MILANO - Per i Barbari di Bollate, la squadra di rugby composta dai detenuti del carcere milanese, è la prima trasferta di sempre. I ragazzi domattina lasciano la prigione per partecipare ad un torneo in programma all'Idroscalo di Milano, dove l'Asr Milano inaugura i suo nuovi impianti - il terreno è in erba sintetica - dedicati ad uno dei fondatori, il professor Gian Battista Curioni. In campo scenderanno anche due azzurri, Luca Morisi e Simone Ragusi (che lunedì partiranno per il ritiro pre-mondiale). E due squadre di veterani, gli Old red Dogs e i Bislunghi. Sarà una grande festa, perché questo è uno sport diverso da tutti gli altri e ogni volta lo conferma. L'appuntamento è dalle 11.30. Questo è il settantesimo compleanno per l'Asr, storico club italiano che milita in serie A, ha 500 tesserati (in maggioranza piccoli atleti del minirugby e delle giovanili) e soprattutto è protagonista - dentro e fuori il terreno di gioco - di un rilevante programma educativo e sociale.
Da 9 anni collabora con il Beccaria, il carcere minorile, Ha avviato un progetto rivoluzionario nel centro Sociale Barrio's (rugby e musica con il sistema Abreu), lavora contro il bullismo con l'Amico Charly Onlus ed è impegnata anche nella struttura penitenziaria di Bollate. Vale la pena di ricordare che in diverse carceri italiane (ad esempio a Torino, Terni, Nisida, Bollate, Monza, Volterra e anche all'Ucciardone) si gioca a rugby, ed è una storia magistralmente raccontata da Antonio Falda nel suo libro Oltre le sbarre. Ma non era mai accaduto che una squadra lasciasse la prigione per combattere sul campo. Sempre nel capoluogo lombardo, ma all'Arena Civica, domani pomeriggio è in programma un altro appuntamento ovale da non perdere: "Le leggende del rugby a Milano" prevede una lunga serie di incontri e tra gli altri quello che vedrà protagonista la prima squadra gay-friendly italiana, Libera Rugby Club, con una selezione del XV Ambrosiano. Poi l'Italia Classic contro gli omologhi neozelandesi (con tanti ex azzurri in campo), un torneo Under 10 ed un altro di rugby Seven.
Da 9 anni collabora con il Beccaria, il carcere minorile, Ha avviato un progetto rivoluzionario nel centro Sociale Barrio's (rugby e musica con il sistema Abreu), lavora contro il bullismo con l'Amico Charly Onlus ed è impegnata anche nella struttura penitenziaria di Bollate. Vale la pena di ricordare che in diverse carceri italiane (ad esempio a Torino, Terni, Nisida, Bollate, Monza, Volterra e anche all'Ucciardone) si gioca a rugby, ed è una storia magistralmente raccontata da Antonio Falda nel suo libro Oltre le sbarre. Ma non era mai accaduto che una squadra lasciasse la prigione per combattere sul campo. Sempre nel capoluogo lombardo, ma all'Arena Civica, domani pomeriggio è in programma un altro appuntamento ovale da non perdere: "Le leggende del rugby a Milano" prevede una lunga serie di incontri e tra gli altri quello che vedrà protagonista la prima squadra gay-friendly italiana, Libera Rugby Club, con una selezione del XV Ambrosiano. Poi l'Italia Classic contro gli omologhi neozelandesi (con tanti ex azzurri in campo), un torneo Under 10 ed un altro di rugby Seven.