ROMA - Parisse dicono sia il più elegante, McLean il più bello, Campagnaro il più estroverso. Ma il più amato tra gli azzurri del rugby, quello è sicuramente Martin Castrogiovanni. Barba e capelli da Mangiafuoco, stazza da orco, vocione profondo. Centoventi chili di muscoli e amicizia, un campione di sport e solidarietà che nel primo raduno romano del Sei Nazioni, all'Acqua Acetosa, ha - inevitabilmente - fatto il pieno di inviti. Tra buona tavola ed autografi, poliziotti e figurine. Sempre con il sorriso.
MARTIN, UNA CENA PER IL MUSEO - Raccontano sia un fuoriclasse nel cucinare l'asado, perché le origini - e le buone tradizioni - argentine non le ha dimenticate. In televisione lo si era visto vestito da cuoco, spezzare cucchiai di legno per esorcizzare l'Orrenda Stoviglia, il premio virtuale - il 'cucchiaio di legno', appunto - assegnato alla squadra che finisce in fondo alla classifica del torneo più antico del mondo. Questa volta Castrogiovanni si siede anche a tavola, ospite d'onore della serata organizzata questo sabato a Colleferro (Sporting Club King) dagli irriducibili genialoidi del Museo del Rugby, storia di un grande appassionato - Corrado Mattoccia - e della sua straordinaria collezione di maglie ovali, andata arricchendosi negli anni e diventata anche una esposizione itinerante. Tanto per dire: durante il Sei Nazioni a Twickenham saranno esposte 8 divise, compresa quella di Lorenzo 'Ciccio' Sebastiani, il giovane pilone aquilano tra le vittime del terremoto. La cena con Martin, che passerà più o meno agilmente dai fornelli ad un posto con gli altri commensali, prevede un contributo minimo di 15 euro. Il ricavato andrà alla Fondazione il Museo del Rugby, Fango e Sudore (www.ilmuseodelrugby.it).
'INTERROGATO DALLA POLIZIA' - E' il più intervistato degli azzurri, non c'è partita. L'altro giorno si è sottoposto di buon grado anche ad un 'interrogatorio' di Cristiano Morabito, per Polizia Moderna, la rivista della Polizia di Stato. Trova sempre il tempo per una battuta con i giornalisti. Soprattutto adesso, che le cose si sono rimesse molto bene anche a livello di club: nella supersquadra del Tolone ha ripreso a giocare - e segnare - con regolarità. Da sempre impegnato sul fronte della beneficenza, con la stessa grinta che mette sul campo da rugby. Protagonista del calendario dell'Associazione Olivia, dedicata ai bimbi non udenti, con cui è attivo già molti da anni. Poi Telethon, la Casa di Andrea, l'ospedale Meyer di Firenze, l'onlus La tartaruga e il progetto Cycle to Zero con la fidanzata, la sciatrice Giulia Candiago. "Perché lo faccio? Perché non dimentico da dove vengo e chi sono stato. Anche io un bambino, anche io un guerriero: pronto a lottare per la vita. Con un sorriso". Trentatré anni, più di cento partite in maglia azzurra, 7 anni a Leicester con i maestri inglesi e ora da due stagioni nello stellare club francese di Tolone. Uno dei più grandi giocatori della storia, e pensare che la sua mamma diceva di no. "Non voleva giocassi. 'Troppo pericoloso', mi sgridava. Così ho provato con il nuoto, poi la pallacanestro. Un giorno mi è venuta un'idea: ho strattonato un arbitro, l'ho preso per la collottola. Mi hanno squalificato, addio basket. Mamma si è arresa, e mi ha dato il permesso".
MOLTE FIGURINE, NIENTE BIRRA - L'unico rugbista che non beve birra ("Sono celiaco") ma è stato scelto da Peroni come stralunato e divertente testimonial. Di un birra per celiaci, appunto. Appassionato collezionista di figurine al punto che la Panini lo rifornisce regolarmente e lui - tutto felice - posta subito le fotografie degli ultimi esemplari. Fidanzato con Giulia Candiago, campionessa di sci. Matrimonio dopo i mondiali di quest'anno in Inghilterra. "Sarà una festa in spiaggia, con le infradito ai piedi". Tre cani per amici - un bassotto a pelo lungo, un bulldog, un Bovaro del Bernese - ognuno che tira per conto suo: lui prova a domarli con un urlaccio però gli scappa da ridere. Perché si vede benissimo, che l'orco è buono. "Sono uno felice", dice di sé. "Semplice. Solare". Un campione anche in tivù: conduttore di programmi sull'ambiente, ospite del festival di Sanremo, le pubblicità. Un futuro da Bud Spencer? "Magari. Mi piacerebbe fare del cinema. Però mi sa che con queste cicatrici in faccia ho chiuso prima ancora di cominciare". Che bugiardo.
MARTIN, UNA CENA PER IL MUSEO - Raccontano sia un fuoriclasse nel cucinare l'asado, perché le origini - e le buone tradizioni - argentine non le ha dimenticate. In televisione lo si era visto vestito da cuoco, spezzare cucchiai di legno per esorcizzare l'Orrenda Stoviglia, il premio virtuale - il 'cucchiaio di legno', appunto - assegnato alla squadra che finisce in fondo alla classifica del torneo più antico del mondo. Questa volta Castrogiovanni si siede anche a tavola, ospite d'onore della serata organizzata questo sabato a Colleferro (Sporting Club King) dagli irriducibili genialoidi del Museo del Rugby, storia di un grande appassionato - Corrado Mattoccia - e della sua straordinaria collezione di maglie ovali, andata arricchendosi negli anni e diventata anche una esposizione itinerante. Tanto per dire: durante il Sei Nazioni a Twickenham saranno esposte 8 divise, compresa quella di Lorenzo 'Ciccio' Sebastiani, il giovane pilone aquilano tra le vittime del terremoto. La cena con Martin, che passerà più o meno agilmente dai fornelli ad un posto con gli altri commensali, prevede un contributo minimo di 15 euro. Il ricavato andrà alla Fondazione il Museo del Rugby, Fango e Sudore (www.ilmuseodelrugby.it).
'INTERROGATO DALLA POLIZIA' - E' il più intervistato degli azzurri, non c'è partita. L'altro giorno si è sottoposto di buon grado anche ad un 'interrogatorio' di Cristiano Morabito, per Polizia Moderna, la rivista della Polizia di Stato. Trova sempre il tempo per una battuta con i giornalisti. Soprattutto adesso, che le cose si sono rimesse molto bene anche a livello di club: nella supersquadra del Tolone ha ripreso a giocare - e segnare - con regolarità. Da sempre impegnato sul fronte della beneficenza, con la stessa grinta che mette sul campo da rugby. Protagonista del calendario dell'Associazione Olivia, dedicata ai bimbi non udenti, con cui è attivo già molti da anni. Poi Telethon, la Casa di Andrea, l'ospedale Meyer di Firenze, l'onlus La tartaruga e il progetto Cycle to Zero con la fidanzata, la sciatrice Giulia Candiago. "Perché lo faccio? Perché non dimentico da dove vengo e chi sono stato. Anche io un bambino, anche io un guerriero: pronto a lottare per la vita. Con un sorriso". Trentatré anni, più di cento partite in maglia azzurra, 7 anni a Leicester con i maestri inglesi e ora da due stagioni nello stellare club francese di Tolone. Uno dei più grandi giocatori della storia, e pensare che la sua mamma diceva di no. "Non voleva giocassi. 'Troppo pericoloso', mi sgridava. Così ho provato con il nuoto, poi la pallacanestro. Un giorno mi è venuta un'idea: ho strattonato un arbitro, l'ho preso per la collottola. Mi hanno squalificato, addio basket. Mamma si è arresa, e mi ha dato il permesso".
MOLTE FIGURINE, NIENTE BIRRA - L'unico rugbista che non beve birra ("Sono celiaco") ma è stato scelto da Peroni come stralunato e divertente testimonial. Di un birra per celiaci, appunto. Appassionato collezionista di figurine al punto che la Panini lo rifornisce regolarmente e lui - tutto felice - posta subito le fotografie degli ultimi esemplari. Fidanzato con Giulia Candiago, campionessa di sci. Matrimonio dopo i mondiali di quest'anno in Inghilterra. "Sarà una festa in spiaggia, con le infradito ai piedi". Tre cani per amici - un bassotto a pelo lungo, un bulldog, un Bovaro del Bernese - ognuno che tira per conto suo: lui prova a domarli con un urlaccio però gli scappa da ridere. Perché si vede benissimo, che l'orco è buono. "Sono uno felice", dice di sé. "Semplice. Solare". Un campione anche in tivù: conduttore di programmi sull'ambiente, ospite del festival di Sanremo, le pubblicità. Un futuro da Bud Spencer? "Magari. Mi piacerebbe fare del cinema. Però mi sa che con queste cicatrici in faccia ho chiuso prima ancora di cominciare". Che bugiardo.