ROMA - Niente sesso, siamo rugbisti. Alla vigilia del tour europeo e ad un anno dai mondiali inglesi, Ewen McKenzie lascia l'incarico di allenatore dell'Australia. Ma l'ennesima sconfitta dei canguri con gli All Blacks - un rocambolesco e frustrante 28-29 nella Bledisloe Cup giocata qualche ora fa a Canberra - ufficialmente conta poco. Le clamorose dimissioni del tecnico sarebbero invece legate ai pettegolezzi su di un suo presunto legame con la business team manager dei Wallabies, Di Patston, che a sua volta aveva da poco abbandonato l'incarico dopo l'inelegante tweet di uno dei fuoriclasse della squadra, l'estremo Kurtley Beale. Perché la presunta relazione tra McKenzie e la Patston - sempre smentita con furibondo piglio dal corpulento coach - era diventato l'argomento preferito dello spogliatoio australiano, e tutto sommato un comodo alibi per i giocatori, regolarmente battuti dai tradizionali rivali neozelandesi e sudafricani, ma di recente costretti ad inchinarsi anche davanti ai Pumas argentini.
McKenzie, che da pilone aveva vinto i mondiali nel 1991 per i Wallabies, nel luglio 2013 aveva preso il posto del deludente Robbie Deans ai comandi della corazzata australiana. Dicono che da qualche mese avesse completamente perso la concentrazione e il controllo della squadra, quando lo sgradevole messaggio di Beale - che voleva ironizzare con i compagni di squadra sulla storia tra la manager e l'allenatore - era stato casualmente intercettato da Di Patston e poi reso pubblico. Il giocatore si è scusato in tutti i modi ma è stato lasciato a casa per punizione, nonostante le proteste degli altri giocatori. McKenzie ha provato a riprendere il timone del gruppo ma evidentemente c'era qualcosa che non andava più. E l'ultima, beffarda sconfitta con i campioni del mondo neozelandesi - che allo scadere hanno ribaltato il risultato a loro favore - ha fatto il resto. "Ha lottato per due settimane, cercando di riguadagnare il rispetto di atleti e staff", ha spiegato Bill Pulver, Ceo dell'Australian Rugby Union, "ma la situazione per Ewen si era fatta veramente sgradevole".
Adesso i canguri, due volte vincitori della Coppa del mondo, sono proprio nei guai. Stanno per partire per la tournée nel Vecchio Continente - incontreranno tra due settimane a Twickenham i Barbarians, poi Francia, Irlanda e Inghilterra - e non hanno più una guida: il prossimo allenatore potrebbe essere Jack White - già tecnico del Sudafrica mondiale del 2007: però ha già preso un accorso per seguire in questo autunno le trasferte europee di Tonga -, l'alternativa è Michael Cheika, attuale coach dei Warathas. Ma qualcuno dovrà introdurre una clausola nel nuovo contratto: niente sesso, siamo rugbisti.
McKenzie, che da pilone aveva vinto i mondiali nel 1991 per i Wallabies, nel luglio 2013 aveva preso il posto del deludente Robbie Deans ai comandi della corazzata australiana. Dicono che da qualche mese avesse completamente perso la concentrazione e il controllo della squadra, quando lo sgradevole messaggio di Beale - che voleva ironizzare con i compagni di squadra sulla storia tra la manager e l'allenatore - era stato casualmente intercettato da Di Patston e poi reso pubblico. Il giocatore si è scusato in tutti i modi ma è stato lasciato a casa per punizione, nonostante le proteste degli altri giocatori. McKenzie ha provato a riprendere il timone del gruppo ma evidentemente c'era qualcosa che non andava più. E l'ultima, beffarda sconfitta con i campioni del mondo neozelandesi - che allo scadere hanno ribaltato il risultato a loro favore - ha fatto il resto. "Ha lottato per due settimane, cercando di riguadagnare il rispetto di atleti e staff", ha spiegato Bill Pulver, Ceo dell'Australian Rugby Union, "ma la situazione per Ewen si era fatta veramente sgradevole".
Adesso i canguri, due volte vincitori della Coppa del mondo, sono proprio nei guai. Stanno per partire per la tournée nel Vecchio Continente - incontreranno tra due settimane a Twickenham i Barbarians, poi Francia, Irlanda e Inghilterra - e non hanno più una guida: il prossimo allenatore potrebbe essere Jack White - già tecnico del Sudafrica mondiale del 2007: però ha già preso un accorso per seguire in questo autunno le trasferte europee di Tonga -, l'alternativa è Michael Cheika, attuale coach dei Warathas. Ma qualcuno dovrà introdurre una clausola nel nuovo contratto: niente sesso, siamo rugbisti.