GENOVA - "Vogliamo portare un po' di luce a Genova, dopo tanto buio e pioggia", aveva promesso Castrogiovanni. L'Italia ovale è stata di parola, giocando - con un giorno d'anticipo per la paura di una nuova alluvione - la migliore partita da un anno a questa parte. Non è bastato, perché l'Argentina è una squadra più forte e meglio organizzata - non a caso gioca alla pari con le migliori dell'emisfero sud -, ma le emozioni regalate dagli azzurri fanno comunque bene al cuore dei tifosi, in particolare a quelli liguri che nonostante tutto hanno affolato lo stadio di Marassi (quasi 15.000 presenze). Il palpitante finale, con la Nazionale a schiacciare gli avversari nella speranza di un'altra punizione e poi il drop fallito ad Orquera, ha definitivamente riconciliato gli azzurri con gli sportivi italiani. Hanno vinto i Pumas, ma Parisse e i suoi escono a testa alta e guardano con ambizione all'incontro di sabato prossimo a Padova con il Sudafrica.
Il piede di Haimona. Nei primi minuti la grande pressione difensiva aveva permesso agli azzurri di giocare a lungo nella metà campo avversaria, ma al calcio di punizione di Haimona rispondeva - sempre al piede - Hernanadez nell'unica occasione in cui gli argentini veniva a giocare dall'altra parte. Però l'apertura maori riportava davanti la Nazionale, capitalizzando il gran lavoro degli abrasivi Favaro, Geldenhuys e Castrogiovanni, con Furno efficace in rimessa laterale. E infilando 4 punizioni (su 5) in 23 minuti.
Gori, che sciocchezza. I Pumas provavano a ripartire da una pericolosa touche nei 22 italiani - dopo un errore di Ghiraldini - ma gli azzurri prima smontavano la progressione e poi recuperavano l'ovale, costringendo gli argentini all'ennesimo fallo (14 nella prima mezz'ora). Proprio nel finale del primo tempo, quando l'Italia cominciava a dominare con un ispiratissimo Haimona, una sciocchezza di Gori innescava il contropiede di Amorosino, che la stessa ala concretizzava dopo una serie di pick and go dei latinoamericani. Che peccato.
Pumas più cinici. Un po' frastornati per l'amaro finale dei primi 40 minuti, gli azzurri ricominciavano a tessere la loro ragnatela di placcaggi e con un ispiratissimo Sarto rimettevano sotto gli avversari, permettendo ad Haimona di marcare ancora 3 punti dalla piazzola. Il match restava equilibrata con due pacchetti speculari in mischia ordinata, gli italiani più aggressivi ma gli altri più lucidi nell'utilizzare i (pochi) palloni a disposizione.
La meta di De la Fuente. Non a caso, dopo una spettacolare ripartenza azzurra (Sarto, poi Parisse) i Pumas approfittavano d'un calcio di punizione successivo ad una mischia ordinata: Hernandez lanciava De la Fuente in mezzo ai pali, ed era una meta di quelle davvero pesanti. Che per la prima volta portava gli ospiti avanti nel punteggio. Quando Sanchez su punizione portava a 5 i punti di distacco, pareva finita.
Orquera, il drop non va. Campagnaro però apriva un varco impressionante, Parisse sbagliava l'ultimo passaggio che avrebbe lanciato in meta McLean e ci si doveva accontentare di 3 punti firmati Orquera. Il mediamo di apertura tentava a tempo scaduto un ultimo, disperato drop ma non c'era purtroppo nulla da fare. E però negli occhi rimane una squadra di nuovo presente, soprattutto in difesa, con un gran regista (Haimona) e tante cose belle da regalare in futuro. Sì, è stata una giornata di luce.
Italia-Argentina 18-20 (12-10)
Marcatori: 3', 14', 20', 23' pt cp Haimona, 11' cp Hernandez, 40' meta Amorosino tr. Hernandez; 9' st cp Haimona, 19' st meta De la Fuente tr. Hernandez, 32' cp Sanchez, 37' cp Orquera
Italia: Masi - Sarto, Campagnaro, Morisi, McLean (38' st Toniolatti) - Haimona (34' st Orquera), Gori (34' st Palazzani) - Parisse, Favaro (18' st Minto), Zanni - Furno (34' st Bortolami), Geldenhuys - Castrogiovanni (18' st Chistolini), Ghiraldini (38' st Manici), Aguero (23' st De Marchi).
Argentina: Tuculet (1' st Moroni, 4'-11' st Sanchez) - Amorosino, Agulla, De la Fuente, Montero _ Hernandez (23' st Sanchez), Cubelli (Landajo) - Senatore, Ortega Desio, Isa - Lavanini, Petti (31' st Ponce) - Tetaz Chaparro (14' st Herrera), Cortese (18' Iglesias Valdez), Ayerza (27' st Noguera Paz). A disposizione: Lezana.
Arbitro: Joubert (Saf)
Il piede di Haimona. Nei primi minuti la grande pressione difensiva aveva permesso agli azzurri di giocare a lungo nella metà campo avversaria, ma al calcio di punizione di Haimona rispondeva - sempre al piede - Hernanadez nell'unica occasione in cui gli argentini veniva a giocare dall'altra parte. Però l'apertura maori riportava davanti la Nazionale, capitalizzando il gran lavoro degli abrasivi Favaro, Geldenhuys e Castrogiovanni, con Furno efficace in rimessa laterale. E infilando 4 punizioni (su 5) in 23 minuti.
Gori, che sciocchezza. I Pumas provavano a ripartire da una pericolosa touche nei 22 italiani - dopo un errore di Ghiraldini - ma gli azzurri prima smontavano la progressione e poi recuperavano l'ovale, costringendo gli argentini all'ennesimo fallo (14 nella prima mezz'ora). Proprio nel finale del primo tempo, quando l'Italia cominciava a dominare con un ispiratissimo Haimona, una sciocchezza di Gori innescava il contropiede di Amorosino, che la stessa ala concretizzava dopo una serie di pick and go dei latinoamericani. Che peccato.
Pumas più cinici. Un po' frastornati per l'amaro finale dei primi 40 minuti, gli azzurri ricominciavano a tessere la loro ragnatela di placcaggi e con un ispiratissimo Sarto rimettevano sotto gli avversari, permettendo ad Haimona di marcare ancora 3 punti dalla piazzola. Il match restava equilibrata con due pacchetti speculari in mischia ordinata, gli italiani più aggressivi ma gli altri più lucidi nell'utilizzare i (pochi) palloni a disposizione.
La meta di De la Fuente. Non a caso, dopo una spettacolare ripartenza azzurra (Sarto, poi Parisse) i Pumas approfittavano d'un calcio di punizione successivo ad una mischia ordinata: Hernandez lanciava De la Fuente in mezzo ai pali, ed era una meta di quelle davvero pesanti. Che per la prima volta portava gli ospiti avanti nel punteggio. Quando Sanchez su punizione portava a 5 i punti di distacco, pareva finita.
Orquera, il drop non va. Campagnaro però apriva un varco impressionante, Parisse sbagliava l'ultimo passaggio che avrebbe lanciato in meta McLean e ci si doveva accontentare di 3 punti firmati Orquera. Il mediamo di apertura tentava a tempo scaduto un ultimo, disperato drop ma non c'era purtroppo nulla da fare. E però negli occhi rimane una squadra di nuovo presente, soprattutto in difesa, con un gran regista (Haimona) e tante cose belle da regalare in futuro. Sì, è stata una giornata di luce.
Italia-Argentina 18-20 (12-10)
Marcatori: 3', 14', 20', 23' pt cp Haimona, 11' cp Hernandez, 40' meta Amorosino tr. Hernandez; 9' st cp Haimona, 19' st meta De la Fuente tr. Hernandez, 32' cp Sanchez, 37' cp Orquera
Italia: Masi - Sarto, Campagnaro, Morisi, McLean (38' st Toniolatti) - Haimona (34' st Orquera), Gori (34' st Palazzani) - Parisse, Favaro (18' st Minto), Zanni - Furno (34' st Bortolami), Geldenhuys - Castrogiovanni (18' st Chistolini), Ghiraldini (38' st Manici), Aguero (23' st De Marchi).
Argentina: Tuculet (1' st Moroni, 4'-11' st Sanchez) - Amorosino, Agulla, De la Fuente, Montero _ Hernandez (23' st Sanchez), Cubelli (Landajo) - Senatore, Ortega Desio, Isa - Lavanini, Petti (31' st Ponce) - Tetaz Chaparro (14' st Herrera), Cortese (18' Iglesias Valdez), Ayerza (27' st Noguera Paz). A disposizione: Lezana.
Arbitro: Joubert (Saf)