troppo facile denunciare l'approssimazione tecnica e fisica di almeno metà degli atleti scesi in campo. Le amnesie di Brunel e del suo staff, nelle scelte di gioco e giocatori. Gli azzurri più solidi in campo sono parsi un australiano, McLean, ed un sudafricano, Geldenhuys. E questa è un'altra fotografia.
Giappone-Italia 26-23 (13-13)
Marcatori: p. t. 5' m. Yamada tr. Goromaru, 8' cp. Orquera, 13' cp. Goromaru, 18' m. tecnica Italia tr. Orquera, 23' cp. Goromaru, 36' cp. Orquera; s. t. 3' cp. Goromaru, 7' cp. Goromaru, 12' cp. Orquera, 19' m. Sa'u tr. Goromaru , 34' m. Barbieri tr. Allan (26-23)
Giappone: Goromaru; Yamada, Sa'u, Tamura, Fukuoka; Tatekawa, Tanaka; Holani (20' st. Tui), Leitch, Ives; Thompson, Ito (25' st. Makabe); Hatakeyama (34' st. Yamashita), Horie (23' st. Hirashima), Mikami. All. Jones
Italia: McLean; Sarto (34' st. Iannone), Campagnaro, Garcia, Venditti; Orquera (34' st. Allan), Tebaldi (25' st. Palazzani); Barbieri, Bergamasco Ma. (20' st. Vosawai), Furno; Bortolami (29' st. Fuser), Geldenhuys (cap); Cittadini (20' st. Chistolini), Ghiraldini (27' st. Manici), De Marchi Al. (20' st. De Marchi An.). All. Brunel