ROMA - L'Italrugby chiude per la prima volta il suo bilancio in leggero passivo. E la colpa è anche del Papa. "Un anno fa sembrava che il Santo Padre dovesse venire a vedere la sua Argentina giocare all'Olimpico con gli azzurri. Invece no. E' poi finita con un flop in termini di pubblico". Parola di Alfredo Gavazzi, presidente della Federazione ovale. Il disavanzo 2013 sarà di circa 150.000 euro. "Poca roba, legata ai mancati introiti (anche televisivi) per i test-match autunnali. Ma la cosa importante è che abbiamo investito molto, soprattutto sui giovani italiani".
Eccellenza, via col 'derby day'. Gavazzi ha parlato a margine della presentazione del campionato di Eccellenza, che quest'anno assegnerà lo scudetto numero 85. Dieci squadre al via, con i campioni in carica del Calvisano nel ruolo di favoriti insieme a Rovigo, poi Viadana, Mogliano e Padova a fare da outsider, due club romani (Fiamme Oro, Lazio) e l'Aquila neopromossa più i veneti di San Donà e i toscani di Prato. Si comincia sabato con i primi tre incontri, poi domenica è il "derby day": il suggestivo Battaglini di Rovigo ospiterà prima la sfida tra Mogliano e San Donà, quindi Rovigo-Petrarca Padova. Un torneo molto 'italiano' e con tanti ragazzi: oltre la metà degli atleti è nata dopo il 1 gennaio 92, gli stranieri sono solo venti. Talenti come Tommaso Castello, centro e capitano di Calvisano, che puntano a vincere il campionato ma anche a trovare la prossima stagione un ingaggio nelle due franchigie (Benetton Treviso, Zebre) che rappresentano il nostro rugby di club a livello internazionale.
La crisi della tivù. "L'obiettivo principale rimane quello di puntare sui nostri giovani", spiega Gavazzi. Che nel futuro prossimo vorrebbe portare a 40 i centri di formazione italiani, con una selezione azzurra Under 20 protagonista in Eccellenza e due Under 19 nella seria A. "Migliorare il livello individuale dei giocatori e dei loro allenatori: ma per farlo ci vogliono pazienza e soldi". Il denaro sembra essere il punto dolente, dopo tanti anni di vacche grasse: gli sponsor restano concentrati sulla Nazionale (per ora), la copertura televisiva latita un po'. Anche se per la prima volta le partite della stagione saranno tutte in 'chiaro': la Celtic League su Nuvolari, i test-match autunnali e il Sei Nazioni su DMax. E il campionato di Eccellenza sulla Rai, ma solo dalla terza giornata. "In un anno abbiamo perso quasi mezzo milione di euro in diritti tv. Purtroppo la crisi investe tutti i settori, e anche noi veniamo penalizzati. Abbiamo cominciato a risparmiare sulle franchigie, continuando ad investire sul movimento. Serve una maggiore collaborazione tra club e Nazionale", dice. E fa l'esempio di Haimona: "Giocava nel Piacenza, è stato preso dal Calvisano per fargli fare un passo decisivo verso la Nazionale". Eleggibile, sarà la nuova apertura azzurra insieme a Tommaso Allan.
Tre 'italiani' dal Pacifico. La ricerca di talenti in chiave Nazionale non si limita però solo all'Italia. Un altro vecchio pallino di Gavazzi è la nelle isole del Pacifico a giovanissimi atleti che nel giro di pochi anni possano diventare 'italianì e vestire la maglia azzurra. Quest'estate ha mandato due osservatori a Figi e Samoa. "Abbiamo individuato alcune opportunità, ma dovremo aspettare la fine dei loro campionati. A gennaio potrebbero arrivare uno, due o al massimo tre giocatori. Però la nostra priorità rimane quella di far crescere i nostri ragazzi".
Il fattore 'C'. Sul campo, per l'Italrugby è stato un anno orribile. "Abbiamo anche inserito tanti ragazzi. Con un po' più di esperienza non avremmo perso tutte quelle partite per colpa di qualche punticino. E gli infortuni di giocatori-chiave come Favaro, Minto, Zanni. Nella vita, poi, ci vuole anche un po' di culo. Quello ci è mancato. Per ora. Io sono ottimista per il futuro"
Eccellenza, via col 'derby day'. Gavazzi ha parlato a margine della presentazione del campionato di Eccellenza, che quest'anno assegnerà lo scudetto numero 85. Dieci squadre al via, con i campioni in carica del Calvisano nel ruolo di favoriti insieme a Rovigo, poi Viadana, Mogliano e Padova a fare da outsider, due club romani (Fiamme Oro, Lazio) e l'Aquila neopromossa più i veneti di San Donà e i toscani di Prato. Si comincia sabato con i primi tre incontri, poi domenica è il "derby day": il suggestivo Battaglini di Rovigo ospiterà prima la sfida tra Mogliano e San Donà, quindi Rovigo-Petrarca Padova. Un torneo molto 'italiano' e con tanti ragazzi: oltre la metà degli atleti è nata dopo il 1 gennaio 92, gli stranieri sono solo venti. Talenti come Tommaso Castello, centro e capitano di Calvisano, che puntano a vincere il campionato ma anche a trovare la prossima stagione un ingaggio nelle due franchigie (Benetton Treviso, Zebre) che rappresentano il nostro rugby di club a livello internazionale.
La crisi della tivù. "L'obiettivo principale rimane quello di puntare sui nostri giovani", spiega Gavazzi. Che nel futuro prossimo vorrebbe portare a 40 i centri di formazione italiani, con una selezione azzurra Under 20 protagonista in Eccellenza e due Under 19 nella seria A. "Migliorare il livello individuale dei giocatori e dei loro allenatori: ma per farlo ci vogliono pazienza e soldi". Il denaro sembra essere il punto dolente, dopo tanti anni di vacche grasse: gli sponsor restano concentrati sulla Nazionale (per ora), la copertura televisiva latita un po'. Anche se per la prima volta le partite della stagione saranno tutte in 'chiaro': la Celtic League su Nuvolari, i test-match autunnali e il Sei Nazioni su DMax. E il campionato di Eccellenza sulla Rai, ma solo dalla terza giornata. "In un anno abbiamo perso quasi mezzo milione di euro in diritti tv. Purtroppo la crisi investe tutti i settori, e anche noi veniamo penalizzati. Abbiamo cominciato a risparmiare sulle franchigie, continuando ad investire sul movimento. Serve una maggiore collaborazione tra club e Nazionale", dice. E fa l'esempio di Haimona: "Giocava nel Piacenza, è stato preso dal Calvisano per fargli fare un passo decisivo verso la Nazionale". Eleggibile, sarà la nuova apertura azzurra insieme a Tommaso Allan.
Tre 'italiani' dal Pacifico. La ricerca di talenti in chiave Nazionale non si limita però solo all'Italia. Un altro vecchio pallino di Gavazzi è la nelle isole del Pacifico a giovanissimi atleti che nel giro di pochi anni possano diventare 'italianì e vestire la maglia azzurra. Quest'estate ha mandato due osservatori a Figi e Samoa. "Abbiamo individuato alcune opportunità, ma dovremo aspettare la fine dei loro campionati. A gennaio potrebbero arrivare uno, due o al massimo tre giocatori. Però la nostra priorità rimane quella di far crescere i nostri ragazzi".
Il fattore 'C'. Sul campo, per l'Italrugby è stato un anno orribile. "Abbiamo anche inserito tanti ragazzi. Con un po' più di esperienza non avremmo perso tutte quelle partite per colpa di qualche punticino. E gli infortuni di giocatori-chiave come Favaro, Minto, Zanni. Nella vita, poi, ci vuole anche un po' di culo. Quello ci è mancato. Per ora. Io sono ottimista per il futuro"