ROMA - Quelli che gufavano una figuraccia erano degli inguaribili ottimisti. Dopo un discreto primo tempo l'Italia è letteralmente scomparsa dal campo, umiliata (20-61) da un Galles che nella ripresa ha segnato 7 mete (!), ma soprattutto mostrato agli italiani che il rugby non è cosa per loro. Sono mancati la tecnica, la forza fisica, soprattutto l'orgoglio: gli azzurri avrebbero bisogno prima di tutto di uno psicologo, però a questo punto vale la pena chiedersi se sia il caso di andare ai mondiali con Jacques Brunel, un ct in completa confusione. Quarantuno punti di scarto, la peggiore sconfitta casalinga di sempre. A Dublino, Parigi, Londra, Cardiff e persino a Edimburgo ridono di noi. Peccato che il rugby non sia come il pugilato, perché qualcuno avrebbe dovuto gettare la spugna, dire basta al massacro dell'Olimpico. Ma il rugby non mente mai. E questo è quello che ovalmente siamo. Nulla.
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AHI, HAIMONA - Haimona cominciava con una punizione in mezzo ai pali dopo nemmeno un minuto ('muro' gallese su Charteris che riceve il calcio d'inizio) ma la sua partita finiva una manciata di secondi dopo, placcando l'ipertrofico Roberts. Al posto dell'infortunato maori entrava il titubante Orquera che però centrava un piazzato. E con i 2 di Halfenny faceva pari (6-6). Gli azzurri provavano ad attaccare ma dopo un tenuto di Vunisa partiva la prima vera carica dei Dragoni (penetrazioni di Warburton, poi la Giraffa Charteris, quindi calcetto a seguire di Halfpenny) che ineluttabilmente Roberts concludeva in meta alla fine del primo quarto.
VENDITTI, "O' VITA MIA" - La meta azzurra arrivava inaspettata e inebriante. Con un bestiale avanzamento di Castro sulla destra, poi sull'altro fronte un break nei 22 di Gori e dopo un paio di raggruppamenti Venditti si intrufolava con l'ovale sotto il braccio tra la ragnatela rossa. E l'Olimpico, tutto eccitato da una prepotente mischia ordinata azzurra, si metteva a cantare: "O' surdato 'nnammurato". Il tempo si chiudeva con una lunga pressione gallese, buoni placcaggi di Orquera e Vunisa ma un po' di indisciplina che costava una punizione di Biggar (Halfpenny ko dopo aver tentato di fermare il numero 8 azzurro) e il sorpasso di misura.
UN SUICIDIO PERFETTO - La partita cambiava però subito in apertura di ripresa, con gli ospiti a premere e gli azzurri meno robusti e lucidi che nel primo tempo: così Webbe batteva rapidamente un calcio sulla linea dei 22 azzurri e lanciava in meta Liam Williams per una stupida, facile meta. Ma il raddoppio di North, due minuti più tardi era un insulto alla logica: Orquera provava un assurdo calcetto a seguire che innescava l'ala avversaria. E il Galles era già lontanissimo. Poco dopo - Italia in 14, cartellino giallo a Masi - ancora North, lanciato da una touche di Manici rubata da Wyn Jones.
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UMILIATI E OFFESI - Cinque minuti ancora, North entrava in una difesa di burro trattando Orquera come un bambino e la partita - con ancora 20 minuti da giocare - si trasformava in un calvario. Altra espulsione temporanea (Geldenhuys), poi ad un certo punto Webb, il mediano di mischia, si è permesso di segnare con Sarto - che pure pesa 20 chili più di lui - aggrappato alle spalle, sotto gli occhi di un impotente Bergamasco. Povero Mauro, il più longevo giocatore del Sei Nazioni. Infatti. Il suo avversario diretto è Warburton (poco dopo filato in meta a sua volta) e non c'è bisogno di aggiungere altro, per spiegare la differenza tra le due squadre. Il resto è un orrore senza fine, che la meta allo scadere di Sarto non può mitigare. Il Galles adesso si mette davanti allo schermo e attende i risultati degli altri match, sperando di avere la meglio grazie alla differenza-punti, ma resta delusa. L'Italia è meglio che non accenda la televisione. Meglio lasciar perdere per un po', col rugby.
Il torneo lo vince l'Irlanda. La nazionale verde ha dovuto attendere l'ultimo match di giornata per avere la certezza di conquistare il trofeo. Nella partita serale, infatti, l'Inghilterra ha battuto la Francia per 55-35. L'irlanda, con 4 vittorie e 1 sconfitta, ha vinto il torneo per migliore differenza punti (+63) rispetto a Inghilterra (+57) e Galles (53).
Italia-Galles 20-61 (13-14)
Marcatori: 1' pt cp Haimona, 7', 12' cp Halfpenny, 11' cp Orquera, 19' meta Roberts, 24' meta Venditti tr Orquera, 39' cp Biggar; 7' st meta Liam Williams tr Biggar, 9', 14' e 19' meta North tutte tr Biggar, 26' meta Webb, 28' meta Warburton tr Biggar, 33' meta Scott Williams tr Biggar, 39' meta Sarto tr Orquera.
Italia: McLean - Sarto, Morisi, Masi (34' st Bacchin), Venditti - Haimona (dal 5' pt Orquera), Gori (34' st Palazzani) - Vunisa (dal 28' st Barbieri), Bergamasco, Minto - Furno, Biagi (10' st Geldenhuys) - Castrogiovanni (dal 10' st Chistolini), Ghiraldini (dal 10' st Manici), Rizzo (dal 10' st De Marchi).
Galles: Halfpenny (dal 33' pt Scott Williams) - North, Davies, Roberts, Liam Williams - Biggar, Webb (30' st Davies) - Faletau, Warburton, Lydiate (15' st Tipuric) - Wyn Jones, Charteris (34' st Ball) - Jarvis (dal Andrews), Baldwin (dal 15' st Owens), Evans (dal 21' st Gill).
Arbitro: Pollock (Nz)
Note: 12' st cartellino giallo Masi, 24' st Geldenhuys
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AHI, HAIMONA - Haimona cominciava con una punizione in mezzo ai pali dopo nemmeno un minuto ('muro' gallese su Charteris che riceve il calcio d'inizio) ma la sua partita finiva una manciata di secondi dopo, placcando l'ipertrofico Roberts. Al posto dell'infortunato maori entrava il titubante Orquera che però centrava un piazzato. E con i 2 di Halfenny faceva pari (6-6). Gli azzurri provavano ad attaccare ma dopo un tenuto di Vunisa partiva la prima vera carica dei Dragoni (penetrazioni di Warburton, poi la Giraffa Charteris, quindi calcetto a seguire di Halfpenny) che ineluttabilmente Roberts concludeva in meta alla fine del primo quarto.
VENDITTI, "O' VITA MIA" - La meta azzurra arrivava inaspettata e inebriante. Con un bestiale avanzamento di Castro sulla destra, poi sull'altro fronte un break nei 22 di Gori e dopo un paio di raggruppamenti Venditti si intrufolava con l'ovale sotto il braccio tra la ragnatela rossa. E l'Olimpico, tutto eccitato da una prepotente mischia ordinata azzurra, si metteva a cantare: "O' surdato 'nnammurato". Il tempo si chiudeva con una lunga pressione gallese, buoni placcaggi di Orquera e Vunisa ma un po' di indisciplina che costava una punizione di Biggar (Halfpenny ko dopo aver tentato di fermare il numero 8 azzurro) e il sorpasso di misura.
UN SUICIDIO PERFETTO - La partita cambiava però subito in apertura di ripresa, con gli ospiti a premere e gli azzurri meno robusti e lucidi che nel primo tempo: così Webbe batteva rapidamente un calcio sulla linea dei 22 azzurri e lanciava in meta Liam Williams per una stupida, facile meta. Ma il raddoppio di North, due minuti più tardi era un insulto alla logica: Orquera provava un assurdo calcetto a seguire che innescava l'ala avversaria. E il Galles era già lontanissimo. Poco dopo - Italia in 14, cartellino giallo a Masi - ancora North, lanciato da una touche di Manici rubata da Wyn Jones.
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UMILIATI E OFFESI - Cinque minuti ancora, North entrava in una difesa di burro trattando Orquera come un bambino e la partita - con ancora 20 minuti da giocare - si trasformava in un calvario. Altra espulsione temporanea (Geldenhuys), poi ad un certo punto Webb, il mediano di mischia, si è permesso di segnare con Sarto - che pure pesa 20 chili più di lui - aggrappato alle spalle, sotto gli occhi di un impotente Bergamasco. Povero Mauro, il più longevo giocatore del Sei Nazioni. Infatti. Il suo avversario diretto è Warburton (poco dopo filato in meta a sua volta) e non c'è bisogno di aggiungere altro, per spiegare la differenza tra le due squadre. Il resto è un orrore senza fine, che la meta allo scadere di Sarto non può mitigare. Il Galles adesso si mette davanti allo schermo e attende i risultati degli altri match, sperando di avere la meglio grazie alla differenza-punti, ma resta delusa. L'Italia è meglio che non accenda la televisione. Meglio lasciar perdere per un po', col rugby.
Il torneo lo vince l'Irlanda. La nazionale verde ha dovuto attendere l'ultimo match di giornata per avere la certezza di conquistare il trofeo. Nella partita serale, infatti, l'Inghilterra ha battuto la Francia per 55-35. L'irlanda, con 4 vittorie e 1 sconfitta, ha vinto il torneo per migliore differenza punti (+63) rispetto a Inghilterra (+57) e Galles (53).
Italia-Galles 20-61 (13-14)
Marcatori: 1' pt cp Haimona, 7', 12' cp Halfpenny, 11' cp Orquera, 19' meta Roberts, 24' meta Venditti tr Orquera, 39' cp Biggar; 7' st meta Liam Williams tr Biggar, 9', 14' e 19' meta North tutte tr Biggar, 26' meta Webb, 28' meta Warburton tr Biggar, 33' meta Scott Williams tr Biggar, 39' meta Sarto tr Orquera.
Italia: McLean - Sarto, Morisi, Masi (34' st Bacchin), Venditti - Haimona (dal 5' pt Orquera), Gori (34' st Palazzani) - Vunisa (dal 28' st Barbieri), Bergamasco, Minto - Furno, Biagi (10' st Geldenhuys) - Castrogiovanni (dal 10' st Chistolini), Ghiraldini (dal 10' st Manici), Rizzo (dal 10' st De Marchi).
Galles: Halfpenny (dal 33' pt Scott Williams) - North, Davies, Roberts, Liam Williams - Biggar, Webb (30' st Davies) - Faletau, Warburton, Lydiate (15' st Tipuric) - Wyn Jones, Charteris (34' st Ball) - Jarvis (dal Andrews), Baldwin (dal 15' st Owens), Evans (dal 21' st Gill).
Arbitro: Pollock (Nz)
Note: 12' st cartellino giallo Masi, 24' st Geldenhuys