EDIMBURGO - Alla fine ne è rimasto uno solo. Sergio Parisse. E' lui il vero highlander, il sopravvissuto, l'ultimo reduce della vittoria azzurra a Murrayfield - il solo successo esterno per l'Italia del Sei Nazioni - di otto anni fa. "Questa volta però non credo che riusciremo a fargli 3 mete nei primi 7 minuti", confessa con un sorriso. In ballo c'è quello che i maligni hanno ribattezzato il 'derby del cucchiaio'. La sfida tra le squadre tradizionalmente più deboli. Da non perdere assolutamente, perché altrimenti si rischia l'ennesimo 'cucchiaio di legno'. Mai come in questa occasione, il capitano si carica sulle spalle una squadra che ha più cerotti che certezze. "Dobbiamo fare i conti con molti infortuni. Non importa, quelli che giocano sabato sono comunque i migliori. E' una squadra giovane, soprattutto nei tre-quarti, con due ragazzi (Bacchin, Visentin) che esordiscono: in questi giorni ho cercato di aiutarli ad affrontare questa battaglia con la giusta concentrazione, senza farsi prendere dalla troppa pressione".
La Scozia partirà subito molto forte. "Lo sappiamo, ma questo non cambia il nostro piano di gioco. Dobbiamo essere dominanti con gli avanti, nelle rimesse laterali e in mischia ordinata. Poi toccherà alla mediana, Gori e Haimona, gestire i palloni nella maniera migliore. Osando sì, ma al momento giusto. Non possiamo permetterci errori come con l'Inghilterra". A Londra la squadra ha pagato carissimo un black out di un quarto d'ora. "Eravamo partiti molto bene, poi lo stop per l'infortunio di Brown ha permesso agli inglesi di recuperare. E quella stupida meta di Youngs ci ha tagliato le gambe". Gli scozzesi puntano sul blocco dei Glasgow Warriors, squadra che in lega celtica va molto forte. "Favaro il prossimo anno giocherà con loro e allora lo stiamo caricando a dovere: 'Cerca di fargli subito capire chi sei', gli sto ripetendo da giorni".
I punti di incontro potrebbero essere la chiave del match. "Loro sanno rallentare molto bene il gioco degli avversari, sporcano i palloni e sfruttano al meglio gli ovali recuperati. E' un po' quello vorremmo fare anche noi. Non hanno dei fuoriclasse, ma una linea arretrata molto robusta con un estremo - Hogg - velocissimo". Ancora una volta molto dipenderà da Sergio Parisse, l'highlander azzurro. "Ma questo non è golf, nemmeno tennis. Il rugby è uno sport collettivo: io posso dare tanto, però il mio contributo va solo alla squadra. Mi esalta l'idea di aiutare i più giovani. Domani ci saranno momenti difficilissimi, e io - insieme con Ghiraldini - cercherò di essere presente, di farmi sentire. Però non con le parole. Con i fatti".
Scozia: Hogg - Seymour, Bennett, Dunbar, Lamont - Horne, Laidlaw - Beattie, Cowan, Harley - Gray, Swinson - Murray, Ford, Dickinson. A disposizione: Brown, Grant, Cross, Toolis, Watson, Hidalgo-Clyne, Tonks, Scott.
Italia: McLean - Visentin, Morisi, Bacchin, Venditti - Haimona, Gori - Parisse, Favaro, Minto - Furno, Biagi - Chistolini, Ghiraldini, Aguero. A disposizione: Manici, De Marchi, Cittadini, Fuser, Vunisa, Palazzani, Allan, Bisegni.
Arbitro: Clancy (Irl)
La Scozia partirà subito molto forte. "Lo sappiamo, ma questo non cambia il nostro piano di gioco. Dobbiamo essere dominanti con gli avanti, nelle rimesse laterali e in mischia ordinata. Poi toccherà alla mediana, Gori e Haimona, gestire i palloni nella maniera migliore. Osando sì, ma al momento giusto. Non possiamo permetterci errori come con l'Inghilterra". A Londra la squadra ha pagato carissimo un black out di un quarto d'ora. "Eravamo partiti molto bene, poi lo stop per l'infortunio di Brown ha permesso agli inglesi di recuperare. E quella stupida meta di Youngs ci ha tagliato le gambe". Gli scozzesi puntano sul blocco dei Glasgow Warriors, squadra che in lega celtica va molto forte. "Favaro il prossimo anno giocherà con loro e allora lo stiamo caricando a dovere: 'Cerca di fargli subito capire chi sei', gli sto ripetendo da giorni".
I punti di incontro potrebbero essere la chiave del match. "Loro sanno rallentare molto bene il gioco degli avversari, sporcano i palloni e sfruttano al meglio gli ovali recuperati. E' un po' quello vorremmo fare anche noi. Non hanno dei fuoriclasse, ma una linea arretrata molto robusta con un estremo - Hogg - velocissimo". Ancora una volta molto dipenderà da Sergio Parisse, l'highlander azzurro. "Ma questo non è golf, nemmeno tennis. Il rugby è uno sport collettivo: io posso dare tanto, però il mio contributo va solo alla squadra. Mi esalta l'idea di aiutare i più giovani. Domani ci saranno momenti difficilissimi, e io - insieme con Ghiraldini - cercherò di essere presente, di farmi sentire. Però non con le parole. Con i fatti".
Scozia: Hogg - Seymour, Bennett, Dunbar, Lamont - Horne, Laidlaw - Beattie, Cowan, Harley - Gray, Swinson - Murray, Ford, Dickinson. A disposizione: Brown, Grant, Cross, Toolis, Watson, Hidalgo-Clyne, Tonks, Scott.
Italia: McLean - Visentin, Morisi, Bacchin, Venditti - Haimona, Gori - Parisse, Favaro, Minto - Furno, Biagi - Chistolini, Ghiraldini, Aguero. A disposizione: Manici, De Marchi, Cittadini, Fuser, Vunisa, Palazzani, Allan, Bisegni.
Arbitro: Clancy (Irl)